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- di Diego Pizzali

Non ti perdere proprio ora Maurito.


Mauro Emanuel Icardi Rivero è un Trezeguet dell'era social, in grado di non lasciare traccia di se per 90 minuti e colpire con una zampata quando meno te lo aspetti. Icardi è il Centravanti, ruolo snobbato dal Calcio moderno, sostituito in molti casi dalla sua evoluzione (involuzione?), il falso nueveChi è Mauro Icardi? Il calciatore viziato perennemente al centro dei gossip o un 22enne in rampa di lancio?


Ho sempre apprezzato particolarmente i centravanti puri, magari non bellissimi da vedere, eppure abilissimi nel finalizzare in qualunque modo, tirando sia con la punta che con il piatto del piede, di testa, al volo o rasoterra, d'interno o d'esterno, e anche in acrobazia. Le occasioni da gol possono capitare in varie forme e un grande attaccante dev'essere in grado di sfruttare ciascuna situazione nel miglior modo possibile.

Paradossalmente un attaccante vecchio stampo, un centravanti come se ne trovano pochi in circolazione; ruolo tanto snobbato dal Calcio moderno, dove gli attaccanti fanno i centrocampisti e i centrocampisti fanno gli attaccanti. Icardi va controcorrente, punta dritto la porta e il gol. A volte con un pizzico di fastidioso egoismo, ma quale grande centravanti si è distinto per altruismo?

Icardi appartiene alla classe d'oro del '93, in grado di sfornare talenti come Pogba, Chamberlain, Kane, Jesè, Lukaku, Varane, Draxler, Barkley, Dybala e chi più ne ha, più ne metta. Di tutti questi Maurito è quello con la media gol migliore (solo Kane, attaccante del Tottenham, viaggia al suo stesso ritmo), rendendolo uno dei migliori centravanti in prospettiva futura. Il gol scorre nelle vene di Maurito sin da ragazzino: a 9 anni per motivi economici familiari dovette abbandonare l'Argentina per approdare in Spagna nelle Isole Canarie, dove si accaserà nel Vecindario (squadra del comune di Las Palmas) segnando la bellezza di 384 gol in 6 anni. Sono numeri da record. Nella stagione corrente Icardi ha già segnato ben 18 gol tra tutte le competizioni, seppur le critiche attorno a lui rappresentino una costante.

Proprio queste critiche hanno scalfito la personalità del centravanti argentino. Del resto il suo carattere è il lato più oscuro: le troppe chiacchiere attorno a lui, il più delle volte provocate dalle sue "trovate", hanno spesso creato un'immagine distorta della persona e del professionista.

Icardi è il prototipo del calciatore moderno, non troppo interessato a valori romantici come l'amore per la maglia o la passione per il calcio, fa il suo lavoro senza immergersi in sentimenti profondi. Scelta opinabile, ma Icardi rimane comunque un professionista a tutto tondo.

"Il calcio è uno sport che mi fa divertire, però ci gioco e basta. Le partite non le guardo mai e non so nulla di quello che succede nell'ambiente. Cosa ha fatto il Milan domenica? Non seguo la Serie A. Chi è arrivato in semifinale di Coppa Italia? Men che meno. Il portiere del Chelsea? Beh, quello sì, non sono scemo".

Mauro Icardi al di fuori dei campi da Calcio preferisce concentrarsi sulla sua cara Wanda, sui suoi figli e i suoi tatuaggi. Senza dimenticarsi di condividere il tutto su Facebook, Instagram e Twitter, rendendolo un attaccante a tutto social.

Icardi non è il Balotelli della situazione, nonostante nelle ultime settimane ci abbia ricordato più volte le gesta dell'attaccante del Liverpool: la reazione sotto la curva dell'Inter dopo la sconfitta con il Sassuolo è una vera e propria "Balotellata" e la scelta di non esultare dopo la doppietta nell'ultima giornata di campionato in casa contro il Palermo ha avvicinato il profilo di Maurito a quello di Super Mario. Icardi non sarà certamente lo stereotipo del calciatore perfetto, però è un professionista serio e determinato e ha sempre dimostrato sul campo da gioco il massimo impegno.

Per questa ragione riteniamo assolutamente legittime le richieste di un rinnovo di contratto, tenendo conto che attualmente Icardi guadagna sui 900.000 euro, stipendio inferiore alla maggior parte della rosa nerazzurra. Persino giocatori come D'Ambrosio e Andreolli percepiscono attualmente un salario superiore.

Probabilmente otterrà a breve il tanto agognato prolungamento con annesso ritocco dell'ingaggio, anche se altrettanto verosimilmente lascerà l'Inter a fine stagione. Un po' per gli screzi con la tifoseria nerazzurra, ma soprattutto perché il denaro incassato dalla sua cessione andrà a ripianare l'esoso mercato di Thohir & co. nell'ultima finestra di mercato.

A noi questo sinceramente non importa, il nostro Calcio non è più in grado di trattenere i top player, per cui diventa quasi inevitabile, per costruire una squadra di livello, vendere alcuni pezzi pregiati per fare cassa e reinvestire successivamente. Non vogliamo che un centravanti, quasi unico nel suo genere, come Icardi si perda per strada per colpa di futili influenze esterne, in un Calcio dove è più difficile resistere alle pressione fuori che dentro al rettangolo verde. Continua a fare gol, Mauro Icardi.

Dale Maurito.


 

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Diego Pizzali, classe '87 milanese e milanista. Laureato, girovaga per l'Europa tra Italia, Spagna e Inghilterra prima di tornare alla casa base. Appassionato, sin da bambino, di Calcio (rigorosamente con la C maiuscola), ama praticare qualunque sport competitivo dalla scopa d’assi al tennis. Responsabile del sito di Opionione Calcistica www.dalepepe.it. Scrive di Calcio perché ne sa.

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