Interventi a gamba tesa

Retròpassaggi: Parma ’90-’91, dove tutto ebbe inizio


Le vicende del Parma Football Club tengono banco ormai da mesi, più precisamente dalla mancata partecipazione all’Europa League di quest’anno. Mesi nei quali si è scritto e detto tanto, nei quali si sono succeduti alla guida dei crociati personaggi quantomeno ambigui. Molti hanno scritto del Grande Parma, quello capace di vincere in Italia e in Europa…io oggi voglio ricordare l’Alba di quei successi, quel Parma 1990-1991, l’anno dell’esordio in serie A.


Incredibile, a pensarci bene. Una società importante come quella emiliana si è affacciata nel gotha del calcio italico solamente a inizio anni ’90. Era ancora il Parma Associazione Calcio, poi barbaramente ucciso dal signor Tanzi e dal crac Parmalat, squadra che sulle maglie targate Umbro portava già la scritta del futuro fallimento.
Dopo il quarto posto in serie B della precedente stagione, sono molti i giocatori a lasciare l’Ennio Tardini: tra questi, Alessandro Orlando e Massimo Susic, ma soprattutto la coppia d’attaccanti Pizzi – Ganz. Gli innesti, però, sono di prima qualità. Approdano infatti alla corte di Nevio Scala calciatori del calibro di Georges Grün, un giovanissimo Tomas Brolin, l’esperto Stefano Cuoghi e un certo Claudio Taffarel. Proprio al 24enne brasiliano vengono affidate le chiavi della porta parmense: compito arduo reso ancora più complicato dalla nuova norma che sancisce il rosso diretto per il fallo da ultimo uomo, anche del portiere.

In un campionato dove ‘sorpresa’ è la parola chiave, il Parma non può che uscirne bene. Accanto a Sampdoria e Genoa, simbolo di una Genova che detta legge nel campionato italiano, è proprio la neopromossa a stupire pubblico e addetti ai lavori. I tre grandi protagonisti della cavalcata emiliano sono, come già ricordato, Taffarel, Enzo Gambaro – talento mai esploso definitivamente con la maglia del Milan – e il giovane Alessandro Melli, autore di 13 gol a fine torneo.
Per la prima vittoria in campionato bisogna attendere la teza giornata, ma ne vale decisamente la pena. La vittima illustre è il Napoli campione d’Italia in carica, piegato per 1 a 0 dal gol di Marco Osio: la città è in estasi; fermare Maradona non capita tutti i giorni. Il girone di andata continua sull’onda di un entusiasmo travolgente, che porta i ragazzi di Scala al terzo posto – in coabitazione con Juve e Samp – il 20 gennaio, giorno che assegna il titolo di campione d’inverno all’Inter di Trapattoni. Proprio in quella data la matricola Parma si concede il lusso di sconfiggere anche il Milan di Sacchi e Van Basten, con un sonoro 2 a 0 firmato da una doppietta di Melli.
Il girone di ritorno non ricalca gli ottimi risultati del primo, complice anche l’insperienza della banda ducale, ma permette comunque di ottenere un miracoloso quinto posto finale, con gli stessi punti – 38 – del Torino. Quinto posto conquistato grazie, ancora una volta, ad un risultato utile contro il Milan, bloccato 0 a 0 a San Siro.
Lo scudetto si trasferì in Liguria, sponda doriana (per la prima volta), ma guardare giù dal gradino sul quale si è arrampicato il Parma, riempie di orgoglio: la Juve di Tacconi, Schillaci e Baggio; il Napoli di Maradona – almeno fino ad aprile, mese della fuga in Argentina del Pibe de Oro dopo la positività al doping – Careca e Zola; la Roma di Aldair, Giannini e Völler; la Fiorentina di Dunga, Fuser e Borgonovo.

L’anno seguente, la conquista della Coppa Italia contro la Juve; la prima esperienza europea; gli arrivi di Nava, Benarrivo e Agostini e da lì in poi la vittoria in Coppa delle Coppe, in Supercoppa Europea, in Coppa Uefa, in Supercoppa Italiana…insomma, le storie di cui avete già letto e sentito in tutti questi mesi.

Nessuno si disperi, dunque. “Se non sai dove stai andando, ricordati da dove vieni”, dice un proverbio africano. Se le cose finissero male per il Parma, si ricordi chi era nel 1990 e cos’è riuscito a fare in quella stagione e in quelle a venire.


 

Milanese innamorato del gioco del pallone: Sudamerica, Inghilterra, Juve, dilettanti e calcio giovanile über alles.