Interventi a gamba tesa

Nicola Sansone, la storia di un italo-tedesco adombrato da Zaza e Berardi


Nicola Sansone, esterno offensivo del Sassuolo, in questa stagione, sta confermando di essere uno dei giocatori più in forma dell’intero panorama italiano. L’attaccante italo-tedesco, però, adombrato dai più noti Zaza e Berardi, non sta trovando il risalto che meriterebbe. 


Il Sassuolo è il trionfo dell’orgoglio nazionale. Una società che, grazie ad una programmazione solida e fondata su giovani italiani, sta iniziando ad affermarsi nel grande calcio. Il deus ex machina di questo giocattolino, oltre al presidente Squinzi, anche a mister Di Francesco. Pacato, poco amante dei riflettori, ma caparbio nel coltivare talenti alle prime armi. Ne sono esempi lampanti i già citati Berardi e Zaza. Soprattutto per il primo, il tecnico pescarese ha sempre rappresentato una sorta di secondo padre, essendo stato colui che ne ha intravisto le qualità e le straordinarie potenzialità, così da farlo esordire tra i professionisti appena maggiorenne.

Ma se l’attacco neroverde spaventa un po’ tutte le retroguardie del campionato, il merito, al di là dell’ottima organizzazione di gioco e al talento dei due punteri in odore di Juve, va ricercato anche nel nome di Nicola Sansone. Proprio l’esterno offensivo cresciuto nelle giovanili del Bayern Monaco, nelle quali ha imparato la cultura della vittoria e l’equilibrio da mantenere sul rettangolo verde. Nato e cresciuto in Germania sì, ma italiano a tutti gli effetti. Il Parma è la squadra che lo ha accolto nello stivale, per poi girarlo in prestito al Crotone e riportarlo in Emilia dopo una stagione. 43 presenze e 8 reti (tra cui i pregevoli gol messi a segno contro l’Inter), però, non sono bastate alla dirigenza gialloblù per puntare su di lui. E allora ecco il breve trasferimento nella piazza per numero di abitanti più piccola della serie A, dove, sotto la guida dell’ex allenatore del Lecce, ha trovato la meritata continuità di utilizzo. Pesa, soprattutto, il ruolo a lui affidato, perfetto per le principali caratteristiche, ovvero la velocità e il dribbling secco. Il tutto condito da magnifiche segnature, come l’ultima realizzata ai danni del Parma, un bolide dai 30 metri che non ha lasciato scampo a Mirante.

Tuttavia, anche le recenti ottime prestazioni non sono servite a prendersi totalmente la scena. Il funambolo classe ’91, infatti, continua ad essere oscurato dai più noti Zaza e Berardi, giocatori ad ogni modo al di sopra della media che meritano le attenzioni dei più prestigiosi top club. Quell’attenzione che meriterebbe pure l’italo-tedesco, ragazzo umile e di poche parole, se si vuole evitare che un altro gioiello fugga dal bel paese, magari per tornare nella terra che lo ha allevato, considerato l’interesse dello Schalke 04. Anche il cittì Antonio Conte farebbe bene a farci un pensierino.


 

Alberto Bergamini, Classe 1996, frequenta la quarta liceo scientifico. Ha un sogno nel cassetto: diventare giornalista sportivo. La sua più grande passione? il calcio. Milan e Sassuolo nel cuore. Collaboratore Sportellate.it