Interventi a gamba tesa

Retròpassaggi: Feyenoord, tra piazza di Spagna e il Club van het volk.


Lo scempio di Piazza di Spagna, operato dai ‘tifosi’ olandesi del Feyenoord, è una pagina che niente ha da condividere col calcio. Quello giocato, quello vero, quello fatto di storie, belle o brutte che siano.


E, soprattutto, costellato da piccole grandi imprese, che restano incise nella Storia del Pallone. Personalmente, il mio modo di affrontare ‘il day after’ del succitato scempio – dopo le dovute censure e indignazioni piovute da ogni parte – è quello di scrivere. E di scrivere proprio a proposito di Feyenoord e della grande impresa del Club van het volk, il club del popolo.

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Coppa dei Campioni 1969-1970. Due elementi che, da soli, mi fanno già sognare. Il fascino immortale di Quella coppa (soprattutto ancora quando si chiamava ‘dei Campioni’) e un periodo storico che ha rivoluzionato il calcio mondiale. Pelè, la Germania Ovest, il calcio totale olandese.

Ma Quella coppa verrà ricordata per la vittoria del Feyenoord, prima società olandese ad alzare al cielo il trofeo dalle grandi orecchie.

Il cammino dei ragazzi di Rotterdam, guidati da Ernst Happel, arcigno ex difensore austriaco oggi famoso per lo stadio di Vienna, comincia nei sedicesimi di finale. Rivali designati, l’RK, formazione islandese che oggi non potrebbe mai apparire in un tabellone finale di Champions. Il risultato? Un comodissimo 16 a 2 – questo l’aggregate – a favore degli olandesi.
Gli ottavi di finale portano in dote un avversario decisamente più probante: il Milan campione d’Europa in carica, guidato da Rivera e allenato da Nereo Rocco. I pronostici sono tutti per i meneghini, ma il Feyenoord coglie l’occasione per visionare lo stadio che sarà teatro della finale del torneo: San Siro, la Scala del Calcio.
A Milano i rossoneri si impongono per 1 a 0, grazie alla marcatura in avvio di partita di Nestor Combin. La sorpresa è però dietro l’angolo. Al ritorno al Feijenoord Stadion Ove Kindvall e compagni si impongono per 2 a 0, guadagnandosi l’accesso ai quarti.

L’ostacolo da superare si chiama Vorwärts Berlin, società capitolina trasferitasi a Francoforte due anni dopo. La gara di andata premia i tetutonici, vittoriosi per 1 a 0, ma il miracolo si ripete al ritorno: tra le mura amiche il bomber svedese Kindvall e Wery fanno sognare i tifosi: altro 2 a 0. E pass per le semifinali.
Il Legia Varsavia viene piegato ancora una volta nel match di ritorno in Olanda… e ancora una volta con il risultato di 2 a 0, frutto dei gol di van Hanegem e Franz Hasil.

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6 Maggio 1970, San Siro. Celtic-Feyenoord è l’atto conclusivo. La squadra di Stein è una corazzata che ha già vinto la coppa tre anni prima e si presenta davanti ai 53mila assiepati al Meazza, consapevole della grande occasione. Agli ordini di Concetto Lo Bello, arbitro nostrano, le due compagini danno vita ad una partita emozionante: al vantaggio scozzese di Gemmel risponde, dopo due soli giri di lancette, Rinus Israel. Dopo 90 minuti è ancora 1 a 1.
Serve una prodezza di Kindvall, eletto miglior giocatore del torneo, a consegnare la prima (e finora unica) Coppa dei Campioni al club van het volk.

Una società con una storia così importante alle spalle, merita tifosi degni di questo nome.


Milanese innamorato del gioco del pallone: Sudamerica, Inghilterra, Juve, dilettanti e calcio giovanile über alles.