Interventi a gamba tesa

Zanetti e il rimpianto Benitez

Javier Zanetti e Rafa Benitez

«Con noi Benitez è stato sei mesi e abbiamo vinto due trofei. La stagione non è stata buona sotto il profilo degli infortuni, ma si rendeva conto di essere in una grande società. Dopo il Mondiale per club si poteva fare qualcosa di importante se fosse rimasto. Magari avrebbe vinto altri trofei» (Javier Zanetti) – tratto da “FcInter1908.it”, in data 08-05-2015.


Poche parole, espresse con la solita pacatezza che da sempre lo ha contraddistinto come ‘Capitano gentiluomo’ del calcio contemporaneo. Cenni brevi eppure pregni di significato: nostalgia, ricordi e, forse, qualche rimpianto. Zanetti torna a parlare della sua amata Inter e, ora, lo fa da vicepresidente. Le sue riflessioni – proprio come i suoi interventi in campo – sono efficaci e, direi, persino pungenti. Si consideri la dichiarazione sopracitata.
A prima vista, sembrerebbe una rievocazione serena del medio passato nerazzurro, ma ad una lettura più attenta si rivela per quello che è: una critica alla gestione sconsiderata del club, che dal dopo-Mourinho si è protratta fino ad oggi. E, se si pensa che simili affermazioni non provengono più dal capitano della Beneamata, ma dallo stesso uomo ormai divenuto dirigente, il peso specifico cambia e quella di Zanetti diventa un’autentica denuncia all’incapacità amministrativa di Moratti e dei suoi pessimi consiglieri.


Quando l’attuale vicepresidente dice «Con noi Benitez è stato 6 mesi e abbiamo vinto due trofei», di fatto ammette l’errore madornale di un inspiegabile esonero avvenuto all’indomani della conquista del trofeo più ambito a livello planetario: il Mondiale per club. La domanda sorge spontanea: quale altro pazzo avrebbe esonerato un allenatore che il giorno prima ha condotto la squadra sul tetto del mondo? Roba che neanche l’irrequieto Zamparini si sognerebbe mai di fare. E soprattutto perché? Cosa ha indotto l’intero cda dell’Inter a silurare il tecnico spagnolo?

Zanetti continua, chiarendo meglio in proposito il suo punto di vista: «Dopo il Mondiale per club si poteva fare qualcosa di importante se – Benitez ndr – fosse rimasto». Insomma, l’allora capitano non era d’accordo con la dirigenza e con il presidente. L’ex allenatore di Liverpool e Valencia avrebbe dovuto continuare perché era bravo e meritava di sedere a lungo su quella panchina. Aveva solo chiesto un ringiovanimento della rosa e aveva fatto bene: gli uomini del triplete erano stanchi, appagati e spremuti. Serviva gente fresca per un nuovo corso, che fosse altrettanto vincente. Sarebbe bastato cedere per tempo i vari Maicon, Milito, Lucio, Thiago Motta e compagnia, per rimpolpare le casse, reinvestendo poi su calciatori talentuosi e di prospettiva. Invece no.

Zanetti versione capitano.

Zanetti

Si è preferito cacciare il lungimirante Benitez, assumere Leonardo e trascinare l’Inter alla deriva. Una deriva tanto societaria, quanto sportiva. E i soldi, comunque sono stati spesi: è ritornata l’Inter “pre-Calciopoli”, scialacquona e perdente. Un vero peccato. Speriamo solo che il vicepresidente Zanetti memore degli errori fatti in passato, sappia correggere il tiro. Da capitano ci è già riuscito.


Giuliano Pagnotta, nato a Trani il 24-05-1990: nel giorno del suo compleanno qualcuno sente ancora il mormorio del Piave, ma era una vita fa. Laureato in Filologia moderna e specializzando master in HR Management si impegna nei più diversi ambiti, tra cui giornalismo, recitazione, musica, editing, gestione delle risorse umane e sport. Un tipo audace, eclettico e irrequieto, che dopo l’esperienza del ‘Workshop live’ di Sportitalia si è catapultato nel vivace mondo di Sportellate per riversare il proprio estro in commenti calcistici sagaci e irriverenti, che divertono o fanno incazzare. Adora la comunicazione e soprattutto giocare coi doppi sensi. Tifa Inter e il suo idolo è Josè Mourinho. Collaboratore Sportellate.it