Interventi a gamba tesa

Lotito e Sacchi. Toccato il fondo, ma continuando a scavare.


Passati ormai 10 giorni dalle futili polemiche post Juventus-Milan, e avendo già approfonditamente analizzato il conseguente (nonché pericolosissimo) passaggio della gestione della regia delle partite calcistiche italiane dai vari broadcaster (Sky, Mediaset ecc.) alla Lega di A, aumentando sempre di più il potere di Infront (per chi se lo fosse perso: https://www.sportellate.it/2015/02/13/squadre-righelli-righe-e-regie-sotto-il-segno-di-infront), gli ultimi giorni, invece che restituire serenità al pianeta calcio, hanno dimostrato meglio di altri come sarà sempre più difficile uscire dal baratro attuale.

Almeno due episodi (il primo piuttosto rilevante) hanno riempito le cronache “pallonare” di questi giorni: l’intercettazione telefonica al presidente della Lazio Claudio Lotito e la dichiarazione di Sacchi contro i presunti (sì, presunti, dopo vi spiego il perché) troppi neri/stranieri nei settori giovanili italiani. Le due circostanze non sono collegate e vanno a toccare temi diversi, ma entrambe denotano ignoranza e un’imbarazzante capacità d’esprimersi insite in chi comanda (Lotito) o chi in questo momento commenta (Sacchi) il nostro calcio.

Andiamo in ordine cronologico e di gravità, partendo con la prima. Per chi non l’avesse ancora sentita e per permettere a tutti di farsi la propria idea senza manipolazioni esterne, questa la telefonata incriminata:

Senza soffermarsi sui modi, inaccettabili e vomitevoli, ma che comunque non possono ledere l’immagine di un movimento governato da pregiudicati per i quali l’obiettivo principale resta sempre e solo quello di tirare acqua al proprio mulino, è proprio il discorso a non filare. Testuali parole di Lotito: “Se me porti su il Carpi, se mi porti squadre che non valgono un c…o noi fra due o tre anni non abbiamo più una lira. Fra tre anni se ci abbiamo Latina, Frosinone, chi c…o li compra i diritti? Non sanno manco che esiste, Frosinone. Il Carpi… E questi non se lo pongono il problema!”.

Non siate stupidi. Davvero credete che il successo della Premier derivi dal fatto che nella massima serie ci giochi il Burnley piuttosto che il Brentford? O che ci sia il Leicester piuttosto che il Reading? Come potete immaginare non è così.
La differenza l’hanno fatta i continui investimenti stranieri (andate a vedervi quante società inglesi siano di proprietà straniere, resterete basiti) dovuti al fatto che la Premier in questo momento sia un campionato appetibile, con regole precise e gestito da un organo terzo e imparziale come la sua “League”.
 Ottimo. Devo veramente quindi starvi qui ad elencare i motivi per cui noi non siamo in grado di attirare investitori stranieri? Pensate veramente sia colpa del Carpi di turno e non di un sistema credibile come una banconota da 2 euro, con una burocrazia estenuante e il Lotito di turno a cambiare le regole a proprio piacimento?

Anche dal punto di vista dei ricavi televisivi, seguendo il ragionamento di Lotito, in una lega in cui le 10 squadre principali (per seguito) della Serie A, raccolgono il 70% dei telespettatori dell’intero campionato e le ultime tre sommate tra loro non arrivano all’8%, il Carpi di turno al posto di un ipotetico Bologna non sposterebbe niente, se non massimo un 1%. Tranquilli che Sky i diritti televisivi se li accaparrerebbe lo stesso.

Seconda parte. Passiamo ora alle dichiarazioni, che tanto hanno fatto discutere, rilasciate da Arrigo Sacchi nella giornata di ieri. Anche in questo caso preferisco postarvi direttamente l’intervista integrale:

Primo: anche qua modi e parole rivedibili, ma passiamoci sopra. Anche se nelle dichiarazioni non parla di divario fisico, bensì di etnia/provenienza, resto convinto che più che da razzista, si sia espresso da capra.

Secondo
: quella di Sacchi è proprio una castroneria bella e buona nei fatti. Dati alla mano nei tre gironi di Primavera abbiamo 1163 giocatori, 189 stranieri e 51 di colore. Non so di preciso come vanno le cose nelle altre nazioni, ma non riesco ad immaginare questa grande differenza con campionati che in questo momento funzionano più del nostro (pronto ad essere smentito, ci mancherebbe).

Terzo
: anche in questo caso il “Sacchi si è espresso male, ma ha ragione” non ha senso di esistere. Mettendo anche che i dati poco sopra riportati fossero falsi e che gli stranieri si aggirerebbero sui 350, il calcio non è cambiato: il calcio oggi è chiaramente un business, ma era la stessa e identica cosa anche ai suoi tempi.

Quarto: come puoi fare la ramanzina agli altri quando tu stesso fai notare come a Madrid ti accusassero di far giocare solo giovani stranieri?

Prima Tavecchio, poi la geometria reinventata da Galliani, ora Lotito e Sacchi… Domani quale altra invenzione tireranno fuori i nostri signori del calcio?

Alla prossima puntata.


 

Lorenzo Lari, nato a Rimini l'11/06/1990. Laureato in Giurisprudenza, adora disquisire di sport ed America. Ogni tanto scrive, solitamente legge. Sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson.