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2 min

- di Luca Vargiu

Oltre la linea


Oltre la linea c’è un mondo pallonaro che molti non conoscono. Oltre la linea ci sono i dirigenti, gli allenatori, gli osservatori, gli agenti, i faccendieri, i genitori e i tifosi. Oltre la linea gli interventi a gamba tesa non sono mai sanzionati. Oltre la linea la visuale è diversa. Oltre la linea ci sono storie da raccontare.


Tutto quello che accade all'interno del terreno di gioco già lo conosciamo: se le storie, le virtù e i vizi dei protagonisti delle nostre domeniche (ma anche sabato, lunedì, martedì mercoledì, giovedi e talvolta il venerdì) non ci sono del tutto sconosciute, è di quello che accade oltre quel rettangolo delimitato da strisce di vernice bianca che si parlerà da queste parti. Già, perché tutt'intorno al campo esiste un universo pallonaro da scoprire. Storie e personaggi che nascono non solo sugli spalti del Meazza, dell'Olimpico o del Ferraris ma anche – e soprattutto – nei piccoli campi dove le nuove generazioni crescono tra le tante – troppe – parole inutili e promesse mai mantenute dei grandi che, sempre più spesso, dimenticano che è proprio dai loro gesti e dalle loro parole che i più piccoli prendono esempio.

Presidenti ingenui e marpioni, dirigenti rampanti senza competenze , allenatori (in)capaci di gestire gruppi di calciatori – piccoli e grandi – sempre e comunque pieni di sé, osservatori speranzosi e mal pagati, procuratori reali e improvvisati, genitori esaltati dal carattere instabile, tifosi sognatori e mai obiettivi. Pregi, difetti, umori, abitudini, gesti, comportamenti raccontati attraverso lo sguardo critico di chi, oltre la linea, prova a lavorare seguendo le regole.

Oltre la linea sono grandi le aspettative. Sogni e speranze di vittoria e successo che, tutti i protagonisti a bordo campo sperano di raggiungere attraverso il fenomeno. Cercarlo da qualche parte o trovarlo in casa, poco importa è lui che può far svoltare vite e carriere. C'è chi spera di averlo in squadra per poi venderlo, chi di allenarlo per plasmarlo e per vincere, chi invece si augura di scovarlo prima degli altri per guadagnarsi un posto e credibilità come talent scout, chi di averlo ad ogni costo in scuderia fregandolo ai concorrenti, chi di trovarlo nel proprio figlio per cambiare esistenza e chi di vederlo con la maglia della squadra del cuore vincere la Champions League. Scoprirlo, gestirlo, valorizzarlo, esaltarlo, conservarlo – ad ogni costo e con ogni mezzo – per raggiungere il massimo risultato possibile con l'illusione che tutto sia facile, anziché faticoso. Proprio di queste fatiche, qui si parlerà dai prossimi appuntamenti.

Il Calcio da questa angolazione regala immagini, emozioni e situazioni sulle quali bisognerebbe riflettere e discutere un po' di più ma, si sa, è più conveniente e meno complicato dedicarsi alle faccende pallonare semplici e meno spigolose, schivare i problemi fingendo di non vedere piuttosto che gridare – o semplicemente sussurrare – che il re (Pallone) è nudo!

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Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.

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