Interventi a gamba tesa

I Baluardi del Calcio Popolare. Giulio Migliaccio: contropotere pelato


In un mondo in cui per vincere i campionati e le elezioni, il trapianto di capelli è un must, vorremmo narrarvi delle gesta sportive di un uomo che al pelo falso e costruito in laboratorio, ha scelto di radersi con lametta.


 

Una scelta di dignità, della quale noi Baluardi rivendichiamo l’importanza sociale antropologica e rivoluzionaria. Giulio Migliaccio, uomo del sud, lottatore nato. Se il grande maestro Carmelo Bene affermò di Falcao:”il più grande giocatore di calcio senza mondo (pallone), noi, non ce ne vogliano il maestro Bene e Falcao, affermiamo che Migliaccio è il più grande play-maker senza piede.

Giulio il piede lo ha di legno, ma di testa le prende tutte e soprattutto nel Palermo di Delio Rossi il giuoco partiva sempre da una sua spizzata a centrocampo. Giocatore di sostanza, grande legnatore, specializzato nel gol di testa da calcio d’angolo, celebre quello al Milan nella semifinale di ritorno di Coppa Italia quando arrivò in area una palla a mezza altezza che chiunque avrebbe calciato di piede, ma Giulio no, ci mise la pelata e fece gol. Tutti a Roma, alé! Ci piace pensare che se fosse stato costretto a calciare un rigore avrebbe preferito tirarlo di testa, segnandolo sicuramente.


migliaccio-giulio

La sua pelata è facilmente riconoscibile e brilla come una stella al centro del campo o all’occorrenza anche al centro della difesa. Giulio Migliaccio, un rivoluzionario popolare. Per il suo modo di giocare ma soprattutto per la sua pelata che si contrappone alla falsità e all’inganno politico-sportivo del trapianto per questo rendiamo omaggio a questo grande Baluardo, che magari non ha vinto scudetti o elezioni, ma per noi è un campione e forse un sarebbe anche un buon sindaco!

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