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3 min

- di Jacopo Landi

Il pagellone della 20a giornata di Serie A


Juventus: un altro colpo, un’altra tacca. È l’unica squadra a giocare un calcio di un certo livello ma è anche quella più noiosa di cui scrivere la pagella. Momento aneddoto: Pogba è stato vicinissimo al Milan ma Galliani invece di Pogba capii Pagà e in preda al panico corse a prendere Essien. #Pogba eccolo là, voto: 8

 

Chievo: tornare coi tre punti da Torino con un Pogba in queste condizioni era più difficile che entrare in casa Siffredi uscendone con le virtù illibate #mission impossible, voto: 5

 

Inter: è un po’ come i secchioni a scuola. Costante per tutta la durata di gara, emozioni ridotte all’osso e poi alla fine esce il bullo che ti tira un cartone e ti frega la merenda. #bullizzati, voto: 2

 

Torino: sbanca Milano e improvvisa una versione piemontese dell’Hollywood negli spogliatoi del Mezza. Tre quarti dei maschi italiani condividono commossi il gesto di Maxi Lopez all’uscita del campo, il quarto restante è ignaro che la propria compagna sia ancora una preda per Icardi #impossible is nothing, voto: 8

 

Lazio: prende un gol su disattenzione di Lady Oscar, non si scompone e continua a giocare il proprio calcio. Essendo l’avversario il Milan, compagine formata da temibilissimi giocatori... di tennis tavolo, la partita non tarda ad aggiustarsi. Mauri provoca Mexes dicendogli che dopo la partita il fatto di farsi sua moglie è dato a 0,75. #vola un’aquila nel cielo, voto: 8

 

 

Milan: Fa un gol e i tifosi iniziano a pensare ad un sabato in discesa. In effetto sarà così... per la Lazio. Il Milan scompare dal campo, Mexes sale sul ring. #puzzola iraconda, voto: ko tecnico

 

 

Sampdoria: Dio dà, Dio toglie. Per altri suffissi, chiedere altrove #buonismo, voto: 6

 

 

Palermo: prende un gol dopo 5 minuti, ma Iachini serve spinaci ai suoi che, trasformati, raggiungono il pari. Questa volta il presidente Ferrero ha spruzzato la polverina magica nello spogliatoio sbagliato #quel qualcosa in più, voto: 6

 

 

Cesena: quando Cascione la butta dentro... nella sua porta bestemmia anche Gesù Cristo, che poi per scusarsi concede la vittoria ai piadinieros #pirati dell’adriatico, voto: 7

 

 

Parma: vince il non ambito premio di “scrauso tra gli scrausi”. Per chi non conoscesse il senso etimologico di “scrauso”, basta pensare alle cose più scarse della vita, schieratene undici in campo ---> ecco scrauso #SCRAUSI, voto: #1

 

 

Verona: ha segnato Saviola. Romeo e Giulietta vivranno felici e contenti per sempre e Mandorlini anche un bell’uomo. #sogno o son mona, voto: 7

 

 

Atalanta: l’ultima vittoria risale a quando Doni giocava in Primavera, giusto qualche primavera fa... #ho visto cose, voto: estate del ‘54

 

 

Cagliari: da quando è arrivato Zola ha vinto due partite di fila. Non credo servano altri commenti. #ahiò, voto: 7

 

Sassuolo: ce la mette tutta... per far vincere il Cagliari. E ci riesce. #amnesie, voto: 4

 

 

Fiorentina: Gomez è tornato un giocatore di calcio, professione attaccante: bene. Il problema è che i difensori sono rimasti quelli di sempre. #sbadataggine, voto: 6

 

 

Roma: non vince da 476 gare ufficiali. Anche le partitelle del giovedì finiscono in pareggio. Garcia dice che per lo scudetto non è finita. Mauri ci crede poco e alza le quote a 19. #speculazioni finanziarie, voto: 5

 

 

Lunedì - Pronostici

 

 

Empoli: cioca in casa, e questo è bene, contro l’Udinese e questo è meno bene. Tuttavia i friulani non possono appoggiarsi su Di Natale, apertamente irritato. Partita equilibrata ma l’Empoli potrebbe riuscire nel colpaccio.

 

 

Udinese: leggere sopra. Recuperare Di Natale fino a fine stagione è essenziale.

 

 

Napoli: il Genoa è una squadra tosta ma spuntata e in trasferta. Diciamo che l’ago propende per la compagine di Benitez.

 

 

Genoa: non ha i favori del pronostico e anche un paio di giocatori che sarebbero stati utili. Classe operaia al comando, questa è la speranza del Grifone.

 

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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