Interventi a gamba tesa

Punto Juve: oggi, ieri, domani.. Troppi nomi, pochi soldi

Per chi vi scrive, gennaio è sempre stato uno dei mesi più freddi e minacciosi: la fine delle festività natalizie porta con sé un carico di attesa per l’anno che verrà e nulla come gennaio è capace di segnare indelebilmente un intero anno.


Le stesse considerazioni, forse meno fanciullesche, le avranno fatte pure Marotta, Paratici e Allegri. Diciamocelo subito: l’inizio del “conte acciuga” non è stato così malaugurato come i più potevano aspettarsi. Certo, una squadra pesantemente influenzata e plasmata tatticamente da un allenatore come Antonio Conte ha bisogno di tempo per non ricadere continuamente nel gioco di meccanismi iperoliati e memorizzati in stile coniugazione verbale.

Massimiliano Allegri, da bravo aziendalista, ruolo che dopo la passata esperienza al Milan lo vede in prima fila nella categoria degli allenatori italiani, ha usato bastone e carota con i suoi, accettando giocatori imposti dalla dirigenza e passando di quando in quando ad una timida (e ballerina) difesa a 4, che ben si confà al suo ideale di modulo perfetto (il 4-3-1-2).

Tutte le sofisticazioni su questo schieramento rischiano tuttavia, in mancanza di interpreti adeguati, di rimanere solo dei sogni: ecco perché nel borsino dei “vorrei” da settimane rimbalza il nome che ricopre (l’inglese, lingua fantastica, ci evidenzia il concetto con il verbo “to fit”, calzare), per esperienza, appeal, età e costo, il profilo giusto per la trequarti della Madama.

Ma la lista dei “vorrei”, per potersi convertire nel borsino del “sì dai, lo compriamo” ha bisogno di liquidità e storicamente la Juventus di milioni nel mercato invernale ne ha messi sempre pochi. Le spese per lo Stadium, gli stipendi, gli emolumenti azionari, le vacanze di Lapo a Cortina… Troppe spese per una squadra che ha già di base un organico sufficiente a vincere il campionato a mani basse. Eppure, se con Conte le certezze di vittoria erano alte, le ultime prestazioni in campionato, supercoppa e Champions League devono aver fatto suonare un campanello di allarme in corso Galileo Ferraris.

Sneijder

La paura che la situazione possa sfuggire di mano è alta, e solo grazie al primo posto in classifica e a parte del credito residuo che la rosa contiana gode nella stampa specialistica locale, non si è ancora parlato di crisi. La Gazzetta ha preferito demonizzare la parola crisi con quella, più family care, di “crisetta”. Ma la paura resta.

Comprare dunque, e comprare bene. Questa la ricetta che, Mansour docet, se non ti fa vincere subito ti fa almeno apparire simpatico (un po’ di ironia non guasta mai). Bene Sneijder, identikit giusto per età, carisma, e ruolo (cosa non banale visti i continui adattamenti di ruolo della rosa juventina).
Urge un rinforzo in difesa, Barzagli tarda a rientrare e sinceramente un 34enne che recupera da un infortunio lungo e complicato è una scommessa su cui puntare con cautela.
Male Rolando, difensore rude, poco tecnico e con risicata esperienza internazionale.

Il sottoscritto è stanco di vedere il duo Chiellini-Bonucci sbagliare continuamente i più semplici rudementi del pallone. La speranza è che prima o poi si trovi qualcuno là dietro che pur facendo a botte abbia pure dei piedi ‘educati’, altrimenti ogni volta che gli avversari marcano chiuso il regista (Pirlo o Marchisio) per la signora rischiano di essere lacrime amare.

Nato il 28/09/89 a Piove di Sacco, in provincia di Padova. Studente di Giurisprudenza presso l’Università di Ferrara, amo il calcio e sono un guitar addicted, appassionato di Gibson, Fender e buon rock. Tra l’uscire con una bella mora e il restare davanti alla TV per vedere una partita, scelgo sempre la prima. Grazie al cielo per la seconda esistono i registratori. Collaboratore Sportellate.it