Interventi a gamba tesa

Dai Reggina, rialzati!


Nella neonata Lega Pro unica, tra le tante nobili decadute ce n’è una in particolare che suscita particolare tristezza agli amanti del grande calcio. Stiamo parlando della Reggina. Ieri solida realtà in serie A, oggi sempre più in crisi di risultati nel girone C della vecchia serie C. Tanto da occupare l’ultimo posto in classifica assieme all’Aversa Normanna. Per la disperazione dell’ambiente, mai così depresso e abbattuto.


È sempre più buio pesto in casa amaranto. Venerdì sera la Salernitana ha espugnato il “Granillo” 1-0, al che il tecnico dei calabresi Francesco “Ciccio” Cozza – bandiera innamorata più di chiunque altro della Reggina – ha rassegnato le dimissioni. Il gelo in sala stampa: mai nessuno si sarebbe aspettato che un’istituzione cittadina del suo calibro si sarebbe fatta da parte.
Prima ancora che del Cozza-allenatore, questo addio rappresenta una sconfitta per tutta la piazza, visto il legame apparentemente inscindibile tra le parti.

Come dimenticare del resto il primo anno di Cozza con la maglia dei calabresi (stagione 1999-2000), capaci di fermare al debutto in serie A la Juve al vecchio “Delle Alpi”? Vantaggio di Inzaghi, pareggio di Kallon: 1-1 tra lo stupore generale dei tifosi, sbalorditi dalla tenacia e dallo spirito combattivo di quella neo promossa. Allora in panchina c’era Franco Colomba che, oltre all’attaccante della Sierra Leone, lanciò i centrocampisti bresciani Roberto Baronio e – soprattutto – Andrea Pirlo. Erano ancora gli anni dell’Andreino trequartista – fu Mazzone la stagione successiva a reinventarlo play basso – ma è grazie all’esperienza sullo stretto che è riuscito scoperchiare il suo repertorio con continuità. E pensare che all’Inter gli era già stata affibbiata l’etichetta di promessa mancata.
Divertimento allo stato puro al “Granillo” in quei campionati, garantito dal tandem offensivo di inizio 2000, con Di Michele – l’unico superstite della Reggina di quegli anni – e Bonazzoli. Tanti gol e altrettanta qualità. Incantavano poi la classe e le prodezze da calcio piazzato di Shunsuke Nakamura, senza dimenticare lo spessore dei vari Orlandoni, Giacchetta, Possanzini, Bogdani, Mozart, Leon e Missiroli.

Emiliano Bonazzoli, in maglia amaranto.

Emiliano Bonazzoli, in maglia amaranto.


La forza degli amaranto è sempre stata quella di essere compatti, al punto da mettere in difficoltà chiunque.
 Dote fondamentale, grazie alla quale nel 2006-’07, ha compiuto un vero e proprio miracolo. È  appena terminata “Calciopoli” e al club di Lillo Foti sono stati inflitti 15 punti di penalizzazione (in seconda battuta ridotti ad 11). Il sottoscritto ricorda ancora un’intervista sul settimanale “SportWeek” a Eugenio Fascetti, uno che di calcio ne capisce a tonnellate. Ebbene, l’ex allenatore del Bari disse che “per la Reggina ci vorrà un vero e proprio miracolo dal cielo”. Prodigio che che si è verificato direttamente sul campo. Gli amaranto, guidati in panchina da Walter Mazzarri, disputarono un torneo strepitoso, ed i protagonisti – oltre al tecnico di San Vincenzo – diventarono gli esterni Mesto e Modesto, i migliori d’Italia quell’anno, più la coppia-gol Nicola Amoruso-Rolando Bianchi. Non a caso quest’ultimo venne acquistato dal City l’estate successiva per 13 milioni, divenendo la cessione più remunerativa della storia del club.

Sembra passata un’era geologica, in realtà sono trascorsi appena 7 anni.
In mezzo una retrocessione datata 16 maggio 2014. L’incubo non sembra avere fine, visto che le parate di Kovacsik e le reti di Roberto Insigne – fratello di Lorenzo – non sono attualmente sufficienti per restare a galla tra i professionisti.
L’augurio che tutti ci sentiamo di fare a questa piazza è quella di rialzarsi il prima possibile e di tornare grande. Come qualche stagione fa.    


 

Raffaele Campo, nato a Padova il 21/6/1989. Diplomato al Liceo Classico Statale "Concetto Marchesi" di Padova (ma non chiedetemi nulla di latino e greco) e attualmente studente di giurisprudenza presso la facoltà di Ferrara. Vado matto per il calcio, ma soprattutto per l´Inter, seguo anche la Premier League e non disdegno la Liga spagnola. Altre passioni e interessi sono leggere, libri di storia e di cronaca italiana del ´900 in primis, e viaggiare (ho visitato più di dieci Stati europei, ma ce ne saranno ancora tanti altri che visiterò). Collaboratore Sportellate.it

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