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- di Alberto Paternò

Ottavi Champions League, la classifica delle 16 migliori.


Oggi torna la Champions League con l'andata degli ottavi di finale. Ma come sarebbe la classifica se la coppa dalle grandi orecchie fosse un campionato a 16 squadre? 


1. Real Madrid 62 punti.

I detentori del titolo non sono imbattibili, ma hanno a disposizione talmente tante armi da poter schiaffeggiare chiunque. Rispetto all'anno scorso ci sono James Rodriguez a far la differenza là davanti, e Toni Kroos a controllare e bilanciare il gioco (nell'anno nuovo, a dirla tutta, in leggera flessione), in aggiunta a tutti gli altri che sono cresciuti, come un certo Isco. Una squadra completa, equilibrata, intensa, tatticamente intelligente e per adesso senza eccessi di individualismo. Anche Iker Casillas, nonostante le contestazioni, non è il portiere disastroso dell'anno scorso.

2. Bayern Monaco 61 punti.

I 15 punti della fase a gironi il buon riflesso di una qualità di gioco che spesso si avvicina all'assurdo (per info rivolgersi alla Roma), con un pressing asfissiante e dei movimenti ancor più intensi e numerosi di quelli che faceva il Barça di Guardiola. I 3 punti lasciati per strada nelle 6 partite sono per loro un avvertimento: i tedeschi possono sicuramente dare lezioni di calcio al City anche in 10 e con una miriade di infortunati, ma la loro bellezza diventa fragilità quando errori tecnici o di rilancio si insinuano in questo gioco votato perennemente all'attacco.

3. Chelsea 57 punti.
Prendete la semifinalista dell'anno scorso, aggiungete il centrocampista creativo (Fabregas) e il centravanti che le mancavano (Diego Costa), continuate a coltivare le sue giovani pepite (Oscar)... e otterrete una delle favorite alla vittoria di quest'anno. I blues di Mourinho sono più completi che mai: sempre molto organizzati, in grado di "parcheggiare l'autobus" (rallentare il gioco, ndr), oppure di guidarlo abilmente nel pericoloso viaggio nella metà campo avversaria. In più hanno maggiori individualità capaci di fare la differenza in Champions League rispetto alla scorsa stagione. Primo fra tutti, il cervello del centrocampo Matic.

4.Barcellona 49 punti.
Mentre l'armonia dell'attacco MSN (Messi-Suarez-Neymar) comincia a prendere forma, non ci sono dubbi: il Barça resta una formidabile macchina offensiva, anche se i ritmi di gioco sono molto inferiori rispetto ai tempi dell'apogeo guardiolesco. Rimane qualche perplessità contro squadre molto più attente alla fase difensiva rispetto al PSG, anche perché la sconfitta al Santiago Bernabeu in campionato contro il Real (1-3) suggerisce che a fronte di ottime qualità, rispetto al passato, i catalani palesino altrettanti difetti. Occhio quindi dipende tutto dal profilo degli avversari che incontreranno.

5. Atletico Madrid 48 punti.
Dimentichiamo la prima giornata e la sconfitta contro l'Olympiakos, un incidente di percorso. Nelle 5 gare successive, gli uomini di Simeone non hanno preso neanche un gol e non hanno quasi mai concesso occasioni, mantenendo lo stesso schema che l'anno scorso li ha visti a un passo dalla vittoria. Moya è ancor meno chiamato in causa di Courtois, mentre Mandzukic gioca sgomitando e aprendo varchi lì davanti. E ancora, per un Cerci rispedito in Italia c'è un Griezmann che cresce a dismisura. Tradotto, i nuovi arrivati sono all'altezza dei loro predecessori e alcuni potrebbero diventare persino l'arma segreta per i prossimi turni.

6. Juventus 43 punti.
I bianconeri non son riusciti nemmeno a scalfire il blocco dell'Atletico Madrid, ma dopo tutto, chi ci è riuscito nel 2014 al di fuori del Real in finale? Guidati da un Carlitos Tevez finalmente goleador sulla scena europea, e forti dei miglioramenti di Paul Pogba, la vecchia signora ha una chance per mettere fine alla latitanza italiana nella Champions Leaugue. Eliminata la Roma, i campioni d'Italia sono ormai gli ultimi rappresentanti della nostra nazione, che sicuramente dovrà rinnovare il proprio calcio prima di ritrovare i successi. Il "diamante senza vero dieci" di Allegri, passato come secondo qualificato del gruppo, costituirà sicuramente un avversario temuto.

7. Manchester City 40 punti.
Ci piacerebbe parlare di Yaya Touré, Jovetic, Silva e tanti altri, ma quest'anno i Citizens son sopravvissuti soprattutto grazie ad un Sergio Aguero in stato di grazia prima dell'infortunio. Quando i paragoni con Romario si sprecavano, l'argentino è però stato colpito dalla sfortuna. Ma niente paura, sarà pronto per gli ottavi di finale, come tutta la squadra (compresi i suoi eterni errori nella copertura dell'asse centrale).

