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- di Andrea Ravasi

Mercato alla milanese


A Milano in questi giorni c'è il sole e si respira un'aria estiva, ma il mercato di cui quotidianamente si parla tra le vie della città non è quello di Porta Genova, bensì quello pallonaro. Mercato che divide di qualche miglio marino le due sponde del Naviglio, altrimenti poco distanti. Da una parte gli interisti, gioiosi e rilassati - un classico in questa stagione - dall'altra i milanisti, amareggiati e inc...ati con la società. L'Inter ha ufficializzato Kondogbia, Murillo ed è a un passo da Miranda, Zukanovic, Imbula e Montoya, una serie di tasselli che vanno a costituire la spina dorsale della squadra che verrà. Il Milan invece - ad oggi - ha replicato portando a termine l'acquisto di Bertolacci alla "modica" cifra di 20 milioni, dopo aver però collezionato una marea di "no, grazie": da Ibrahimovic a Jackson Martinez, passando per Kondogbia, Luiz Adriano e Arda Touran. Affari, specie i primi tre, dati per conclusi dal club e sventolati dalla stampa amica troppo frettolosamente. Che ne sarà di questo mercato alla milanese? E quali le prospettive quindi delle due squadre della Madonnina? Proviamo a scoprirlo assieme...


I due volti della Milano del pallone: Galliani a mani vuote e la corazzata mercato nerazzurra guidata da Fassone, Ausilio, Mancini e Thohir.

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Dopo la trattativa Kondogbia, che tutti ormai conosciamo alla perfezione, il Milan è rimasto in silenzio, mettendosi alla ricerca di una punta e di un centrocampista che possano, almeno in parte, coprire i suddetti colpi a salve ed andare a rinforzare una rosa che per ora, fatti salvi l'arrivo del jolly di centrocampo dalla Roma e del riscatto di Verdi dall'Empoli, ha visto solamente i rinnovi di Bonera, Abbiati, Abate e De Jong. Su cui stendiamo un velo pietoso.

Twitter non perdona niente.

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Il tutto mentre l'Inter, dopo il #KondogbiaDay, si sta muovendo con sicurezza per accontentare il proprio allenatore che sta chiamando tutti i candidati per un posto in rosa al fine di convincerli a sposare il progetto della Beneamata. Tra l'altro gira voce che una chiamata sia arrivata anche nella nostra redazione. Purtroppo per noi però il Mancio aveva sbagliato numero.

Roberto Mancini, detto anche call center. Colui che più di ogni altro sta condizionando in casa nerazzurra le sorti delle trattative con le sue proverbiali telefonate.

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Strategie che denotano una linea d'azione agli antipodi. E che dovrebbe preoccupare non poco il popolo milanista. Perché l'impressione è che il Milan abbia cercato finora più il nome ad effetto che un giocatore adatto al progetto tecnico del suo nuovo allenatore. Si è passati infatti da Kondogbia, centrocampista muscolare sradica-palloni ideale in un centrocampo a due o ancora meglio come interno mancino in un centrocampo a tre, a Bertolacci, come il francese di professione mezzala, eppure meno incontrista e più offensivo e dinamico, in grado di ricoprire all'occorrenza pure i ruoli di vertice basso e alto in una mediana a rombo.

Siamo sicuri quindi che il Milan abbia programmato con cognizione di causa la campagna acquisti in concerto con lo staff tecnico, e non stia rincorrendo nomi da dare in pasto ai tifosi? Di questo non ne siamo molto convinti, anche perché non si è ancora sentito un nome di un rinforzo per la difesa, il vero tallone d'Achille, accostato alla società rossonera. Ad ogni modo vogliamo concedere al condor Galliani il beneficio del dubbio. Indi per cui non ci resta che seguire con passione un mercato che si appresta scoppiettante in casa Milan: i soldi quest'estate ci sono, ed è ora che la società rossonera si riprenda il posto che le spetta. Perché tutto il calcio italiano ne ha bisogno.

Vola condor, vola.

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Passando sull'altra sponda del Naviglio, emerge una sostanziale differenza. Qui il calciomercato sembra programmato e mirato a soddisfare le esigenze del tecnico. Anche a costo di sconfessare il mercato invernale, vedi il mancato riscatto del flop Podolski e le voci che vogliono Shaqiri e Santon lontano diretti in Inghilterra. Il tecnico Jesino ha in mente una squadra offensiva (4-3-3 o ancor meglio 4-2-3-1) ma equilibrata, da puntellare in particolare in difesa e a centrocampo, dato che in avanti può contare su un certo Icardi, capace di segnare 27 gol in una singola stagione. Ed ecco che i primi acquisti sono stati Murillo e Miranda, a rinforzare una retroguardia allegra, seguiti da Kondogbia e Imbula (due grandi operazioni sotto ogni punto di vista), per dare sostanza e qualità ad una mediana altrimenti povera, mentre ora si pensa a portare a tesserare due esterni offensivi (ed eventualmente un attaccante di scorta) per portare a compimento il disegno dell'ex coach del City. Già chiusi nel frattempo i due laterali difensivi, Montoya a destra e Zukanovic a sinistra. Una serie di colpi che mettono in risalto tempestività e brillantezza da parte del duo Ausilio-Fassone, oltre che una disponibilità economica di morattiana memoria. Merito anche dei cugini, che con i loro (150) milioni messi in bella mostra, hanno risvegliato l'orgoglio bauscia di Thohir.

Provocazione: se nonostante i soldi a disposizione, il Milan ha raccolto le briciole, non può essere che il geometra Galliani abbia perso il suo smalto e i famosi "giorni del condor" siano terminati? Forse Berlusconi e mister Bee dovrebbero fare almeno una riflessione sull'a.d. addetto alla parte sportiva, perché se persino l'Inter, in situazioni economiche peggiori e con due dirigenti "novelli" (Ausilio è al suo secondo anno di gestione in solitaria) riesce a piazzare dei colpi da 40 milioni, qualche domanda sarebbe opportuna porsela.

Primo giro di vite a Milanello: un pasto in meno a libro paga di Fininvest.

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Un'ultimissima nota, che si rifa allo screen qui sopra: la tanto pubblicizzata Doyen Sports finora è stata solo di intralcio al mercato rossonero, e dei campionissimi che doveva portare nemmeno l'ombra. Si sente odore - bypassando la lotta di classe col deus ex machina del mercato Jorge Mendes - di "conflitto di interessi", dato che probabilmente la stessa agenzia non ha vantaggio a portare giocatori in Italia in questo momento. Se nemmeno il talentuosissimo Gabriel Barbosa del Santos, in arte "Gabi Goal", è stato accostato al Milan, qualche motivo ci sarà. Solo il tempo ci dirà se la collaborazione sarà proficua o se i 7 volte campioni d'Europa sono stati usati per incrementare il fatturato della Doyen.

Intanto godiamoci questo mercato scoppiettante che da anni non si vedeva all'ombra della Madonnina, nerazzurra per ora.


 

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Nato nel 1994 a Treviglio (BG), laureato in Management presso l'Università L. Bocconi. Tifoso interista dalla nascita e amante del calcio, un poco di buona musica non guasta mai. Collaboratore @Sportellate.

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