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- di Giuliano

DisInte(r)grata


E' sbalorditivo osservare come la storia di fatto riproponga le stesse dinamiche pur cambiando di volta in volta gli interpreti e, persino, i propri palcoscenici. Facciamo un'associazione: l'Impero romano e l'Inter. L'impero romano era un'entità statale unitaria da far risalire intorno al 27 d.C e, pur tra alterne vicende, conobbe una fase di espansione notevole nel corso dei primi tre secoli. Proprio quando sembrava aver raggiunto l'egemonia assoluta, cominciarono i problemi: lotte intestine, pressione dei barbari dall'esterno ed una gestione sempre meno attenta. Si arriva al cosiddetto "Tardo-impero" e Diocleziano intuisce che un imperatore da solo non basta per tenere sotto controllo un dominio così vasto. Occorreva una più stretta sorveglianza ed ecco istituita la famosa tetrarchia: due augusti e due cesari, i quali amministravano congiuntamente l'Impero. Dopo qualche anno di tollerante coesistenza l'esperienza tetrarchica rivelò tutti i suoi punti deboli e l'anarchia militare consegnò l'Impero nelle mani dei barbari che, tra un sacco e l'altro, lo accompagnarono verso un declino lento ed impietoso. L'Impero si divise così in parte d'Occidente e parte d'Oriente e nel 476 d.C grazie a Odoacre l'Impero romano d'Oriente si impose definitivamente su quello occidentale.

Veniamo ai giorni nostri, parliamo di Inter. Nasce come società che, già nel nome (Internazionale), mostra ambizioni a livello planetario. Vive alterne vicende, ma progredisce fino ad arrivare al famoso triplete del 2010: momento di massima espansione. I tifosi alimentano grandi aspettative, sono al settimo cielo. Mourinho improvvisamente lascia la guida, la squadra è in piena anarchia tecnico-tattica e Moratti non ha più un euro da spendere per rinnovare l'organico. Pensa a nuovi investitori provenienti dall'Oriente, prova - invano - coi cinesi e alla fine cede il comando all'indonesiano Thohir. La squadra viene affidata ad un eterno incapace, Mazzarri, ma il nuovo presidente non vuole esonerarlo onde evitare ulteriori esborsi di denaro: e mica è spendaccione come l'attuale Presidente emerito. Intanto, Moratti critica la squadra e soprattutto quel perdente di San Vincenzo, ricordando le facili silurate agli ex allenatori della sua Inter. La società è in vistoso imbarazzo, non sa da che parte stare: col Moratti d'Occidente o col Mazzarri - per ora protetto- dal Thohir d'Oriente? Speriamo che abbia ragione quest'ultimo, anche perché la storia antica ci dice che l'Impero d'Oriente visse da solo in buona salute dal 476 d.C fino al 1453. Mica poco: speriamo bene.


 

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