Interventi a gamba tesa

‘Braccine corte’ e prestiti gratuiti, la povera Italia


Come ogni anno, la fine del mese di agosto (quest’anno inspiegabilmente autunnale) si rivela il crocevia fondamentale del mercato estivo.

Sono finiti i tempi belli, l’Italia è in crisi, migliaia di persone perdono il lavoro a causa di una tassazione a livelli illegali e pure il mondo pallonaro, da specchio fedele della nostra società, attraversa una crisi profonda.

Sono finiti i tempi in cui i vari Tanzi, Moratti, Berlusconi abbellivano il loro ego ed il nostro calcio a suon di colpi miliardari: il tifoso italiano da un pò di anni a questa parte saluta settembre non con la gioia del cosa è arrivato, ma con il sospiro di sollievo nel vedere chi è rimasto.

Tempi di vacche magre, di stadi comunali post Italia ’90, di regole sulla discriminazione territoriale introdotte e poi eliminate, di razzismo congenito e di nuovi corsi manageriali guidati dal solito vecchio settantenne non ancora ebbro dell’abisso in cui ha contribuito a gettare la nostra generazione.

L’unica cosa che non manca mai è la fame di denaro. Il dottor Adriano Galliani, a forza di raccattare elemosina, non ha più le braccia: non si può vivere di soli prestiti gratuiti e parametri zero, il Milan per la sua storia gloriosa merita qualcosa di meglio. L’ad rossonero, conscio della situazione, ha fatto un mercato da 10 in uscita, liberandosi di stipendi esosi, figli dell’età dell’oro.
Allora via il figliol prodigo Kakà, che sarebbe rimasto volentieri (ma chi di noi vorrebbe mai lavorare gratis?), il malvoluto Robinho e la spina nel sedere di Balotelli, un fenomeno per chi vi scrive, forse un pò meno per chi lo allena. Al netto del passaggio al Liverpool del numero 45 (20 milioni), il risparmio ottenuto, solo ragionando sugli stipendi di chi è partito, si aggira sui 30 milioni. Che, se sommati ai suddetti 20 milioni comporta un tesoretto per un mercato di medio livello. Era chiaro che non si poteva arrivare ai top player: quei giovani ragazzoni strapagati vogliono almeno giocare la Champions, e come dare loro torto. Ma un giocatorino per ruolo lo si poteva e doveva comprare. E invece niente: solo parametri zero e prestiti gratuiti con riscatto a mai più vedersi (vedi la storia del povero Taarabt, sedotto e abbandonato). La storia del braccino corto è l’emblema del medievalesco ‘il re è nudo’, tutti lo sanno che da anni al Milan fanno i morti di fame. Solo ora qualcuno si è permesso di dire le cose come stanno, di dire a sua maestà del mercato che va in giro senza le sue vesti. Galliani, dal canto suo, regalmente incassa il colpo.

Hanno venduto Balotelli, si sognava Martinez (tranquilli, non la sega rifilata alla Juventus da quella volpe di Lo Monaco nel 2010, ai tempi del suo Catania dei miracoli), ma alla fine arriverà FORSE Fernando Torres in prestito gratuito, sempre se accetterà di essere scaricato dopo una stagione come il Taarabt o l’Aquilani di turno. I tifosi del Diavolo si devono mettere il cuore in pace, il vero top player del diavolo per i campionati a venire sarà la signora Lario (ex-moglie del patron Silvio).

In casa Juve, dopo un divorzio inaspettato figlio di motivi che mai fino in fondo si sapranno, resta aperta la questione Vidal. La rosa è completa al 90%, le operazioni in entrata sono state fatte con ponderazione, attenti al quanto si spende e al cosa si compra. Dispiace molto aver perso Iturbe, dispiace dover ancora fare affidamento a giocatori come Pepe e Padoin, i quali, con tutti il rispetto, non sono all’altezza del nuovo ciclo juventino. Bene Coman, essere già più forti di quasi tutti i centrocampisti dell’Inter (Kovacic a parte), rappresenta una bel biglietto da visita. Per i bianconeri gli ultimi giorni di trattative saranno fondamentali. Il Manchester United cerca animo e credibilità dopo essere stato affossato 0-4 dal MK Dons, la Spal del nostro campionato. Se Van Gaal deciderà di spendere altri milioni dopo i 75 per Di Maria, i 30 per Shaw, ulteriori 30 per Herrera e i 20 più Nani per Rojo deve farlo ora. Felicevich è a Manchester come un fantasma, dicono sia sempre là. Una cosa è certa, il cileno ha rotto le scatole con il suo comportamento: è ora che decida da che parte stare, che sia un mercenario pure lui oramai lo hanno capito tutti.

Parli di mercenari e pensi a Benatia, uno che non avrebbe sfigurato come comparsa ne “Il gladiatore” ed uno che a forza di tira e molla, tra il serio ed il faceto, a Roma è riuscito ad inimicarsi pure il magazziniere. Alla fine è andato via, la legge di Raiola ha vinto: chi si è visto recapitare una “pizza” farcita di 30 milioni non poteva certo dire di no, con l’ambiente romanista era giocoforza oramai saturo delle sbuffate presuntuose del marocchino. Sabatini, in barba alla crisi, fa un mercato da sceicco, spendendo come Paris Hilton in via Monteleone. Dove li prenda la Roma tutti questi soldi non ci è dato sapere, ma finchè la giostra gira lasciamo che i pargoli si divertano: a pagare, se qualcosa va storto, difficilmente saranno loro.

A Napoli invece oramai si parla solo spagnolo, l’ambiente mugugna e Benitez pare ormai a corto di credibilità: se la stagione dovesse andare male difficilmente ci sarà un Rafa tris. La squadra c’è, Michu non è un cattivo innesto, a patto che stasera nel ritorno dei preliminari di Champions contro il Bilbao non cicchi l’ennesimo gol a porta vuota. Speriamo che i partenopei passino il turno, altrimenti qualche testa potrebbe già saltare (forse Higuain, vedremo..).

In casa Inter regna l’armonia, vincono bene in Islanda e già parlano (sottovoce) di scudetto. Osvaldo e Icardi possono essere coppia tutta tango e gol, Wanda Nara permettendo.

Bene l’innesto di Medel, male la conferma di Mazzarri, malissimo la cessione di Botta. Quando mai capiranno che i giovani vanno valorizzati e non svenduti al primo che passa? Botta al Chievo ricorda un pò la cessione dell’imperatore Adriano al Parma: i ducali ancora ringraziano per la plusvalenza mostruosa che hanno scucito all’epoca al ‘generoso’ Moratti. Se ritornasse in casa nerazzurra pure Biabiany, qualcuno sulla via Emilia avrà di che esultare pure quest’anno.

P.s.: ciao Agosto, è stato bello non averti quest’anno.


 

Nato il 28/09/89 a Piove di Sacco, in provincia di Padova. Studente di Giurisprudenza presso l’Università di Ferrara, amo il calcio e sono un guitar addicted, appassionato di Gibson, Fender e buon rock. Tra l’uscire con una bella mora e il restare davanti alla TV per vedere una partita, scelgo sempre la prima. Grazie al cielo per la seconda esistono i registratori. Collaboratore Sportellate.it