8. Borussia Dortmund 32 punti.
Difficile giudicare il corso del club tedesco. Brillante nella gara di andata contro l'Arsenal, ma sempre meno impressionante nei successivi incontri, tanto da chiudere con una sconfitta ed un pareggio. La qualificazione già acquisita e la preoccupante situazione in campionato (che richiede necessariamente di rivedere le priorità) può consentire prospettive relativamente buone, ma allo stesso tempo, la difesa preoccupa e non ha più trovato la forza sorprendente degli ultimi due anni. Se Marco Reus riesce a fare più di due tempi senza infortunarsi, gli scenari potrebbero tuttavia mutare.

8. Arsenal 32 punti

È già accaduto che l'Arsenal fosse una tale caricatura di sé stesso? Raggiunto dall'Anderlecht nei minuti finali della quarta giornata, il club londinese ha pagato la sua iconica ingenuità con l'ennesimo secondo posto. L'urna però per una volta è stata benevola, riservando a Wenger il Monaco.

8. Paris Saint-Germain 32 punti
Laurent Blanc perde credibilità a ogni sconfitta e ne guadagna di più quando il PSG vince. Una situazione complicata per un allenatore che per un pelo non è passato come primo del girone, mentre si prospettava una difficile qualificazione dopo la partita contro l'Ajax. Se Blanc infastidisce, è soprattutto per la sua gestione delle partite. L'uscita di Marco Verratti al Camp Nou non è piaciuta a nessuno se non al Barça. Il Psg ha i giocatori giusti, eppure le prestazioni stentano a sintonizzarsi su frequenze continue. Il confronto col Chelsea diventa a questo punto il crocevia fondamentale della stagione.

11. Porto 27 punti.
Pochi mesi dopo, la qualificazione dei portoghesi contro il Lille nel turno preliminare, la squadra è ancora più implacabile di allora. Anche se non è ancora completa, la squadra di Julen Lopetegui offre delle belle prospettive grazie a qualche elemento di spicco come Yacine "FIFA Street" Brahimi, il letale Jackson Martinez e Hector Herrera, che sta diventando sempre più simile un centrocampista di altissimo livello. A volte fragile, può mancare un po' di qualità per puntare più in alto.

12. Bayer Leverkusen 17 punti.
Se il Leverkusen non è dietro il Basilea è perché chi vi scrive è un fan del loro stupido pressing, a volte suicida dal momento che spesso si rivolta contro il Bayer, non appena perde in efficienza. Cosa che succede, è vero, abbastanza regolarmente. Ma guardare una partita degli uomini di Roger Schmidt è così divertente ed emozionante che vogliamo vederli andare avanti. "Le squadre che propugnano un gioco offensivo e basate sul pressing alto sull'avversario, hanno sempre i mezzi per andare lontano e penso che il Bayer Leverkusen avrà il dovuto successo in questa stagione," aveva detto Ottmar Hitzfeld lo scorso settembre. Sembra che abbia ragione.

13. Basilea 16 punti.
Dal momento che gli svizzeri non hanno nessun rispetto per la storia (basta vedere la loro neutralità in qualsiasi guerra), hanno condannato il Liverpool all'eliminazione, senza alcun scrupolo. Nessun rispetto speciale per Steven Gerrard né per un Anfield tristemente silenzioso. Va detto che la squadra di Paulo Sousa merita più della qualificazione ed è una delle squadre più attraenti, in grado di giocar la palla anche nello stretto. Da seguire, il giovane paraguaiano Derlis Gonzalez (20 anni e un sacco di talento), ma anche il più giovane Bréel E'mbolo (camerunese di 17 anni), che ha deciso di contraddire dei genitori un po' beffardi.

14. Shaktar Donetsk 13 punti.
Qualcuno li ha visti giocare? Non vi voglio mentire, io non molto. Ma rimane lo Shakhtar che conosciamo: ruvido, con una retroguardia solida, la linea di attacco brasiliana molto tecnica, veloce e fluida, ma poco coinvolto nella fase difensiva. E, in aggiunta, un Luiz Adriano che ora fa anche 5 gol in una partita. E' sempre mancata loro una certa coesione per poter andare avanti in Champions League. Un altro problema è dovuto al conflitto in corso in Ucraina, che li costringe a disputare gli impegni casalinghi a Lviv, a 1200 km da Donetsk.

15. Monaco 11 punti.
Non più James Rodriguez, né Falcao, né investimenti smisurati, con ogni ambizione ritoccata verso il basso. Eppure ne esce un primo posto a sorpresa. Va a capire! Oltre ad una forza e una solidità espressa in un gruppo poco rilevante, il Monaco sembra intrinsecamente meno attrezzato rispetto alla maggior parte delle altre qualificate. Ma ha in ogni reparto degli elementi di esperienza a questo livello (Carvalho, Toulalan, Moutinho, Berbatov). E chissà, con un po' di fortuna...

16. Schalke 04 4 punti.
Ci sono diversi modi di giudicare lo Schalke 04. Si può considerare il terzo ottavo di finale consecutivo. Oppure possiamo ricordare la sua sconfitta contro il Real Madrid l'anno scorso (2-9 complessivo), un' edizione dopo essere stato eliminato dal Galatasaray. Certamente lo Schalke è un ospite ricorrente degli ottavi, ma la semifinale nel 2011 prende ogni anno un po' di più l'aspetto di un felice incidente. La faticosa fase a gironi (0-5 la sconfitta contro il Chelsea, 4-2 a Sporting...) tuttavia non ci convince molto.

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