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- di Giuliano

Materazzi. Quanto ci manchi.


Mancini sta ricostruendo qualcosa, ma i risultati dicono esattamente il contrario: lo sgretolamento della gloriosa Inter che fu, anziché arrestarsi, procede inesorabile anche ora che tutto è davvero in frantumi. Ormai sarebbe più opportuno parlare di polverizzazione. Questo perché – al contrario di quanto Fassone e Ausilio vanno predicando – manca un progetto solido e coerente da cui ripartire. Infatti, da quando è arrivato il "filippino" Thohir (più maneggione che manager) la musica non è affatto cambiata e, come nelle opere dodecafoniche di Schoengberg, non si capisce più un emerito cazzo.


Prima si parla di fair play finanziario poi, di punto in bianco, ci si accorge che occorre centrare l’Europa ‘che conta’. Questa schizofrenia gestionale del club ha portato ad un continuo avvicendamento di allenatori (bravi, meno bravi, schiappe, poi di nuovo bravi) che, di fatto, ha bruciato qualsiasi possibilità di crescita della squadra. I giocatori non sanno più per chi giocano e quale maglia indossino, lo spogliatoio è del tutto inesistente e la formazione titolare sembra uno schieramento di birilli pronti per essere abbattuti. Meglio non commentare le riserve (Carrizo e co.). Allo stesso tempo i conti sono tutti sballati: due allenatori superpagati, campagna acquisti di riparazione fuori controllo e sanzioni dell'Uefa in vista.

I tifosi sono stufi di andare allo stadio e tornare più amareggiati di prima. Forse anche Mancini si sta iniziando a stancare. Si riparta allora proprio da lui, perché il tecnico jesino ci sa fare davvero: non solo come allenatore, ma anche come manager. Si cedano a prezzo giusto i talenti di cartone (Kovacic, Juan Jesus, Hernanes, Dodò, Campagnaro, Andreolli, Guarin e Ranocchia) e si getti nella mischia gente che ha le palle e che con la palla sappia davvero giocare. Poi si riporti in società il ‘capitano mancato’, quello che con la sua cattiveria agonistica e la sua furbizia ha segnato la storia recente dell’Inter e della Nazionale italiana. Si riaccolga a braccia aperte Marco Materazzi.


 

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