Interventi a gamba tesa

Chiamarsi Bomber tra amici senza apparenti meriti di copyright


Una #Sportellata dura e pura alla pagina facebook che ha dato origine a molte pagine satiriche sul mondo del calcio. Eppure, dopo un po’ di tempo c’è il rischio di montarsi la testa. Ed è quello che è successo.


Chiamarsi Bomber etc… è una pagina satirica che nasce su Facebook e che in poco tempo spopola. Oramai qualsiasi cosa tu faccia, sei-un-Bomber. Troveremo il termine nel prossimo Zingarelli.
Non si discute, la pagina è per molto tempo simpaticissima, piena di battute, ma soprattutto fotomontaggi irriverenti.
Ad un certo punto però, quando cominci ad aver successo, hai sempre più richieste e pressioni. Chi segue la pagina vuole divertimenti sempre nuovi.
Si può essere brillanti all’infinito? No, non penso e allora comincia il declino. Non hai più idee, spulci le pagine concorrenti, google, cerchi suggerimenti tra i commenti… Insomma non sai più dove sbattere la testa. In più, più successo hai (inteso come sia fama, sia economico), più ne desideri. E la fame di like non finisce mai.
Ecco allora la tentazione… vedi un bellissimo fotomontaggio su Twitter e pensi “Ma sì… chi se ne accorge?”. Sorgono i dubbi “Lo faccio o non lo faccio, è giusto o non è giusto? La copio o non la copio? Oh ciò! Mica esiste il copyright su internet!”
Fatto. Salvano la foto da Twitter, la caricano su Facebook e via! Un nuovo contenuto, nuovi mi piace e senza far fatica!


Sì. Questo si chiama “fare gli stronzi” ed è quel che hanno fatto i furbacchioni di Chiamarsi Bomber. La vittima? Una piccola pagina Facebook simpaticissima, che su Twitter ha un gran successo: il povero “Signor Giancarlo” (@Sig.Giancarlo su twitter).
Cos’è successo? Ieri sera, dopo il rigore negato all’Empoli in Roma-Empoli di coppa Italia, Sig. Giancarlo pubblica un fotomontaggio di Garcia che sviolina appiccicandogli sopra la faccetta di Mister Sarri. Ecco qua la foto incriminata.

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Bene. “Chiamarsi Bomber” la prende e non si limita a pubblicarla sulla sua pagina, fa doppiamente il pidocchio e timbra la foto con il proprio logo. Un’appropriazione indebita. Un pesce grande che si fa bello con le opere del pesce piccolo (capiamo il Sig Giancarlo, è capitato anche a noi).

Sì, direte che questo sfogo non c’entra molto con i nostri soliti articoli, ma l’indignazione nasce quando un parassitello  grande crea una specie di “sopruso”. E allora una Sportellata ci sta alla grande.

Fate girare e facciamo arrivare il nostro sdegno a quella pagina. Tartassiamoli finché non chiederanno scusa.
(Se non fosse un po’ inopportuno dopo i fatti di Parigi, potremmo ben scrivere #JesuisSigGiancarlo).


 

Alberto Paternò, Rimini. Nato nel vecchio millennio, in un'afosa giornata di luglio. Partorito tra ombrelloni e lettini della riviera romagnola, sfoga subito la rabbia per la venuta al mondo calciando ossessivamente Super Tele e Super Santos. Da quel giorno sopporta stoicamente l'esistenza, sguazzando nei campi melmosi della periferia riminese e sognando di diventare un giorno il nuovo Pessotto. Co-fondatore di Sportellate.it

2 Responses to “Chiamarsi Bomber tra amici senza apparenti meriti di copyright”

  1. Outcall

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