Interventi a gamba tesa

Sami Khedira, il nuovo parametro zero per la Juve


L’estate è arrivata, la colonnina dei gradi si alza giorno dopo giorno tenendoci sempre più tempo al riparo nelle nostre case fresche di aria condizionata. Oltre al fresco artificiale, a farci compagnia in ogni estate torrida che si rispetti, ci pensa il calciomercato, che come ogni anno regala a noi appassionati lettori da calura bombe di mercato e trepidanti aspettative per la stagione che verrà.


I saldi estivi, almeno per Madama, quest’anno sono cominciati molto presto. Dopo aver scucito al Palermo di Zamparini a forza di milioni (32+bonus quantificabili in altri 8) il baby-crack Dybala, il “duo terribile” Marotta-Paratici non si è lasciato sfuggire l’occasione ghiotta di un parametro zero di classe, tale Sami Khedira, mediano del Real Madrid.

Nato a Stoccarda nel 1987, il tedesco di origine tunisina è un incontrista che fa della sua forza fisica il suo punto di forza: alto 1.89 cm per 85 kg di peso, il pennellone dal capello laccato è abilissimo nel spezzare il gioco altrui e nel far ripartire la sua squadra con rapidi passaggi in verticale. Nonostante la stazza fisica, è dotato di piedi educati che gli consentono di disimpegnarsi senza affanno dalle situazioni di raddoppio di marcatura, impostando ed accompagnando l’azione offensiva con una discreta visione del gioco e con una buona capacità di inserimento, vedi i 2-3 gol di media mette a segno in una stagione.

A dispetto del passo lungo e un po’ sgraziato, il buon Sami quando ha la palla tra i piedi, lungi dal possedere la regia illuminata di un Pirlo o di un Verratti, sembra avere le idee piuttosto chiare.

Herta Berlino, Stoccarda, Real Madrid le tappe di una carriera impreziosita dalla Champions League vinta con le merengues e la coppa del mondo alzata in Brasile con la nazionale nel magico 2014. Per la cronaca, l’unico nella storia con Roberto Carlos a potersi fregiare di questa doppietta nello stesso anno (il brasiliano nel 2002).

Di carattere riservato con la stampa, ad escluderlo dall’undici di partenza nell’ultimo biennio ci hanno pensato gli infortuni, soprattutto legati al ginocchio sinistro (che tanto hanno fatto riflettere i dirigenti bianconeri prima di fargli sottoscrivere il contratto) e un mancato rinnovo col Madrid, che di fatto lo ha estromesso dalla rosa della prima squadra da febbraio in poi.

La domanda è: cosa può aggiungere un campione così alla Juventus del “sogno” di Berlino?
Se appare certa la permanenza di Marchisio, che aspetta soltanto la società per siglare un rinnovo già scritto, così non è per i pilastri di un quadriennio di successi. Alla luce della probabile partenza di Pirlo, l’involuzione tecnica di Vidal e le sirene (fin qui poco concrete) per Pogba, il profilo del tedesco è da considerarsi un degno jolly per l’intero centrocampo: le sue doti non sono da vice-Pirlo, ma qualora si decidesse di affidare a Marchisio il ruolo di playmaker, Khedira saprebbe coprire benissimo il ruolo che il principino ha egregiamente svolto finora.

Intermezzo: Khedira che, come dicono a Napoli, contro il Byern Monaco caccia fuori la famosa scienza.

Inoltre, la sua precisione nei passaggi (84.9% dal 2009 a oggi, dati whoscored.com) lo vedono come un potenziale crack anche nel ruolo di vice Pogba, magari con compiti di maggiore disimpegno rispetto a quelli del francese, o ancora meglio in un centrocampo a due dietro ad un trequarti veloce come Pereyra (o Oscar del Chelsea, da tempo finito nel listino dei papabili acquisti).

Proprio lo scambio continuo di palloni tra la trequarti e gli interni di centrocampo potrebbe rivelarsi una delle armi della nuova Juventus di Allegri, con un gioco basato sul susseguirsi di rapidi scambi e alleggerimenti, che consentirebbe all’ex Real di sfruttare la sua naturale dote di sovrapposizione negli spazi.

Khedira con la maglia del Real

Khedira in azione

A dispetto di quanto scritto sopra, va comunque precisato che l’operazione Khedira sembra al momento totalmente slegata dalla possibile partenza di uno dei big del centrocampo, essendo più che altro finalizzata all’inserimento in rosa di un’alternativa di lusso. Un ulteriore innesto che, con i ritorni di Asamoah (fuori per quasi tutta la stagione) e la verve di Sturaro, costituisce un parco di centrocampo pregno di opzioni. Se poi la Juve comprasse un terzino di grande mobilità come Baba, il potenziale offensivo della squadra andrebbe alle stelle…

Il centrocampista classe ’87 vuole ripartire di slancio, gettandosi a capofitto in una nuova realtà calcistica: proprio l’internazionalità del profilo ha ingolosito i manager della Juventus, pronti ad una nuova scommessa (dopo quelle vinte con Pirlo, Pogba, Evra, Tevez e Barzagli). E pronti a dare spazio ad un campione bisognoso di rialzarsi.


 

Nato il 28/09/89 a Piove di Sacco, in provincia di Padova. Studente di Giurisprudenza presso l’Università di Ferrara, amo il calcio e sono un guitar addicted, appassionato di Gibson, Fender e buon rock. Tra l’uscire con una bella mora e il restare davanti alla TV per vedere una partita, scelgo sempre la prima. Grazie al cielo per la seconda esistono i registratori. Collaboratore Sportellate.it