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- di Baluardi del calcio popolare

I Baluardi del Calcio Popolare: L'Ombrello di Luca Bucci.


In un'umida serata d'inverno, nella città di Giuventus, un portiere si ritrova a dover parare un rigore ad Alessandro Del Piero, ciò che accade dopo è l'epifania dell'eroe popolare per eccellenza: Luca Bucci.


L’8 febbraio 2006 si gioca un turno infrasettimanale di serie A. La Giuventus di Fabio Capello lanciatissima verso lo scudetto ospita il Parma, squadra ormai decaduta in lotta per raggiungere la salvezza. Una partita come molte in quegli anni dal copione già scritto; una di quelle partite che se tifi Parma, vorresti finisca subito per concentrarsi sul prossimo evento. Succede l’inaspettato almeno fino all’88': il Parma passa in vantaggio con un gol di Dossena al ’39 e viene raggiunto da Ibrahimovic allo scadere del primo tempo.

Da lì in poi come da copione Catenaccio Parma. Nel disinteresse generale all’80' gli emiliani operano la terza sostituzione: esce l’infortunato portiere Guardalben ed entra l’ormai “anziano” Luca Bucci. Sugli spalti increduli tutti aspettano l’aiutino alla Giuventus, ma il tempo volge al termine, negli animi degli sportivi, ci si convince che quella partita possa finire realmente in pareggio, in barba al copione. Ma quando tutto va storto agli amici strisciati, infallibile come il deus ex-machina delle tragedie greche, a scanso di ogni equivoco, interviene l’arbitro Palanca fischiando un rigore (alquanto dubbio) alla squadra di Capello.

Il rigore è facile da segnare, soprattutto se ti chiami Alessandro Del Piero. Del Piero contro Bucci minuto 88. Fischio dell’arbitro. L’uomo simbolo della Giuventus calcia, la palla scheggia la traversa e finisce fuori. Il pareggio è salvo. Luca Bucci fulmina l’arbitro con lo sguardo perché è uno navigato, e sa che se uno strisciato sbaglia un rigore all’88', è molto probabile che glielo facciano ritirare, ma questa volta l’arbitro spaventato dall’occhiataccia di Bucci, accorda la rimessa dal fondo per il Parma. Ed è in quel momento preciso attraverso la gestualità del corpo, che Luca Bucci diventa L’Eroe Popolare.

Il portiere si lascia andare al gesto che tutti almeno una volta nella vita nella sua condizione sognano di fare: fa ciò che l’operaio vorrebbe fare al padrone dopo una vittoria sindacale, ciò che lo studente vorrebbe fare al professore alla fine di un esame superato per il rotto della cuffia, insomma si lascia andare al gesto che riassume ciò che tutti gli appartenenti alle classi subalterne vorrebbero fare almeno una volta a chi ideologicamente gli sta sopra: il gesto dell’ombrello. Chi era in campo racconta che mentre faceva l’ombrello rivolto alla curva della Giuventus, Luca Bucci gridò anche il bi-sillabo che alle nostre latitudini è imperativo popolare: "SUCA!". Dal quel momento, da quell’ombrello, da quel SUCA, noi vogliamo bene a Luca Bucci.

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Matteo Enia 2/6/87 (quello col cappello) Antropologo, si interessa di fenomeni sociali legati al mondo pallonaro. In campo si ispira a Giulio Migliaccio. Si auto definisce un Baluardo del Calcio Popolare. Locrese di adozione, quando è in Calabria segue attivamente il campionato di promozione calabrese sostenendo L'ac Locri 1909, tra le squadre professionistiche sostiene il Palermo. Vive e pensa a Roma. Francesco Tromba Sostiene da sempre le squadre di provincia. Da piccolo guardava tutto il calcio presente in tv anche posticipi come Spal-Pro Vercelli. É da sempre dalla parte del più debole, del più matto, del più strambo. L'ombrello di Luca Bucci è un gesto di Redenzione totale. No al calcio moderno, sì ai Baluardi del Calcio Popolare!

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