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- di Gian Marco Porcellini

It's Premier, enjoy yourself!


Ancora più fuoriclasse. Ancora più equilibrio. Ancora più spettacolo. Non esagera affatto Fox Sports quando, nel presentare la Premier League 2014-‘15, la definisce la “Nba del calcio”. Niente draft tanto meno salary cap, ma il torneo inglese di anno in anno, rastrellando quanto di meglio possa offrire il mercato europeo, si sta trasformando in una sorta di super lega. Talmente tirata e spossante che poi in Europa le proprie rappresentanti nelle ultime stagioni spesso sono crollate nei momenti fatidici. Una Premier League, quella che prenderà il via sabato alle 13.45 con l’anticipo tra Manchester United e Swansea City, incerta forse ancor più della precedente, considerato che le formazioni di prima fascia, fatta eccezione per il Manchester City campione in carica, si sono tutte rinforzate in maniera consistente. Nell’ingannare le ultime ore di snervante attesa, ecco il focus sulle protagoniste più o meno annunciate del campionato. Buona Premier a tutti.

Manchester City. Squadra che vince non si cambia. Al massimo la si allunga. Fin troppo facile rifugiarsi nella saggezza popolare nel raccontare l’estate dei citizens, i quali ripartono da un’intelaiatura ipercollaudata che trasuda qualità e fantasia da ogni poro. Perché se hai gente del calibro di Kompany, Clichy, Fernandinho, Yaya Touré, David Silva, Nasri, Aguero e Dzeko, è fisiologico poi in sede di mercato limitarsi ad operazioni secondarie. Nello specifico Caballero tra i pali, Sagna dietro, Fernando, Zuculini e l’ormai ex bandiera del Chelsea Lampard in mezzo al campo. Tutte buone alternative, specialmente in chiave turnover e quindi in chiave Champions League, dove la truppa di Pellegrini dovrà iniziare a recitare un ruolo da protagonista. Motivo per cui sul versante sky blue di Manchester si punta ad un centrale difensivo (Mangala? Benatia?), oltre che ad un rimpiazzo dell’infortunato Negredo.  Probabile formazione (4-2-3-1): Hart; Zabaleta (SAGNA), Kompany, Nastasic, Clichy; Fernandinho (FERNANDO), Yaya Touré; Silva, Aguero, Nasri, Dzeko. All.: Pellegrini.

Liverpool. Tanti, tantissimi volti nuovi dalle parti di Anfield Road nella stagione che segna il ritorno dei reds in Champions League.  Ma basteranno per rimpiazzare l’indemoniato Suarez, autentico deus ex machina nel 2013-’14 della rinascita? Il Tottenham 12 mesi fa si privò di Bale per una cifra vicina ai 100 milioni, comprando una miriade di giocatori salvo poi colare a picco. E i rossi del Merseyside? Ripetersi, specie giocando ogni 3 giorni, è sempre terribilmente più arduo che sorprendere, ma va altresì considerato che gli 80 e rotti milioni di euro ricavati dalla cessione dell’uruguagio al Barcellona, sono stati intelligentemente reinvestiti in giovani di ottima prospettiva (Markovic e Moreno su tutti). Se poi dovessero battere un colpo anche in attacco, allora sì che il Liverbird continuerebbe a volare. Probabile formazione (4-2-3-1): Mignolet; Johnson, Skrtel, LOVREN, MORENO; Gerrard, CAN (Lucas Leiva); MARKOVIC, Coutinho, Sterling (LALLANA); Sturridge. All.: Rodgers.

Chelsea. Per un anno si è burlato di stampa e tifosi raccontandoci che non aveva una squadra all’altezza per vincere la Premier. Che il Manchester City era superiore, malgrado poi l’abbia battuto sia all’andata sia al ritorno, e malgrado abbia perso il campionato soltanto nell’ultimo mese. Chissà quindi quale subdola strategia architetterà il geniale Mourinho per caricare i pallettoni i suoi, ora che è andato a saccheggiare la Liga spagnola per colmare le lacune del roster 2013-‘14. Mandati a svernare altrove Cole e Lampard, la porta è blindata da Courtuois (occhio al dualismo con Cech), la corsia mancina è presidiata dall’arrembante Filipe Luis, il cuore del campo da un Fabregas libero di sprigionare appieno il suo potenziale (non come in Catalogna, dove veniva sballottato a destra e a manca), mentre davanti Diego Costa dovrà dimostrare che il 2014 non è stata l’annata della vita bensì quella della metamorfosi. Dovesse fallire, in rampa di lancio c’è sempre lui, l’eterno Drogba. Con una campagna acquisti del genere sognare è lecito, anche perché è difficile che lo special one non vinca nulla per due stagioni di fila. Probabile formazione (4-2-3-1): COURTUOIS; Azplicueta, Terry, Cahill, FILIPE LUIS; FABREGAS, Matic; Schurrle (Willian), Oscar, Hazard; DIEGO COSTA. All.: Mourinho.

