Interventi a gamba tesa

Retròpassaggi: quando la Volkswagen diventò una Mercedes


Il Wolfsburg. Seconda potenza del campionato tedesco. In corsa per l’Europa League. Società diventata capace di acquistare campioni già fatti e non solo di lanciarli, per poi venderli. Un modello forgiato nell’Impresa del 2009, culminata con la conquista della Bundesliga.


Ripercorrere la splendida annata dei lupi nella stagione 2008-’09 è una di quelle cose che, ogni tanto, sento il bisogno di rifare. Perché sono storie che mettono allegria, permettono di amare questo sport e credere nelle Belle Sorprese. Partiamo però dal presente. I biancoverdi della Bassa Sassonia occupano attualmente la seconda posizione in campionato, alle spalle dell’armata del Bayern Monaco e sfideranno il Napoli nei quarti di Europa League. A giudicare da come si sono sbarazzati di Sporting Lisbona e Inter, sembrerebbe una squadra abituata a calcare certi palcoscenici. Peccato che il primo calcio ad un pallone fuori dai confini nazionali l’abbia dato soltanto nel 2000, grazie alla Coppa Intertoto, sfiorata poi nel 2003 nella finale persa con il Perugia di Gaucci.

Il Miracolo più bello della squadra della Wolkswagen rimane tuttavia la conquista del Meisterchale nel 2009. Fin qui il primo e unico piatto alzato al cielo. Un’avventura ancora più sorprendente se si pensa che nel 2006 e nel 2007 i tedeschi rischiarono la retrocessione. Autore del cambio di rotta decisivo fu quel Felix Magath famoso al di qua delle Alpi per il gol alla Juve nella finale di coppa dei Campioni 1983 con il suo Amburgo, reduce da un ottimo triennio sulla panchina del Bayern.


 

La coppia d’oro di quel Wolfsburg scudettato: Edin Dzeko e Grafite


 

Dopo l’ottimo 5° posto nella stagione precedente, le aspettative per l’incipiente annata sono piuttosto alte: un posto in Europa è il minimo sindacale richiesto dalla dirigenza. Il Bayern guidato da Klismann arranca, eppure lo scontro diretto del 24 ottobre premia i campioni in carica: 4-2 per i bavaresi e bagno di umiltà per i lupi. Che da allora, sembrano disunirsi, tant’è che fino alla 19a giornata si barcamenano nelle zone melmose della classifica, facendosi notare solo per le eccellenti prestazioni tra le mura amiche del Vfl-Stadium, un vero e proprio fortino inespugnabile.

Fino alla 19a giornata, dicevamo. La doppietta casalinga di Dzeko contro il Bochum datata 6 febbraio 2009 segna infatti l’inizio della rinascita biancoverde. 10 partite e 10 vittorie consecutive. E fanno meno male anche le esclusioni dalla coppa Uefa ad opera del Psg di Hoarau e Rothen e dalla coppa di Germania per mano del Werder Brema di Ozil, Diego e Mertesacker, se nel frattempo si registra il successo sul Bayern. 4 aprile, 26a giornata: davanti a 30mila spettatori, il Wolfsburg secondo in classifica sfida la formazione di Van Gaal, anch’essa a quota 48 punti. I più esperti Lucio, Lahm, Van Bommel, Zé Roberto, Schweinsteiger, Ribery e Podolski soccombono sotto le 5 reti rifilate da Gentner, Dzeko (doppietta in 3 minuti) e Grafite, che per non essere da meno, sigla pure lui una doppietta in 180 secondi. E pensare che fino al 62′ il match era fermo sull’1-1 in virtù del pareggio di Toni… A proposito di Grafite e Dzeko: non a caso, le loro segnature li hanno consacrati come la coppia più prolifica nella storia della Bundesliga, ben 54 gol in due.
Il pokerissimo ai bavaresi significa prima piazza. Mai più abbandonata. Troppo bello stare davanti a tutti. La Volkswagen, per una volta, si trasforma in una Mercedes di lusso, lasciando tutti a bocca aperta. Al termine del campionato, sono due le lunghezze di scarto sul Bayern Monaco. Il primo storico trionfo in patria, viene però ‘macchiato’ dalla decisione, poi rivelatasi sbagliata, della società di affidare la panchina a Veh e permettere a Magath di trasferirsi allo Schalke 04, dove tra l’altro non riuscirà a ripetersi.


 

La formazione tipo del Wolfsburg in quel magico 2008-’09


 

E se allora gli scudieri dell’armata dei lupi si chiamavano Misimovic, Grafite, Josué, Dzeko, Barzagli, Hasebe e Gentner, oggi ci sono Caligiuri, Vieirinha, Luiz Gustavo, De Bruyne, Dost, Perisic e Schurrle a far sognare i propri tifosi e a cercare di emulare l’Impresa. Aiutati dai due reduci del 2009, Diego Benaglio tra i pali e Marcel Schafer sulla corsia mancina.

Nessuno si stupisca se questo Wolfsburg dovesse alzare un trofeo al termine della stagione, magari il primo in campo europeo. La Volkswagen ha voglia di tornare a travestirsi da Mercedes.


 

Milanese innamorato del gioco del pallone: Sudamerica, Inghilterra, Juve, dilettanti e calcio giovanile über alles.