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- di Filippo Galeazzi

Laziali e bruchi riommanisti


È da settembre che studio nell'Eterna. Ci vivo anche, visito i suoi supermercati, mi prodigo per ottenere dello spazio vitale in uno dei suoi mezzi pubblici. Qui ascolto sempre, provo a capire. Si parla del sindaco Marino ("che è il peggiore di sempre", per alcuni), di Cesare che si è lasciato con Monica e ovviamente di pallone. Le due sponde le sapete, romanisti e laziali. Di seguito si parla dei secondi, del loro rapporto con i primi (ad oggi anche in classifica), per sfatare qualche mito e luogo comune. Per vederci meglio ho fatto qualche domanda a un amico, un giovane intellettuale di Roma Nord e, prima di tutto, un laziale.


Per iniziare mi faresti un bilancio sulla stagione della tua squadra fino a qua? 
"Beh direi che, iniziata senza grandi aspettative, questa stagione si è fatta via via più avvincente grazie alle prestazioni e al gioco della squadra che è diventata capace di esprimere il miglior calcio in Italia (la Juve dovrebbe fare un campionato a parte, è di un altro pianeta). I presupposti per un grande campionato effettivamente non c’erano, Lotirchio™ e i suoi slogan avevano lasciato perplessi anche i suoi più accaniti sostenitori, qualche buon innesto ma nulla di più. Di Pioli inoltre non si può dire che, durante la sua esperienza a Bologna, abbia lasciato a bocca aperta per il grande calcio proposto. Una delle grandi differenze con i riommanisti, però, è che non ci si esalta fino a che non si è raggiunto il risultato, non è nel nostro stile parlare ed essere arroganti senza fatti a nostro supporto. Sicuramente finiremo dietro a Roma, Napoli, Fiorentina e Sampdoria (ride, ndr). Mi riterrei soddisfatto se arrivassi in Europa, ma come ho appena detto non può accadere (ride ancora, ndr)".

Esiste ancora una chiara divisione ideologica tra le due tifoserie? O pensi la cosa si sia annacquata nel tempo?
"Indubbiamente una divisione politica tra le tifoseria esiste ed è molto sentita, sono numerose ancora le rivalità tra squadre dovute alle avverse idee politiche di cui Lazio e Livorno sono solo gli esempi più lampanti. Non ritengo però che la questione si sia annacquata, penso tuttavia che abbia perso credibilità nella misura in cui l’ideologia è diventata un motivo di aggregazione per persone che condividono la stessa passione per una squadra, ma la reale conoscenza di determinate idee di una buona parte dei sostenitori è pari a zero. In sostanza esiste la politica nelle curve, ma non esiste una militanza politica delle curve".

Molto chiaro. Ora potresti farmi un identikit del tifoso romanista?
"Certo, qui mi esalto: l’identikit del tifoso romanista è precisamente quello rappresentato con estrema lucidità da Angelo Bernabucci e Maurizio Mattioli nel film "Fratelli d’Italia". Approssimativo, spocchioso, presuntuoso, arrogante e sempre voglioso di ostentare il proprio essere coatto. Il romanista rivendica con passione il fatto di essere l’unica squadra della Capitale, dimentica spesso però che la Società Sportiva Lazio è nata 27 anni prima. Soffre di amnesie, evidentemente.  La Roma certo è una squadra che va di moda, indubbiamente, ma nulla di più".

Per concludere, vorrei che mi chiarissi le idee sul brucoromanista™ e che lo presentassi ai lettori.
"Volentieri. Il brucoromanista™ è un oggetto molto divertente, si tratta di un peluche a forma di millepiedi giallo e rosso che viene tenuto sul retro della macchina del romanista medio. Questo bruco col passare del tempo è diventato una figura quasi mitologica, tanto da essere costantemente oggetto di scherno da parte dei tifosi laziali".

Beh, direi tutto che è tutto molto bello e che potremmo chiuderla qui.

(A presto, forse, la risposta di un romanista. Perché qui si è per il contraddittorio, dopotutto).


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