Interventi a gamba tesa

Grazie Roberto Mancini


Cosa rimane a questa Inter dopo la partita dello Stadium?

AMAREZZA per non aver vinto. Ma anche la consapevolezza che Mancini è stata la scelta giusta e che la squadra fisicamente si è fatta sentire. Finalmente una partita di grinta e di volontà dell’Inter che in campo ha corso e picchiato facendo sentire la presenza fisica alla Juventus.

 

COSA HA FUNZIONATO?

Non è che ci siano state grandi trame offensive e manovre fluide nel gioco dell’Inter, ma sicuramente una cosa è cambiata nella testa dei giocatori: l’ATTEGGIAMENTO.

Il pressing alto nella metà campo della Juventus ha fin da subito dato la scossa e fiducia ai ragazzi di Mancini che, hanno avuto il merito di spaventare la Juventus subito dopo il vantaggio, e di non rischiare nulla nel secondo tempo. Una volta recuperata palla l’azione è stata quasi sempre accompagnata da 4-5 giocatori che si inserivano e si muovevano costantemente sul fronte d’attacco.

Con Walter non ho MAI visto più di 2 uomini (attaccanti esclusi) inserirsi e concludere l’azione: tutti vincolati al “compitino” e alla loro zona di campo.

Il Mancio ha sicuramente spiegato le posizioni e i compiti che vuole da ciascuno, ma ha anche dato più libertà d’azione e di movimento in fase d’attacco.

Molto positivo (il migliore secondo me) D’Ambrosio, che ha corso per due, vinto innumerevoli contrasti e si è sempre fatto trovare in sovrapposizione in fase offensiva. Deve essere una certezza lì a sinistra, a 4 è il suo ruolo senza dubbio.

Da sottolineare anche la prova di Guarin, che oltre all’assist decisivo, per una volta vanta più palloni recuperati che persi. Resta comunque un’incognita questo giocatore, troppo stupido e ottuso quando abbassa la testa e tira solo.

Fuori Kuzmanovic, non Guarin o Hernanes, dentro Podolski. Un cambio che la dice lunga: dare il segnale di voler recuperare e vincere. GRAZIE MANCIO.

 

COSA FA VERAMENTE PIANGERE?

Si è provato a costruire più volte l’azione da dietro, non ci si è quasi mai riusciti. Certo, la Juventus nel primo tempo ha pressato indemoniata, ma Jesus e Ranocchia sono troppo lenti e macchinosi con la palla tra i piedi, un’ora per stopparla!!! Poi vabbè ieri sera il brasiliano era anche in serata storta, dopo aver sbagliato il primo passaggio, ha perso fiducia e non ne ha azzeccato più uno: DA RIVEDERE.

Questione capitano: Ranocchia non può essere capitano di una squadra: è troppo tardo, smarrito in campo, ha uno sguardo che non esprime fiducia e grinta, ma solo voglia di sbadigliare. L’ “elastico” preso da quel fenomeno di Pogba dice tutto: LEGGERINO.

Questa invece è una mia opinione personale che molti non condivideranno, ma che io sostengo da un po’ di tempo. Bisogna vendere Handanovic che ha gran mercato e prendere un altro portiere. Lo sloveno alterna grandi parate a distrazioni enormi e soprattutto in molte occasioni è mal posizionato e distratto. Per non parlare della sua personalità nello spogliatoio: MOSCIO.

 

L’ARRIVO DI MANCINI

1 vinta, 3 pareggiate, 2 perse. Non un gran bilancio direte voi, infatti non lo è.

Tifosi e giocatori hanno però riacquistato l’entusiasmo che con Mazzarri si era perso e hanno ritrovato credibilità nel progetto del club.

Poldoski ha già esordito (dando la scossa per il pari) e Shaqiri sembra molto vicino: un campione del mondo ex Arsenal e Bayern e un talento di 23 anni che si è già reso protagonista ai mondiali. Insomma due non da poco, due giocatori che senza l’arrivo del Mancio e del suo carisma col cavolo che sarebbero arrivati alla corte di quel tristo di Walter.

In ultimo, ma non per importanza, il FATTORE C di Roberto Mancini che è sempre stato un allenatore fortunato e pieno di sorprese. La fortuna bisogna cercarsela, ma il Mancio l’ha sempre avuta dentro.

 

 

Alberto Mularoni, Rimini nell´anno del crollo del Muro,ha cittadinanza italiana e sammarinese. Negli ultimi cinque anni ha vagabondato per l´Europa emigrando da Rimini a Bologna, passando per Ferrara e Nijmegen. Attualmente iscritto alla facoltà di Giurisprudenza di Bologna. Frequenta il mondo dello sport fin da piccolo: prima come tennista di indiscusso valore, ora come roccioso difensore e aspirante reporter sportivo. Malato di Inter a tal punto da bruciare i risparmi di una vita per poter assistere al trionfo di Madrid. Venera Josè Mourinho. Co-fondatore di Sportellate.it

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