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3 min

- di Jacopo Landi

Pagellone della 16a giornata di Serie A

A Natale sono tutti più buoni. Tutti, tranne me, che sono più stronzo.

L’eccezione che conferma la regola. Come sempre...

 

1) Cagliari: Giulio Cesare sosteneva che le guerre si vincessero, innanzi tutto, studiando terreno di scontro e avversario. Zeman fa lo Zeman da 30 anni e contro la Juve i risultati sono gli stessi di sempre. Però segna un gol... mica pizza e fichi. #arroganza, voto: 4

 

2) Juventus: partita dura, complessa, psicologicamente da decodificare... dopo 3 minuti è in vantaggio. Poco più di una partitella del giovedì. Pogba scambia le figurine dei pokemon in panchina, giusto per far capire quanto i sardi impensieriscano i piemontesi. Attenzione ai sequestri per vendetta. #otto lingotto, voto: 8

 

3) Roma: che a Roma ormai da un po’ i re siano passati da sette a otto è chiaro a tutti, però basta trascinare salme in campo, soprattutto se queste condizionano i compagni che giocano con lo stesso ritmo della nazionale ospedali riuniti. #vitamine, voto: 5

 

4) Milan: Inzaghi pare aver trovato la cerchia. Squadra corta, cattiva e capace di soffrire. Mexes resta inguardabile e ricercato in almeno 40 Paesi. #wanted dead or alive, voto: 7

 

5) Napoli: contro il Parma solo l’Inter di Mazzarri è riuscita a perdere (con doppietta di De Ceglie, per la serie “la bestemmia è solo l’inizio”) e Benitez ci teneva a strappare questo primato, fortunatamente la squadra non chiude tutte le vene e porta a casa una comoda vittoria. #serietà, voto: 7

 

6) Parma: La compagine parmense merita un voto di Natale pari ai punti in classifica divisi per due, perché mi va così. #quello che è giusto è giusto, voto: 3

 

7) Chievo: Paloschi è una piccola muffetta infingarda e poco conta il gol in fuorigioco o il rigore negato all’Hellas. Rolando Maran fa suo questo derby e può tornare a interpretare il pinguino nel prossimo film su Batman. #somiglianze somiglianti, voto: 7

 

8) Hellas Verona: Non sta vivendo la miglior parte della sua stagione e Toni più che la punta sta giocando a fare il paracarro della seconda guerra. #mimetizzarsi, voto: 5

 

9) Sassuolo: pronti via  e nebbione matto. Maledetti ultrà, no è nebbia sul serio. Il resto è una tragedia greca. La stupidità del Sassuolo e il coraggio del Cesena. #fino alla fine, voto: 5

 

10) Cesena: fino alla fine forza Cesena. Ma per favore arrestate Cascione. #untill the end, voto: 6

 

11) Lazio: Felipe Anderson viene posseduto dallo spirito di Pelè, Klose da quello di Pablo Montero. Nel secondo tempo tutta la Lazio viene posseduta dallo spirito di un narcolettico potentissimo. #disgrazie, voto: 5

 

12) Inter: primo tempo in cui i giocatori sono posseduti dallo spirito del clown Baraldi. Secondo uguale ma la Lazio cala e Kovacic è un giocatore di calcio. #fortune, voto: 5

 

13) Sampdoria: fa e disfa più o meno da sola. Sotto Natale per il pres Ferrero è stato difficile trovare la polvere allegria per la squadra. #mercato nero, voto: 6

 

14) Udinese: senza mollare mai più. Scritta da Tiziano Ferro, cantata da Stramaccioni e co. #un solo grido, voto: 6 1/2

 

15) Torino: doppietta di Glik che in realtà è Daniel Craig (007, e infatti ne secca anche un paio durante l’intervallo). Devo aggiungere altro? #al servizio di sua Ventura, voto: 6

 

16) Genoa: i poteri di Gasperini non conoscono limiti. Nemesi di Gesù Cristo. #scontro fra titani, voto: 5

 

17) Atalanta: prende tre gol di cui almeno due eccezionali, ma nonostante tutto porta a casa un punto. Una giusta via di mezzo tra stupidità e splendore. #work in progress, voto: 6

 

18) Palermo: idem come sopra. Ma che belli Vazquez e Dybala. #gioiellini, voto. 6

 

19) Fiorentina: con la squadra che ha se anche vincesse non sarebbe male. ma non lo fa. #pigrizia, voto: 5

 

20) Empoli: con la squadra che ha se anche facesse un altro sport nessuno si offenderebbe ma non lo fa e strappa un punto a Firenze. #rivolta della classe operaia, voto: 7

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

Buon Natale, banda di nostromi.

 

JL

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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