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- di Raffaele Campo

Ivan Juric: e se il Mantova avesse il nuovo Di Carlo?


È il lontano giugno 2006 ed una città di 48.000 abitanti sogna la Serie A, mancata sul filo di lana al termine della finale play-off di serie B persa contro il Torino (4-2 per i biancorossi all'andata, 3-1 per i granata al ritorno). Stiamo parlando del Mantova, allora guidato dall'acume tattico e dalla grinta Mimmo di Di Carlo.
Peccato però che da quell'impresa sfiorata la storia del Mantova si sia rivelata un progressivo calando, culminato nel fallimento dell'estate 2010 del patron Lori. La squadra riparte quindi dalla serie D e in un anno torna tra i professionisti. Cui seguono però 3 stagioni all'insegna della sofferenza, dove se non altro il Mantova si guadagna l'accesso nella neonata Lega Pro unica.
Anche in questo 2014-'15 ci sarà da soffrire, tuttavia in panchina c'è un nuovo condottiero che, per carisma ed acume tattico, ricorda Di Carlo: si tratta di Ivan Juric.


Anch'egli ex centrale di centrocampo, Juric, giunto in Lombardia in virtù di un accordo di collaborazione tra Genoa e Mantova,  con grande pazienza e tenacia sta reggendo una situazione difficile nonostante una rosa costruita low cost negli ultimi giorni di mercato. Siamo ad agosto ed è cosa fatta la cessione del 70% del pacchetto azionario ad Antonio Esposito, imprenditore riminese con origini campane, da parte del presidente Michele Lodi. Si tratta però di una pura illusione, in quanto dopo meno di un mese Esposito, così come aveva fatto in precedenza a Rimini, esce di scena dando il via all'ennesimo caos societario in questi ultimi anni. Il motivo? Proprio Juric, che il numero uno voleva cacciare l'indomani del ko di Alessandria per "motivi caratteriali", senza però trovarsi in sintonia con gli altri soci.

Ma l'allenatore croato, fedelissimo discepolo di Gasperini, non si è mai abbattuto tanto meno tirato indietro, non smettendo mai di trasmettere ai giocatori quella grinta e quel carattere necessari che possedeva pure da giocatore. È vero, i virgiliani stanno stentando ed in queste prime 8 giornate hanno ottenuto la miseria di 6 punti. Sembrerebbe un paradosso quindi scrivere che Juric stia facendo un ottimo lavoro, ma c'è molto del suo se la squadra ha sempre dimostrato di essere viva e lottare sempre fino all'ultimo minuto. Fattori determinanti questi, soprattutto ora che Nicola Di Matteo ha rilevato da Lodi il 55% del Mantova. E non è un caso che proprio questo sabato sia arrivata la prima vittoria in campionato, con un netto 3-0 sul Pavia (Paro, Said ed il figliol prodigo Caridi i marcatori).

juric
Tuttavia, se Juric non avesse stretto i denti e non avesse saputo dare anche una fisionomia ben delineata - in questo caso un 3-4-3 palesemente ispirato a quello del maestro Gasperson - il successo di due giorni fa non sarebbe mai arrivato.
Dal punto di vista tecnico-tattico, al mister classe '75 va invece dato il merito di aver rispolverato l'ex centrocampista della Juventus Matteo Paro - da diversi anni in ombra anche a causa di numerosi infortuni - e di aver lanciato l'attaccante Said Ahmed Said, classe 1993 e giunto in prestito dal Genoa assieme a Marchiori e Blaze.

Juric in questo girone A dovrà puntare alla salvezza, non potrà fare diversamente. Ma la nuova proprietà può sempre imperniare su di lui le basi per ricostruire un Mantova competitivo, proprio come fece l'ex patron Fabrizio Lori con Di Carlo nell'estate 2003. D'altronde era da tempo che nella città di Virgilio non si vedeva un tecnico così tenace e carismatico.


 

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