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- di Raffaele Campo

Sportellate di provincia: Lapadula e Donnarumma

Dopo una lunga assenza, ecco ritornare la rubrica "Sportellate di provincia". Per l'occasione i protagonisti di questa puntata saranno due, Gianluca Lapadula e Alfredo Donnarumma. Ossia gli attaccanti del Teramo che a suon di gol (rispettivamente 20 e 23) hanno spinto il Diavolo alla sua prima e storica promozione in Serie B. 


Nessuna squadra in Italia nei vari campionati professionistici può vantare una coppia gol così prolifica: giusto per fare due esempi a caso, nello stesso girone gli ascolani Perez e Altinier (i quali però raramente hanno giocato assieme) sono arrivati a 29, mentre in serie A il tandem migliore, Higuain e Gabbiadini del Napoli, è a quota 30.

Il bello poi è che neppure il più inguaribile ottimista tra i tifosi teramani si sarebbe potuto immaginare ad agosto il duo Lapadula-Donnarumma protagonista di quasi il 70% delle marcature della squadra di Vivarini. In realtà, non è la prima volta che questa città dell'entroterra si è goduta una coppia gol così spumeggiante: già 12 anni fa (stagione 2002-'03) all'allora "Vecchio comunale" era possibile ammirare le reti di Simone Pepe (sì, quello della Juve) e di Simone Motta, ex Rimini e Novara. I due realizzarono un totale di 34 gol, 11 il primo e 23 il secondo. Eppure, i due Simone non furono in grado di compiere il miracolo in grado di farli entrare nella storia nel club biancorosso: il Teramo infatti perse ai play-off contro il Martina, abbandonando così la corsa alla Serie B. Stavolta, invece, l'impresa è riuscita. Merito di due ragazzi nati nello stesso anno, il 1990, dal curriculum dai connotati similari.

Due padri di famiglia reduci entrambi da un'esperienza esaltante in Lega Pro ("Lapa" ha trascinato il San Marino in Prima Divisione grazie ai suoi 24 centri nel 2011-'12, "Donna" ne ha segnati 14 un anno più tardi in 1a a Como), seguita da una scottante in B scandita dagli infortuni (il primo a Cesena nel 2012-'13, il secondo a Cittadella la passata stagione). Finché le loro strade non si sono incrociate.

lapadula

Lapadula, nato a Torino il 7 febbraio 1990, è un attaccante che, prima di affermarsi, ha dovuto fare parecchia strada. Acquistato dal Parma nel 2009, ha dovuto girovagare in lungo in largo prima di trovare la sua dimensione ideale. Tra Pro Vercelli, Ivrea, Parma, Atletico Roma e Ravenna 28 presenze in 4 anni e un solo gol. La svolta a San Marino, dove il suo tecnico Mario Petrone ha l'intuizione vincente, schierandolo attaccante centrale sotto a D'Antoni. Per il titano è un anno magico, per la punta mancina quello della consacrazione che gli vale il pass per la serie B. Peccato che, anche a causa di un infortunio al ginocchio, non ingrani, finendo la stagione a Frosinone addirittura peggio di come era iniziata. Nel 2014 quindi puntata a Nova Gorica, squadra slovena affiliata al Parma, in cui da attaccante esterno realizza 11 reti e si aggiudica la coppa di Slovenia.

In estate il suo ritorno in Italia è avvolto da mille dubbi. E qui entra in gioco in maniera determinante sua zia, una sensitiva di Lima, capitale peruviana. "Tu devi andare in una squadra che ha i colori bianco e rossi", il responso dell'oracolo. Mai la profezia fu così azzeccata. 20 gol, la promozione col Diavolo in B e sabato pomeriggio, prima dell'ultima giornata di campionato con l'Ascoli, il bomber torinese ha coronato la sua trionfale stagione chiedendo alla fidanzata Alessia di sposarlo davanti all'intero stadio.

Il suo futuro è ancora incerto, ma è scontato che la società presieduta da Campitelli, che qualche tempo fa ha paragonato lui e Donnarumma agli storici gemelli del gol Pulici e Graziani del Torino degli anni '70, farà di tutto per trattenerlo. Difficilmente i suoi gol spariranno dal cuore del tifosi.

donnarumma

Anche per Alfredo Donnarumma il percorso di crescita non è stato affatto semplice. Il centravanti 24enne nativo di Torre Annunziata ha dovuto far fronte a continui trasferimenti in giro per l'Italia prima di poter dire la sua. Due stagioni fa, come scritto sopra, si fece notare a Como, ma l'anno scorso in B col Cittadella ha convinto solo in parte (3 marcature in 20 presenze), penalizzato pure lui dai malanni fisici. E, come si sa, il calcio moderno non perdona: nessuna seconda chance e ritorno immediato in Lega Pro passando per Pescara, che ne rileva il cartellino prima di girarlo in prestito al Teramo.

La sua precedente esperienza in Abruzzo, col Lanciano da gennaio a giugno 2012 e con un totale di 10 presenze e nessuna rete, aveva lasciato l'amaro in bocca. E' davvero arrivato il momento di voltare pagina. Questa attesa e sperata svolta è immediata. Sin dalle prime giornate, l'intesa con Lapa è a dir poco perfetta. Non solo sembra di rivedere il Donnarumma apprezzato in Lombardia, ma il giocatore dimostra di avere anche ampi margini di miglioramento. E oltre a dimostrarsi un eccellente attaccante d'area, il numero 9 del Teramo è anche generoso: significativo l'episodio dello scorso 21 dicembre quando, nella gara contro il Savona vinta dal Diavolo per 4-0, Alfredo lascia tirare al collega di reparto il rigore del quarto gol. Il resto è storia recente, con gol su gol e Teramo in Serie B con una giornata d'anticipo e festa più che meritata.


La favola di Lapadula-Donnarumma insegna che nulla può fermare la determinazione e la voglia di riscatto. Altro che chiromanzia.   

 

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