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- di Alberto Paternò

Ottavi Champions. PSG Chelsea 1-1, l'analisi tattica.


Il Paris Saint Germain ha dominato la partita attaccando costantemente sulla sinistra con efficacia, il Chelsea ha dovuto affidarsi a uno straordinario Courtois per portare a casa un pareggio molto prezioso in vista della sfida di ritorno a Londra.


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Formazioni di partenza. 
Laurent Blanc si trovava, a causa degli infortuni,  privo di alcune pedine importanti quali Thiago Motta, Cabaye e Lucas Moura, cosa che ha comportato alcuni problemi a centrocampo, nonostante il recupero di Matuidi sia stato un fattore determinante in favore dei parigini. Un'emergenza a cui ha sopperito avanzando in mediana il difensore David Luiz, il cui posto è stato preso da Marquinhos. Il tutto mentre in attacco ritornava Cavani.

José Mourinho dal canto suo si è rivelato altrettanto cauto in mezzo al campo. Ha inserito Ramires, alzando Fabregas nel trio dietro a Diego Costa, e ha lasciato in panchina Oscar. In difesa Cahill è andato a sostituire Zouma, e Courtois è tornato tra i pali, nonostante l'eccellente partita di Cech contro l'Everton la scorsa settimana. Infine Diego Costa ha giocato la sua prima partita dopo tre settimane, a causa del turn over.


Una partita inizialmente molto bloccata da entrambe le parti, che pian piano ha cominciato ad aprirsi soprattutto nelle fasi che hanno seguito i due gol. Nessuno dei due allenatori, però, è stato così audace da prendere quei rischi che avrebbero potuto portare la propria squadra alla vittoria.

Dal momento che i due tecnici a centrocampo hanno portato avanti scelte prudenti e conservative, ben poca creatività è scaturita da quella zona di campo. Matic è rimasto spesso troppo indietro, con Ramires che semplicemente si limitava a tenere la posizione alla sua destra, mentre Fabregas, che avrebbe dovuto sfruttare questa copertura, si è mostrato statico e poco influente nel gioco, tanto da rendere il suo apporto offensivo pressoché nullo.
Il Psg invece ha avuto l'astuzia di mantenere David Luiz e Verratti in una posizione più avanzata, ma ciò raramente ha determinato passaggi filtranti decisivi in attacco. La loro manovra si è tradotta per lo più in lunghi  passaggi diagonali verso le fasce. Il che significa naturalmente che la zona centrale era ben presidiata, e che il Chelsea è riuscito a neutralizzare bene le giocate avversarie negli ultimi undici metri. Di conseguenza però le battaglie più interessanti si sono registrate sugli esterni.

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Contropiede. Sì, in pratica sembrava un'affascinante sfida "all'italiana", dove due squadre che si temono rimangono sulla difensiva, basando il proprio gioco sulle ripartenze. Entrambi giocavano sul contropiede, malgrado non fossero totalmente in grado di difendersi dai contrattacco avversari: una volta persa la palla, nessuna delle due infatti pressava con intensità, sebbene poi sia il Chelsea, sia il Psg spingessero con i propri terzini, lasciando però scoperti i difensori centrali.
La principale strategia offensiva del Chelsea - forse l'unica - si basava sul devastante passo di Hazard sulla sinistra. Il suo diretto avversario, Van der Wiel, è un tipico terzino olandese, sempre stretto al suo uomo e il numero 10 belga ha trovato spesso difficoltà a dribblarlo. Il belga ha anche sofferto il trattamento riservato dalla coppia Van der Wiel-Verratti (ben 9 fall falli subiti), quest'ultimo pronto ad intervenire in copertura sulle scampagnate del terzino olandese. In effetti le discese offensive di Van der Wiel sono state le più interessanti in tutto il primo tempo, eppure l'ex Ajax non è stato in grado di sfruttare fino in fondo questa libertà.


Queste sono le zone di scontro più significative della partita, con Hazard - la cui indisciplina tattica nella scorsa semifinale di Champions contro l'Atletico permise a Juanfran di segnare due gol avendo davanti a sé un'autostrada- che sembrava incerto se seguire Van der Wiel o rimanere in una posizione favorevole per un contropiede efficace. Alla fine Mourinho ha inverito il belga con Willian che è riuscito a tenere sotto controllo il terzino olandese.

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Il Psg a sinistra. Nonostante il dirottamento di Hazard sia stata una mossa intelligente, tuttavia il rafforzamento della fascia destra da parte del Chelsea è risultato abbastanza discutibile, dal momento che il Psg era diventato più pericoloso sulla sinistra. La squadra di casa ha così cominciato a sostenere una serie di pericolosi contropiede, e le prime due chance pericolose della partita sono arrivate proprio da un inserimento su questa fascia, alle spalle del troppo avanzato Ivanovic. Prima Cavani riesce a crossare pericolosamente per Matuidi, poi  lo stesso Matuidi trova lo spazio per recapitare la palla a Ibrahimovic: Courtois salva due volte.

