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- di Gian Marco Porcellini

Don't forget Mou


Bayern Monaco, Real Madrid. Real Madrid, Bayern Monaco. In queste prime 5 giornate lo scettro di candidata alla vittoria della Champions League se lo sono rimbalzato, almeno a sentire parlare i media, tedeschi e spagnoli. I primi capaci di qualificarsi al primo posto con ben due turni d’anticipo regolando Manchester City, Roma e Cska Mosca, i secondi di dominare il raggruppamento con Liverpool, Basilea e Ludogorets quasi in scioltezza. Ma lontano dal tiki taken di Pep Guardiola e dalla magnificenza di Cristiano Ronaldo, c’è un’armata vestita di blu che ieri sera a Gelsenkirchen – per la verità quasi a fari spenti – ha demolito lo Schalke 04 (5-0), destinata a qualcosa di più di un semplice ruolo da terzo incomodo: il Chelsea di José Mourinho.


“Non siamo pronti per vincere in questa stagione” il karma dello special one ribadito fino alla nausea davanti a taccuini e microfoni l’anno scorso, al fine di alleggerire pressioni ed aspettative al suo ritorno in Inghilterra. È vero, il Chelsea 2013-’14 presentava più d’una lacuna: dalle palle inattive, specie in fase difensiva, all’assenza di un bomber prolifico, passando per il decifit di qualità nella zona nevralgica del campo. Eppure i londinesi, trascinati dai propri fuoriclasse, Eden Hazard in campo e Mourinho in panchina, in Coppa Campioni si sono arresi ad un passo dalla finale all’Atletico Madrid, mentre in Premier League hanno conteso fino alla vigilia di Pasqua il titolo a Manchester City e Liverpool, sconfitti comunque 4 volte su 4 negli scontri diretti. Zero tituli al tirare delle somme, ma considerare fallimentare l’annata del portoghese, capace di spremere oltre il 100% dai suoi uomini, è roba da stolti.

mourinho

Così come si rischia di peccare di superficialità non considerare il Chelsea 2014-’15 una pretendente credibile all’Europa che conta. Non con Courtois tra i pali al posto dell’attempato Cech, Fabregas a dare il cambio a Lampard a centrocampo, un animale d’area quale Diego Costa spalleggiato all’occorrenza da Drogba e Remy, in sostituzione degli intermittenti Eto’o e Torres, da aggiungere alla definitiva esplosione di Oscar e Willian. In campionato, vuoi per il percorso netto dei blues, vuoi per i continui passaggi a vuoto delle concorrenti, non c’è storia: 10 vittorie e 2 pareggi, +8 e +13 rispettivamente sul Manchester City e United, ed una sensazione diffusa di compattezza ed imbattibilità che si fa largo di settimana in settimana. Un connubio di ampiezza e verticalità la manovra dei blues, che mette i brividi per l’intensità con cui si sviluppa. Prendete ad esempio il 2-0 di Willian di ieri sera:  palla di Fabregas in verticale sulla corsa del brasiliano, “dai e vai” con Hazard, rasoterra da posizione decentrata e palla in rete. Il tutto in 8 secondi scarsi. Ma se il belga in questa prima parte di stagione ha innestato le marce alte soltanto a tratti, a salire alla ribalta sono stati, come detto sopra, Fabregas ed Oscar, sempre più totali nella loro interpretazione del ruolo di centrocampista. Senza dimenticare poi il moto perpetuo di Ivanovic, un Lichtsteiner al quadrato – nel senso che rispetto allo juventino è più potente ed incisivo – ed un Diego Costa non più rivelazione bensì solida certezza nel novero dei cannonieri planetari, tanto da viaggiare su medie realizzative quasi “ronaldiane” (11 reti in 13 partite).

Ad una Premier stradominata, fa da contraltare una campagna europea in cui la banda di Mou sta confondendo le acque: tre successi e due pareggi contro gli stessi avversari cui ha rifilato delle goleade, ossia Maribor e Schalke 04. Col primo posto nel girone G passato quasi inosservato dagli addetti ai lavori. “Questa squadra non è paragonabile a quella che ho allenato tra il 2004 ed il 2007” si diverte a giocare a nascondino il portoghese, incalzato dal grande ex Michael Ballack. “Se giudichi il 5-0 possono vincere la Champions, ma arriveranno avversari più duri come Bayern e Real”. I quali stanno lasciando giusto il contentino agli avversari. Ma provate a focalizzarvi esclusivamente su madrileni e bavaresi, ignorando l’uomo di Setubal, quando si inizierà a fare sul serio. Vi ricordate com’è finita l'ultima volta in cui è partito indietro negli exit poll lontano da Londra? Più o meno così:

2-0 AL BAYERN, INTER VINCE CHAMPIONS 45 ANNI DOPOJose+Mourinho+Bayern+Muenchen+v+Inter+Milan+ZEECYUH5tNJl

2-0 AL BAYERN, INTER VINCE CHAMPIONS 45 ANNI DOPOMourinho-Champions-League-2010

 

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