Interventi a gamba tesa

PUNTO JUVE: GIOVINCO, IL POCKET JORDAN DI TORONTO. Il made in Italy torna take away.


Fino ad una settimana fa, se un qualunque mio amico mi avesse parlato di un Sebastian Giovinco con le valigie in mano direzione Toronto, MLS (MAJOR LEAGUE SOCCER) a cifre attorno ai 50 milioni di euro, avrei reagito con le più fragorose risate, ipotizzando che magari ciò potesse essere possibile solo nella partita a Football Manager del più sfrenato degli smanettoni informatici.


Ora che invece questo “american dream” è divenuto realtà, tra lo sbigottimento generale e la frenesia in puro stile “Lo zio d’America”, molte sono le voci che si sono alzate per commentare un trasferimento che è destinato a segnare un piccolo grande punto di svolta nella storia del calcio.

Quello che stiamo descrivendo è un passaggio aziendale senza precedenti, o almeno senza casi equiparabili a livello economico, e sarà ricordato, di questo ne sono sicuro, come l’inizio di una nuova era coloniale che mamma USA è pronta a sferrare a tutto il sistema della FIFA (per chi non mastica, il sistema calcistico globale).

Stadi nuovi, merchandising, pay tv, pre match shows e (cosa da non poco visti gli scarsi incassi che i nostri stadi fanno registrare ai botteghini qui da noi) tifosi, tantissimi tifosi.

La MLS si era accontentata finora di giocare in un mondo a parte, dove accanto ai giovani (e meno) nazionali USA andavano a tramontare stelle mondiali del calibro di Henry, Pires, Beckham, Di Vaio e David Villa, in una sorta di cimitero degli elefanti. Ora tutto cambia: perché adesso gli americani sono pronti a fare concorrenza alle nostre squadre, aggiudicandosi pezzi di qualità fine alla Giovinco per delle cifre che neppure il nostro top team di serie A (sì, la Juventus) si sarebbe mai sognato.

Certo, mi direte che Giovinco non è poi così TOP player… Gli americani in fondo non hanno mica comprato Cristiano Ronaldo o Messi.

Siamo d’accordo, Sebastian era (parlo già al passato, poi vi spiego perché) una riserva di lusso alla Juventus, e le sue apparizioni da quando è andato via Conte si contano sulle dita di una mano. Ma come ogni esperto di montagna sa bene, per tracciare una strada si parte sempre da un sentiero, una piccola traccia capace di segnare il passo per qualcosa di nuovo e duraturo.
Artefice di questo capolavoro di creatività finanziario-calcistica è Andrea D’Amico, l’agente di Sebastian Giovinco, che, come i nostri avi, valigetta – non certo di cartone – alla mano ha proposto agli americani un nuovo volto, un nuovo Michael Jordan di 1,70 cm da idolatrare e iconizzare.

E allora complimenti a D’Amico, moderno Cristoforo Colombo del calcio e visionario, ormai acclamato scopritore di nuovi sentieri (sempre farina del suo sacco l’esportazione russa del terzino mancino Domenico Criscito allo Zenit San Pietroburgo).

Un plauso al piccolo grande Giovinco: se sei 1,70 di altezza e giochi nella squadra più importante d’Italia, non è certo per raccomandazione. Dispiace che non rinnovi con la Vecchia Signora, ma 50 milioni di buoni motivi ed un futuro da icona pop possono essere motivi validi per migrare altrove.

E la Juve? Per citare il Liga, il meglio deve ancora venire. Con D’Amico si lavora ad una rescissione anticipata del contratto da parte della formica atomica e si mira a trovare un accordo con Simone Zaza già in questa finestra invernale. Sarebbe un colpo che migliora di molto la panchina, un acquisto spendibile per la lista Champions League, che – secondo i ben informati – approderebbe in bianconero in prestito con obbligo di riscatto fissato a 15 milioni. Sturaro in dirittura di arrivo a rinforzare il centrocampo.

L’anno prossimo, con la probabile cessione di Pogba e i risparmi dati dallo scadere dei contratti di Pepe, Martinez (sì, ancora lui) e Marco Motta, ci aspetta un bel calciomercato. Speriamo che Marotta schiacci bene, i numeri alla Jordan li ha già per varare dei gran colpi.


 

Nato il 28/09/89 a Piove di Sacco, in provincia di Padova. Studente di Giurisprudenza presso l’Università di Ferrara, amo il calcio e sono un guitar addicted, appassionato di Gibson, Fender e buon rock. Tra l’uscire con una bella mora e il restare davanti alla TV per vedere una partita, scelgo sempre la prima. Grazie al cielo per la seconda esistono i registratori. Collaboratore Sportellate.it