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Matuidi lo shuttle. Più la gara entrava nel vivo, più diventava evidente che i francesi cercavano di sfondare solo sulla sinistra. Non avevano creatività a centrocampo, eccetto quando Ibrahimovic scendeva a far gioco in quella posizione. Sulla corsia di destra Van der Wiel e Lavezzi, in possesso di palla, erano semplicemente troppo goffi per dare un contributo, quindi l'epicentro della manovra pendeva inevitabilmente sulla mancina.
Cavani di solito agisce su quel lato, ma i veri fattori chiave ieri sono stati Maxwell - il quale, pur agendo da difensore, ha compiuto più passaggi nella trequarti di qualsiasi altro giocatore - e Matuidi, di gran lunga l'elemento più importante in tutti i 90'.

Matuidi rappresenta un profilo atipico, probabilmente migliore rispetto a Ramires, soprattutto se parliamo di energia, specializzato negli inserimenti in avanti, a partire da un centrocampo a tre, per fornire una presenza fondamentale sull'esterno, eppure sempre pronto a tornare. Per il suo dinamismo lo si potrebbe paragonare a uno shuttle. Con il centro del campo inconsistente e il gioco che si sviluppava lateralmente, era costantemente pronto a coprire o a sovrapporsi a Maxwell, sia nello spazio interno di sinistra, sia sull'esterno. Come una vera e propria ala.

Matuidi di solito non è un giocatore creativo, ma si è rivelato tale in questa partita, creando più possibilità di qualsiasi altro giocatore, compreso l'assist per la testa di Cavani, autore dell'1-1. Una soluzione, cross di Matuidi da sinistra e colpo di testa di Cavani, che è diventato ben presto un motivo ricorrente di questo match. E una delle cose che lasciano perplessi è quanto i difensori centrali del Chelsea fossero distanti dall'attaccante uruguaiano nel momento dell'incornata.

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C'era una ragione per tutto questo: il  Psg ha spesso cercato cross profondi per Ibrahimovic, che sovrastava sistematicamente Azpilicueta sul secondo palo. Per evitare questo problema Terry è arretrato troppo e lo spazio tra lui e Cahill era eccessivo.
Cavani è sempre eccellente nei colpi aerei, ma non è troppo adatto a un ruolo di ala; il gol però dimostra l'importanza di avere una seconda punta in quella posizione, la quale può infatti fornire una seconda fondamentale presenza in area. Non a caso il Psg ha dominato fisicamente nell'area dei blues per tutta la serata.

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Per inciso, mentre il gol del Psg è il risultato tipico del loro approccio offensivo, è difficile inserire la rete del Chelsea in una precisa strategia collettiva. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Terry disegna un cross sporco che Cahil prolunga con un inatteso tocco di tacco per la testa di Ivanovic, lasciato libero sia da Luiz che da Maxwell. Una combinazione tra tre difensori. Blanc ha in seguito ammesso che aveva passato tutta la settimana a concentrarsi su come fermare Hazard, Willian e Diego Costa, poi tre difensori tirano fuori questo gol: "la magia del calcio".
Altre buone occasioni del Psg sono venute sempre da sinistra, anche se spesso sul fondo, piuttosto che attraverso il cross - sia Ibrahimovic e Cavani da un'angolazione stretta si sono ritrovati in un uno-contro-uno davanti a Courtois, dopo aver scambiato rispettivamente con Lavezzi e Matuidi.

In conclusione in termini di punteggio questo era un classico spettacolo alla distanza anche se da un lato Mourinho e il Chelsea hanno concesso molta più pressione di quello che avrebbero voluto, mentre il Psg, nonostante l'approccio cauto ha avuto una serie di buone opportunità.

Un grave problema del Chelsea è stata la sua fascia destra, una strategia migliore - con gli stessi giocatori - potrebbe essere stata quella di spostare Fabregas indietro di fianco a Matic, e spingere Ramires sul fianco destro, con Willian a sinistra e Hazard  in un ruolo centrale. Le qualità difensive di Fabregas non sono particolarmente buone,  motivo per cui è stato spostato in avanti in questa partita, ma non c'è stato molto  pericolo da parte del Psg di poter creare qualcosa per le vie centrali  e  la forza di Ramires sarebbe stata molto utile nella zona in cui i parigini si sono mostrati più pericolosi.

Infine il Psg sarà galvanizzato, per la gara di ritorno, dal numero di occasioni che hanno creato, e potrà sicuramente essere ancora più minaccioso in contropiede, nella gara di ritorno.

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