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- di Raffaele Campo

Sportellate di provincia: Giuseppe Cardone


Signori e signori, dopo due settimane di pausa, oggi torna la rubrica "Sportellate di provincia". Dato che, per il dispiacere di tutti noi, in settimana è stato decretato il triste quanto burrascoso fallimento del Parma, il personaggio di cui ci occuperemo oggi è Giuseppe Cardone, arcigno terzino destro divenuto uno dei simboli dei ducali tra gennaio 2003 e l'inizio del 2008. 


"Cazzo al ritorno gli facciamo due gol... ci salviamo noi !!!". È questa la frase più importante di Cardone in 5 anni in gialloblù. 14 giugno 2005, gara di andata dello spareggio salvezza tutto emiliano tra Parma e Bologna a giugno 2005. I felsinei si sono appena aggiudicati il primo round al Tardini con un meritato 2-1, ma 4 giorni più tardi, nel ritorno giocato al "Dall'Ara", la squadra di "Gedeone" Carmignani tirò fuori gli artigli e, grazie ad un sonoro 2-0 con reti di - neanche a dirlo - Cardone e Gilardino, riuscì a ribaltare il pronostico e a conquistare un'insperata salvezza. Il sottoscritto ancora ricorda l'eloquente espressione di Pagliuca al termine del match: un misto tra incredulità e disperazione. Sarebbe fuorviante credere che il principale artefice di quell'impresa fu solamente il "Gila". È vero, l'attaccante di Biella si distinse per i 24 gol corredati dal gesto del violino come esultanza, ma l'identikit del leader autentico in campo corrispondeva al nome di Giuseppe Cardone. Era lui che strigliava la squadra nel momento del bisogno, ed era sempre lui che lottava su ogni pallone, anche a risultato già acquisito.

Il nostro Beppe, nato a Pavia il 3 marzo 1974, ne ha cambiate tante di casacche - Milan, Pavia, Leffe, Lucchese, Bologna, di nuovo Milan, Parma, Vicenza, Venezia, ancora Vicenza, Piacenza, ritorno al Parma, Cesena e Modena - ma grazie alla sua enorme umiltà e al grande spirito di sacrificio è riuscito a conquistare e far innamorare la città di Giuseppe Verdi, la tappa più importante di questo percorso. C'è da sottolineare che il primo incrocio Parma-Cardone fu solo una fugace apparizione: arrivato in Emilia nella trattativa che portò Federico Giunti al Milan nel 1999, la società di Callisto e Stefano Tanzi lo girò immediatamente al Vicenza con la formula del prestito. È stato il secondo incontro tra i ducali e l'ex calciatore quello a far sbocciare il vero amore. Siamo a gennaio 2003, e il difensore lascia il Piacenza per fare ritorno in gialloblù, nello scambio con Marchionni.

I primi 6 mesi vanno discretamente, il terzino non incanta ma nemmeno delude. Non è un titolare fisso, ma spesso viene preferito ad Alessandro Pierini. L'annata successiva, invece, si rivela piuttosto sfortunata: un brutto infortunio lo costringe a disputare una sola presenza in tutto il 2003-'04. Ma è durante la stagione seguente che Beppe conquista l'ambiente ducale. La città è sotto schock per via del "crack Parmalat", tuttavia è in queste situazioni che si vede la stoffa e la professionalità di un giocatore. Qualità che Cardone dimostra in tutto e per tutto. Gioca trasmettendo sicurezza a tutti compagni di squadra, non caso in poco tempo viene eletto capitano. La sua leadership si rivela determinante, prima con Baldini e poi con Carmignani. E, come scritto sopra, segna anche il pesantissimo gol dell'1-0 nella gara di ritorno dello spareggio contro il Bologna. La sua esperienza in Emilia termina di fatto nel 2006-'07, quando subisce un altro brutto infortunio, visto che l'anno successivo Di Carlo lo vede poco e saluta Parma per trasferirsi al Cesena. Appenderà le scarpe al chiodo nel giugno 2009, dopo 9 presenze in B col Modena.


Nel complesso, Cardone non ha avuto una carriera fortunatissima: oltre ai due guai fisici, non ha vinto nessun trofeo. In più ha dovuto fare i conti con ben quattro retrocessioni: due col Vicenza (1999 e 2001) e una col Venezia (2000) dalla A alla B, oltre a quella con il Cesena (2008) dai cadetti alla Lega Pro. Ma la sua immensa umiltà e il suo cuore da vero condottiero lo hanno sempre fatto distinguere come esempio da seguire. 

Attualmente vive a Monza con la famiglia e, grazie al suo diploma da geometra, lavora in una società di servizi immobiliari. Anche in questo ambito si è dimostrato intelligente e lungimirante. Emblematiche le sue dichiarazioni in una vecchia intervista a Panorama, dove ha rimarcato l'importanza del fare attenzione all'utilizzo dei soldi durante e dopo la carriera calcistica: "Il calciatore il periodo adolescenziale lo salta in pieno, perché si deve pensare prestissimo da adulto; e, a volte, ti trovi a viverla a 35 anni, con moglie e figli, e dovendo gestire i tuoi soldi. E quando l'adolescenza, che prima o poi arriva, la vivi a 35 anni con famiglia a carico... non è proprio il massimo (...). Però va detto che ci sono anche situazioni di invidia attorno a questo mondo. Ed è giusto che uno si goda anche la vita se può. Certo, poi quando non fai più il calciatore devi sapere che certi guadagni non li hai più. Questo avviene anche nella vita normale, devi avere la capacità di gestire le situazioni. Io ero diverso da Balotelli, giusto per fare un esempio, ma non per questo io sono giusto e lui sbagliato. Quando arriverà per lui il momento di lasciare il calcio, allora dovrà aver raggiunto una certa maturità anche da quel punto di vista".

Quando si dice che l'onore e il rispetto valgono più di un trofeo vinto... 

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