Interventi a gamba tesa

Il Real Madrid sta resuscitando? Un’analisi tattica di Schalke-Real Madrid.


Schalke-Real Madrid 0-2. E’ stata una partita positiva per il Real Madrid. Per risultato e per sensazioni. Ai campioni in carica spettava il compito sempre delicato di uscire di casa, raggiungere la Germania, proprio in uno dei suoi peggiori momenti degli ultimi dieci mesi, tutto per scontrarsi contro lo Schalke 04, una squadra senza dubbio modesta, che però era arrivata ad offrire una buona prestazione difensiva contro il Bayern Monaco appena dieci giorni fa, e che certamente non è inferiore al Còrdoba di Djukic o al Deportico di Victor Fernàndez, contro i quali recentemente il Real si era mostrato spaesato.


Ieri invece ha ritrovato la bussola. Certo, non era il Madrid devastante del 6-1 dell’anno passato, però in ogni momento della partita sapeva cosa doveva fare e la maggior parte dei suoi giocatori aveva un ruolo ben definito. Alcuni, come Pepe, Carvajal, Kroos, Isco e Christian, con fiducia e notevole successo. Potrebbe essere l’inizio della risalita.


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La prima cosa da notare è che Di Matteo ha reso più facile il dominio del Real, ma forse non aveva altre possibilità. Fino al suo arrivo sulla panchina del Veltins-Arena, nello Schalke regnava il caos più tremendo, e il nuovo tecnico, raggruppando numerosi giocatori dietro la linea della palla, ha restituito serenità al gruppo.

Anche nella partita di ieri ha voluto mantenere quello stile di sacrificio e copertura. Senza però chiudersi nella propria area piccola, ma portando la propria linea difensiva, formata da cinque giocatori, più o meno all’altezza della propria mezzaluna. L’idea era di frapporre sempre dai 7 ai 9 giocatori tra gli spagnoli e la propria porta, senza cercare la pressione. In un certo senso un approccio attendista.
Il problema è che per mettere in difficoltà gli uomini di Ancelotti sembra quasi necessario chiudere Kroos. Da lui parte il furore offensivo del Real nelle notti migliori, soffocato quando si riesce a bloccare il tedesco.


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E’ la bussola del Real, un giocatore di alto livello e massima regolarità che, se gli si concede spazio – può essere lento e macchinoso alle volte – costituisce una macchina aiuta-gol.

In questa gara è rimasto in una posizione corretta per dominare ogni spazio di gioco. Forse con una soluzione diversa dalla scelta di inserire Boateng nel triangolo del 5-3-2 tedesco, magari schierandolo come seconda punta a lavorare su Kroos, lo Schalke avrebbe avuto più possibilità di riuscita. E’ molto difficile che le merengues non dominino un incontro se il proprio “cervello” rimane tranquillo e senza stress, come è avvenuto ieri sera.
Dopo la crisi a cavallo tra gennaio e febbraio, questo match può essere definito uno shock positivo. Fondamentale in questo senso l’apporto di Isco alla causa.
Due elementi importanti per l’ analisi della partita sono determinati dal centrocampista spagnolo: le palle lunghe del Real e l’aiuto a Cristiano Ronaldo. Il primo è l’elemento chiave. Negli ultimi incontri l’uscita della palla dalla difesa del Madrid avveniva con lentezza, il che condizionava tutto il resto del gioco, con un ritmo molto lento che impediva ai blancos di essere incisivi nella metà campo avversaria.


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Contro lo Schalke invece c’era l’evidente intenzione di evitare tutto questo. Se il possesso palla non avveniva con facilità o non era fluido, Marcelo, Carvajal o Pepe, da posizioni aperte, mettevano palloni lunghi alle spalle dei centrali, lontano dal portiere avversario. Palloni che, ad essere sinceri, raramente arrivavano alla BBC (Bale,Benzema,Cristiano), ma che riuscivano ad arrivare comunque nei piedi dei blancos.
L’intensità di Carvajal, Lucas, Kroos e Isco era alta, dal momento che quei passaggi erano previsti, riuscendo così a dominare tutti i palloni. Una mossa studiata per evitare il letargo e garantire un’azione di gioco costante. Quel che mancava dall’incrocio contro il Cordoba, dove si era avuta l’impressione che dopo il giro palla lento non sapessero quale fosse la mossa seguente.
L’unico che non ha seguito questa linea è stato Marcelo, molto carente rispetto ai ritmi dei suoi compagni. Totale mancanza di aggressività. Il peggiore in campo. Per colpa sua i tedeschi sono riusciti a portare a termine  alcune incursioni,  compresa una traversa  che forse avrebbe cambiato la partita.

In quanto a Cristiano Ronaldo, era se stesso. Intendendo con questo quella generosa mente offensiva, che trascorre le gare a leggere la manovra collettiva, individuando la sua debolezza e proponendo una soluzione.

Con Isco quasi sempre unito a Marcelo e Bale unito a Cavajal, mancava una linea di ingresso centrale, che Ronaldo ha penetrato frequentemente con qualità e genialità, grazie al ritmo dei suoi dribbling piuttosto energico.

Se Isco e Bale non fanno il ponte (un elemento centrale della tattica del Real, ma che dovrò spiegare in un altro articolo, è un discorso lungo e complicato), e nonostante questo, Ancelotti non ha modificato il suo sistema di gioco, servirà un grande CR7 in attesa del ritorno di Modric e James. Ieri non è stato straordinario, ma ha giocato bene. Le migliori circolazioni degli ospiti, che non sono state poche, avevano come origine i suoi smarcamenti tra le linee. Ronaldo è stato certamente aiutato dal candore dello Schalke, ma ha comunque aiutato la squadra e nessun altro ha preso l’iniziativa. Anche perché attualmente in Europa nessuno gioca come lui.

Alberto Paternò, Rimini. Nato nel vecchio millennio, in un'afosa giornata di luglio. Partorito tra ombrelloni e lettini della riviera romagnola, sfoga subito la rabbia per la venuta al mondo calciando ossessivamente Super Tele e Super Santos. Da quel giorno sopporta stoicamente l'esistenza, sguazzando nei campi melmosi della periferia riminese e sognando di diventare un giorno il nuovo Pessotto. Co-fondatore di Sportellate.it