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3 min

- di Luca Vargiu

OLTRE LA LINEA: Torneo di Pasqua


Oltre la linea c’è un mondo pallonaro che molti non conoscono. Oltre la linea ci sono i dirigenti, gli allenatori, gli osservatori, gli agenti, i faccendieri, i genitori e i tifosi. Oltre la linea gli interventi a gamba tesa non sono mai sanzionati. Oltre la linea la visuale è diversa. Oltre la linea ci sono storie da raccontare.


Per chi osserva i giovani calciatori è un impegno di lavoro che tiene occupato il weekend pasquale, che non è poi tanto diverso dagli altri, solo un po' più intenso e con più traffico sugli spalti.

Per molti ragazzi è una buona opportunità per mettersi in mostra in nuove squadre dove spesso in queste occasioni, si va a fare una prova.

Per alcuni spettatori (genitori in testa, ma anche qualche addetto ai lavori) è invece un'occasione persa per stare in un prato, davanti una bella braciolata accompagnata da un bicchiere di vino.

A Pasqua e Pasquetta non è poi così difficile trovare un torneo in ogni campo di gioco. Tornei piccoli e grandi, internazionali o meno, per tutte le fasce d'età. Una partita via l'altra, dal mattino alla sera, girone prima e poi eliminazione diretta fino al trionfo finale. Giocatori ed energie da dosare, scontri semplici, avversari stranieri e sfide tra rivali. In piccolo si vede la stessa tensione del calcio delle competizioni dei grandi. Una vittoria dà lustro, e chissà mai perché, la si rincorre con maggiore ardore in queste competizioni.

In campo centinaia di ragazzi che giocano a pallone, molti di belle speranze, alcuni più bravi della media e un paio di quelli che in molti definiscono – già ora – dei  predestinati. Se tutto andrà per il verso giusto, ovvio.

Sugli spalti padri carichi, madri indecise, fratelli e sorelle annoiati (una giornata intera di calcio per loro è davvero pesante), nonni orgogliosi e stanchi, giornalisti (pubblicisti) volenterosi, osservatori indaffarati, procuratori all'erta, allenatori in attesa e dirigenti curiosi.

C'è una gara tra una squadra straniera e una piccola dilettantistica, occasione buona per molti per un caffè in più o due passi per sgranchire le gambe, del resto anche qui ci sono le partite da tutto esaurito e quelle per pochi intimi, questa rientra nella seconda categoria; almeno all'inizio, fino a quando il piccolo attaccante tutto riccioli inizia a farsi notare. Corre veloce, chiama i compagni, buona tecnica, discreto carattere.

Segna in rovesciata, un gran gol.

La sua squadra ne prende tre, nel primo tempo.

Si riparte.

La differenza tra le due squadre è notevole ma lui riesce ad attirare l'attenzione, parte da centrocampo ne scarta, uno, poi un altro, alza la testa ma non passa la palla al compagno, punta il portiere, fa fuori il difensore, mette a sedere il numero uno con una finta e deposita la palla in rete. Che azione!

Applausi del pubblico e fermento tra gli addetti ai lavori.

Finisce 7 a 3!

La terza rete è tutta sua. Un normale tiro dal limite rende meno catastrofica la gara della sua squadra e decisamente strepitosa la sua.

"Questo chi è? Da dove sbuca?"

Se lo chiedono in tanti, sugli spalti.

Qui c'è un giovane da accaparrarsi in fretta prima degli altri.

Inizia così la caccia ai dirigenti e ai genitori. Per loro il resto della giornata sarà lungo in mezzo alla processione di osservatori, allenatori, agenti e dirigenti che tra un complimento e l'altro lanceranno l'amo e, con più o meno prepotenza, faranno una proposta.

Oggi mettiamo in tasca qualcosa, dice con un bel sorriso l'anziano presidente della squadra del ragazzino.

Non sbaglia.

Il piccolo goleador fa gola a molti, c'è chi si chiede come mai nessuno lo abbia notato prima, la squadra è del milanese quindi decisamente battuta dagli osservatori.

Non è successo però.

Per fortuna ancora capita qualche distrazione, è anche questo il bello del gioco no?

Certo qualcuno ci sarà rimasto male, qualcun altro invece si morderà le mani perché, oltre la linea, in un torneo di Pasqua, c'è chi – più convincente tra tutti – ha deciso di cambiare il destino sportivo di un ragazzino (e del suo presidente) portandolo oltre confine.

 

 

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Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.

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