Interventi a gamba tesa

Il sistema, la cupola… Caro Morgan


Perdere è brutto e a nessuno piace. Questo è l’assioma di partenza di ogni persona che, per un caso più o meno particolare della vita, si mette in concorrenza con altri. La sfida, la competizione e la singolar tenzone sono forse tra gli aspetti più belli del calcio che noi di #Sportellate amiamo commentare.

E allora eccoci di nuovo, dopo quasi 10 giorni, a discutere di Juventus-Roma, la partita della vergogna inesistente e dell’italica caciara. Questa volta però non ci saranno schemi, tattiche, lavagnette nere con gessetti colorati: il tecnicismo è futile per una partita che è passata, divenuta ormai recentissima storia.

A muovere da dentro chi vi scrive ci ha pensato un’intervista, rilasciata da Morgan De Sanctis alla rosea nazionale (la “Gazzetta dello Sport”, ndr).

Che il nostro Morgan non fosse un fine letterato lo si poteva intuire, la sua professione con i libri poco ci azzecca, ma partendo dal presupposto che in ogni campo della vita si dovrebbe avere anche un minimo di onestà intellettuale, qualcosa di meglio ci si poteva aspettare da uno che può (anche senza grande merito sportivo) essere un’icona per qualche giovane aspirante portiere.

E allora giù di lamentele, lacrime di coccodrillo tipiche di chi non ha mai vinto nulla di significativo (un campionato con la Juve, proprio lei, la sua acerrima rivale, nel ’98 ed un europeo U21 nel 2000, entrambi da dodicesimo, più una supercoppa turca al Galatasaray, una spagnola col Siviglia ed una coppa Italia a Napoli), di chi ha sempre vissuto l’arduo ruolo di essere “all’opposizione” e mai al governo (passatemi il parallelismo parlamentare) di ogni squadra vincente. Titolare sì, ma sempre nella squadra sbagliata e mai nella squadra che vince.

Certo, non dev’essere stato né bello né facile. Ma anche nell’essere il miglior antagonista possibile al vincente nato si dovrebbe riconoscere ogni tanto la sconfitta. Come una pandemia, l’idea del complotto è così radicata da non far preoccupare chi ha perso, scaricando al populino cantilene complottistiche oramai datate e rappresentate iconoclasticamente da giocatori che urlano ai sette venti la loro ira, forse inconsci della scarna figura che un piagnisteo su carta stampata può dare all’immagine del professionista.

Caro Morgan, perdi la supercoppa con il Napoli contro la Juventus e la tua squadra non si presenta alla premiazione, perdi scudetti contro Milan prima e Juventus poi, ma la colpa non è mai della tua squadra. Dichiari nell’intervista che quando giocavi ad Udine accadevano cose strane, così strane che la tua squadra ha partecipato pure alla Champions (per i più anziani come me che se lo ricordano). Il discorso, caro Morgan, non quadra, mi dispiace.

Parli di complotto, furto, cupola. Dove le trovi le prove? Non è forse che per arrivare alla fine di un processo (quello penale, quello sportivo dopo calciopoli è poco affidabile) la prova deve essere decisiva, inconfutabile? È facile riempire le pagine di un giornale scaricando la rabbia per il ko su qualcun altro: lo sai anche tu, prima o poi dovrai pur vincere qualcosa. Sembra difficile che tu vinca un Pulitzer, quindi forse è meglio che alla copertina patinata ci arrivi vincendo sul campo, e non per meriti da post partita.

Tra il serio ed il faceto, vedere professionisti strapagati alzare polveroni mediatici futili, infantili e infondati fa veramente male a chi il calcio lo ama. James Pallotta, presidente dell’AS Roma, da uomo di mondo e di NBA, smorza i toni, dimostrando di avere più palle lui di tutta la giostra mediatica di Totti & co. Placa le polemiche, porta serenità. E se a farlo è quello che ci rimette i soldi, le teorie complottistiche stanno a zero.

Mettiamoci pure un’alleanza solida tra Juventus e Roma in lega calcio, uniche due società ad opporsi al duo geriatrico Tavecchio-Lotito. Se il sistema esiste, non credo siano bianconeri e giallorossi a detenere il potere, caro Morgan.

Degni di nota nel post gara l’appello di alcuni parlamentari italiani i quali, temendo una perdita in borsa del titolo giallorosso, hanno invocato addirittura l’intervento di monitoraggio della Consob (uno degli enti incaricati di controllare gli indicatori economici di consumo e il fair play del libero mercato).

Peccato che anche la Juventus Fc sia una società per azioni che, dopo una discesa in B per un processo sportivo che ha visto completamente ribaltarsi in sede giudiziaria ordinaria il suo esito cardine (al punto che si attende un risarcimento della FIGC alla Juventus per i danni ingiusti subiti da Calciopoli!!!), ora si vede continuamente attaccata da illazioni infondate e certamente non gradite (per usare un eufemismo).

A chi tocca proteggere i risparmiatori della Madama? Di quello i parlamentari non si preoccupano, evidentemente i loro risparmi sono stati spesi nella società capitolina…
‘E mo chi ci sta nella Cupola?!’, caro Morgan.


 

Nato il 28/09/89 a Piove di Sacco, in provincia di Padova. Studente di Giurisprudenza presso l’Università di Ferrara, amo il calcio e sono un guitar addicted, appassionato di Gibson, Fender e buon rock. Tra l’uscire con una bella mora e il restare davanti alla TV per vedere una partita, scelgo sempre la prima. Grazie al cielo per la seconda esistono i registratori. Collaboratore Sportellate.it