Interventi a gamba tesa

#AupaAtleti

Venerdi sera – rinnovando i ringraziamenti a Urbano Cairo che grazie al servizio della sua La7 ci ha consentito di guardare la finale di ritorno della supercoppa di Spagna in chiaro – abbiamo assistito ad un vero e proprio trionfo. Quello dell’Atletico Madrid, che dopo 80 secondi ha deciso la sfida contro i cugini del Real in virtù della rete di Super Mario Mandzukic, giunto nella capitale per sostituire Diego Costa.
Il risicato 1-0 può trarre in inganno, ma gli uomini di Simeone hanno dominato e, zittendo gli scettici, si sono confermati un top team. 


Già, c’era molto scetticismo attorno ai colchoneros. Sono partiti i pilastri Curtois, Felipe Luis e Diego Costa (tutti e tre al Chelsea), oltre a pedine preziose come Diego e David Villa. L’Atletico ha incassato una settantina di milioni da queste cessioni, e ne ha investiti quasi un centinaio per ingaggiare gente di pari livello, quale Mandzukic, Griezmann, Siqueira, Jesus Gomez, Oblak e Moya. L’ossatura di base è rimasta la stessa dell’anno scorso, ma si sa: quando una squadra vince un campionato contro ogni pronostico, è difficile poi che si ripeta. Insomma, il rischio di crollare è sempre concreto, anche se investi molto sul mercato.

E invece no, Godin e soci in questa doppio confronto non hanno smesso di stupirci. All’andata l’Atletico ha disputato una grande gara di coraggio e di sacrificio, mentre venerdì sera ha commesso il delitto perfetto, ammazzando letteralmente il Real. Merengues ingabbiate e confuse, con i vari Bale, James Rodriguez e Ronaldo sostanzialmente anestetizzati. Tutto questo grazie all’organizzazione di gioco dei “materassai”, che sono sempre rimasti compatti, pronti a graffiare alla prima occasione. Quanto a carattere e cattiveria, lo stesso Atletico del 2013-’14. Il merito principale è naturalmente del cholo Simeone. Un grande condottiero, che sa sempre come motivare i suoi ragazzi. Godin, Raul Garcia, Tiago e Koke non erano affatto appagati della Liga messa in bacheca a maggio, e hanno tirato fuori tutto il loro potenziale.

Non può essere un caso. Pensiamo per esempio al Tottenham: l’estate scorsa, con i 100 milioni incassati dalla cessione di Bale, ha comprato a destra e a manca: Lamela e Soldado in primis, senza dimenticare Paulinho, Chadli e Capouè. Che fine hanno fatto gli spurs? Qualificati a fatica in zona Europa League, al termine di una stagione a dir poco pessima.

Vada come vada, intanto il primo vero obiettivo stagionale i colchoneros l’hanno raggiunto: confermarsi quella formazione che gioca e terrorizza l’avversario.

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Raffaele Campo, nato a Padova il 21/6/1989. Diplomato al Liceo Classico Statale "Concetto Marchesi" di Padova (ma non chiedetemi nulla di latino e greco) e attualmente studente di giurisprudenza presso la facoltà di Ferrara. Vado matto per il calcio, ma soprattutto per l´Inter, seguo anche la Premier League e non disdegno la Liga spagnola. Altre passioni e interessi sono leggere, libri di storia e di cronaca italiana del ´900 in primis, e viaggiare (ho visitato più di dieci Stati europei, ma ce ne saranno ancora tanti altri che visiterò). Collaboratore Sportellate.it