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- di Lorenzo Lari

Squadre, righelli, righe e regie. Sotto il segno di Infront.


Non volevo. Non era assolutamente mia intenzione tornare sulle stucchevoli polemiche post Juventus-Milan di sabato sera. Avrei preferito sorbirmi ore di Siani e dei suoi monologhi (brrr), ma i recenti avvenimenti mi hanno in un certo senso costretto a voler cercar di mettere ordine riguardo alle polemiche tra Lega (rappresentata in primis da Galliani) e i vari broadcaster che trasmettono il calcio in Italia.

Andiamo con ordine.

Partiamo dall'accusa di per se già parecchio esilarante: Galliani che si lamenta delle tv (Sky), che avrebbero, a suo dire, palesato un conflitto di interessi a cui il Milan vorrebbe porre fine.
Questo il comunicato ufficiale uscito sul sito del club rossonero:

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Praticamente lo stesso Galliani autorizza a pensare che quando dietro una partita ci sia regia Mediaset essa lavori pro-Milan. Un delirio assoluto. Ma non è questo il punto. Cerchiamo di andare oltre e concentriamoci sull'aspetto regia. Come sa sicuramente meglio di me Galliani, il regista delle partite non è scelto dalla squadra ospitante. Concentrandoci sul caso in esame, la Juventus, che è vero, autoproduce le immagine trasmesse allo Stadium potendo farlo come tutte le altre società di A (legge Melandri), non sceglie il regista. Essa fornisce la tecnologia e tutti i macchinari, ma a "pilotarli" è un esterno scelto dalla Lega in base all'investimento economico dei vari broadcaster (l'ente che effettua la telediffusione, quindi i vari Sky, Mediaset...) che trasmettono il calcio in Italia. Questi sono selezionati a rotazione e su di loro la Juventus non ha possibilità di esercitare alcun potere, essendoci tra l'altro per ogni partita un delegato della Lega o meglio di Infront (su di loro ci soffermeremo a breve) a controllare il tutto. A loro volta le moviole non sono prodotte e disegnate né dalla Juventus né dal regista, ma dai vari broadcaster. Ognuno esegue il proprio "moviolone" e traccia le sue linee nei casi di fuorigioco. Senza addentrarmi nella questione prospettiva e linee parallele che ho trovato di un'ignoranza quasi riluttante (Brunelleschi si starà ancora rivoltando nella tomba), incredibilmente la linea di Sky era perfettamente coincidente con quella di Mediaset. Quindi sì cari miei, oltre a Sky da più o meno una settimana anche Mediaset è diventata filo-juventina. Non c'è mai fine al peggio...

Torniamo ora seri un attimo e cerchiamo di scavare ancora un po' più nel profondo. Siamo onesti: pensiamo veramente che Galliani sia arrivato a rimuovere tali basilari conoscenze geometriche (lui geometra tra l'altro)? Pensiamo veramente che non ci fossero altri interessi dietro? Lì per lì, forse in preda alla disperazione, non ero andato oltre all'ineluttabile declino dovuto per forza di cose all'età che avanza del geometra. Come spesso mi capita, mi sbagliavo.

Qualche giorno dopo la conferma: Galliani ha ottenuto che la Lega (organo terzo) gestisca le regie e affidato il tutto a Infront Italia, attuale advisor dei diritti tv della massima serie. Tutto bellissimo se non fosse che:
1) la Lega e Galliani hanno di fatto ammesso la PARZIALITÀ 
di Sky e soprattutto MEDIASET;
2) a voler fare i maliziosi, nelle stesse e identiche maniere del dottor Galliani, come è possibile credere che Infront Italia, non certo un giudice imparziale e disinteressato nella gestione economica e politica del calcio italiano, riesca a garantire l'imparzialità?

Forse i più sanno poco e niente di Infront Italia, altri magari si sono già scordati di cosa si tratti. Vi rinfresco brevemente la memoria. Il calcio italiano dipende come ben sappiamo, dai diritti tv e chi si occupa dal 2006 di gestire i rapporti tra serie A e tv? Un’azienda nata quando la multinazionale Infront (nel cui cda c’è Philippe Blatter, nipote del presidente della Fifa) acquista Media Partners da Marco Bogarelli, creando appunto Infront Italia, di cui diventa responsabile lo stesso Bogarelli (uomo Mediaset, molto vicino a Silvio Berlusconi ed ex consigliere di Milan Channel). Oggi Infront Italia, oltre a fungere da advisor per i diritti tv italiani, è diventata anche partner commerciale di alcune squadre tra cui Milan, Genoa e Lazio, grandi alleate in Lega nel sostenere Beretta e in Figc nel sostenere Tavecchio. Per fortuna già questo basta e avanza a dare risalto all'incredibile conflitto di interessi che ci troviamo di fronte, permettendomi di non perdermi in ulteriori divulgazioni (per chi volesse però approfondire la questione consiglio l'illuminante articolo di Fulvio Paglialunga uscito a fine settembre su "L'Ultimo Uomo": http://www.ultimouomo.com/nelle-mani-di-infront/).

Dovrebbe risultare quindi evidente, come la miglior soluzione rimaneva la precedente (ruotare più broadcaster), ma Galliani ha vinto la sua ennesima battaglia e Infront Italia ora più di prima avrà nelle mani il futuro del calcio italiano. E oltre a spartirsi i ricavi con i propri alleati, potrà anche decidere come raccontare il nostro gioco preferito.

 

P.s.: divertente pensare che il non-fuorigioco sul gol di Tevez abbia fatto scatenare una riforma nella gestione delle riprese televisive, come se un'angolatura di una telecamere potesse realmente influire sul risultato di una partita di pallone. Poveri noi.


 

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Nato a Rimini l’11/06/1990. Laureato in Giurisprudenza, adora disquisire di sport ed America. Ogni tanto scrive, solitamente legge. Sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson.

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