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2 min

- di Luca Vargiu

OLTRE LA LINEA: Mamma Bomber


Oltre la linea c’è un mondo pallonaro che molti non conoscono. Oltre la linea ci sono i dirigenti, gli allenatori, gli osservatori, gli agenti, i faccendieri, i genitori e i tifosi. Oltre la linea gli interventi a gamba tesa non sono mai sanzionati. Oltre la linea la visuale è diversa. Oltre la linea ci sono storie da raccontare.


 

Sempre di più e sempre più agguerrite. Meno impreparate rispetto agli anni scorsi, restano comunque ansiose anche quando il bimbo Pulcino diventa un Primavera. 

Molte il calcio lo subiscono, alcune lo apprezzano, poche lo comprendono. 

Combattute tra la voglia che il figliolo si dedichi al tennis, al basket o al violino piuttosto che al pallone come passatempo, passati i primi anni di gioco, arrivano anche loro a quel fatidico momento in cui il successo è dietro l'angolo.

E a questo punto, ahinoi, si trasformano riuscendo, talvolta, a diventare peggio dei padri.

Irruente, invadenti, precipitose e letali. Sì perché se sei un agente che segue il loro bimbo, al primo errore (decideranno loro quale ovviamente) sei spacciato. Quando sono queste, le mamme che prendono le redini in mano e decidono per la carriera del pargolo pallonaro di casa, preparati perché tutto non andrà bene. Ogni sforzo non sarà sufficiente, ogni proposta non sarà mai quella migliore, e se lo sembra, presto o tardi ti verrà rinfacciato che era quella sbagliata.

Mi dispiace, ma per mio figlio passo sopra a ogni cosa.

Questo è quello che ti ha detto quella mamma che fino a pochi giorni prima ti trattava con uno di famiglia e che invece adesso, se le dicessero che mettendoti sotto con l'auto il figlio avrebbe possibilità di carriera, avrebbe già il piede sull'acceleratore.

Esagerata? Un po' forse. Ma risoluta, irrazionale e decisamente combattiva.

Non è l'unica che hai incontrato, però.

Qui è ora che facciamo le cose sul serio, quindi tu – indicando il marito – te ne stai buono a tifare in tribuna. Tu – e ora tocca a te – muovi il culo e vai a parlare con la società e gli trovi una sistemazione e tu pisellino – questo, invece è il figlio – stai tranquillo che in Inghilterra ci finirai a giocare.

L'esaltata che sta mettendo tutti in riga al tavolo del bar – prende lei lo scontrino e poi te lo passa – era mansueta fino a quando pisellino non è finito a fare uno stage in nazionale. Da lì ha iniziato a volare.

Fino a lassù a giocare? Ma fa freddo! No, non se ne parla proprio. 

Lassù è la – notoriamente gelida – città di Como! Avere il pargolo a 900 chilometri, al freddo, non va per niente bene. 

A questo punto il Mister me lo lavoro io.

Perché arrivati a un certo punto un sacrificio bisogna farlo, no?

Ascolta, Ale finché non sarà grande non si muove senza il nostro consenso.

Hai provato a ricordare che Ale è maggiorenne da quindici mesi, ma non è servito a molto.

In lotta con allenatore, avversari, arbitro, marito, agente, società, guardalinee, barista e - con il passare degli anni – le altre mamme, prima amiche ora rivali, non cedono di un centimetro per proteggere il bambino ormai cresciuto. 

Oltre la linea ci sono le Mamme Bomber.

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Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.

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