Fabregas-new

Arsenal. Domanda lecita: il 3-0 rifilato al Manchester City domenica scorsa in Charity Shield (la supercoppa inglese, tanto per intenderci), rappresenta l’ennesima ventata di fumo negli occhi dei propri tifosi, o piuttosto il secondo step verso la maturità di un cammino inaugurato a maggio con la vittoria della Fa Cup? Oggettivamente il City aveva più stelle in tribuna che in campo, eppure è altrettanto giusto riconoscere che i ragazzi del decano Wenger, in virtù degli arrivi di Debuchy, Chambers e Sanchez, possono vantare sul versante di destra una catena potenzialmente micidiale. Diversamente i soliti noti, ossia un concentrato di centrocampisti che vedono la porta come pochi (Ramsey, Wilshere, Rosicky, Arteta), ispirati dal genio volubile di Ozil e Cazorla. Punti deboli? La fase di non possesso, che con un assetto molto spesso votato all’attacco, potrebbe soffrire i contropiedisti. A maggior ragione dopo la cessione fin troppo a cuor leggero di capitan Vermaelen al Barcellona. Inoltre resta da verificare il peso del vice Giroud, l’intoccabile Sanogo. Probabile formazione (4-2-3-1): OSPINA; DEBUCHY (CHAMBERS), Mertesacker, Koscielny, Gibbs; Arteta, Ramsey; SANCHEZ, Ozil, Cazorla (Wilshere); Giroud. All.: Wenger.

Everton. Mentre dall’altra parte del fiume Merseyside le porte girevoli frullano senza un attimo di sosta, in casa Everton la parola d’ordine è continuità. Ripartire cioé dagli artefici dell’ottima 5a posizione conquistata a maggio. Riscattati Barry e Lukaku (35 milioni per l’acquisizione del centravanti belga), ci si è limitati a rilevare Besic in mediana e Atsu sulle ali. I soliti noti dunque a disposizione del metodico Martinez, da capitan Baines al giovane rampante Barkley, passando per il terzino-goleador Coleman, smaniosi di recitare un ruolo primario in Europa League e dare l’assalto all’Europa che conta in campionato. La vera ossessione del tecnico, ad oggi però più un sogno che un’aspirazione legittima: confermare quanto di buono ottenuto 12 mesi fa sarebbe già tanta roba. Probabile formazione (4-2-3-1): Howard; Coleman, Jagielka, Distin, Baines; McCarthy, Barry; Mirallas (McGeady), Barkley, Pienaar; Lukaku. All.: Martinez.

Everton v Southampton - Barclays Premier League

Tottenham. La quiete dopo la tempesta. Dopo un terrificante 2013-’14, segnato da una campagna acquisti sfarzosa quanto illusoria, cappotti umilianti (0-3 col West Ham, 0-4 col Chelsea, 0-6 e 1-5 col Manchester City, 0-4 e 0-5 col Liverpool), e l’inevitabile esonero di Villas Boas a dicembre, gli spurs hanno cambiato giusto l’allenatore, l’emergente Pochettino (fuori il tappabuchi della seconda metà Sherwood), che ha stupito tutti al Southampton. Giusto un paio di puntelli di buon livello in difesa, Dyer e Davies, perché la mission del tecnico argentino sarà rigenerare quei giocatori che, giunti a White Hart Lane 12 mesi fa, si sono smarriti, come Eriksen, Lamela e Soldado. Per puntare alla zona Champions League, ma senza disdegnare nemmeno l’avventura in Europa League. Probabile formazione (4-4-2): Lloris; Walker, Kaboul (DYER), Vertonghen, DAVIES; Lennon, Paulinho, Dembélé (Capoue), Eriksen; Soldado, Adebayor. All.: POCHETTINO.

Manchester United. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Toppato clamorosamente il 2013-’14 con Moyes, the choosen one, silurato malinconicamente l’indomani di Pasqua, lo United resetta affidandosi all’usato sicuro. Che risponde al nome di Van Gaal: più navigato e titolato del suo predecessore, riscattare il disastroso 7° posto della passata stagione è un dovere nei confronti di un club che nell’era Ferguson era solito guardare gli altri dall’alto verso il basso. In campo la suddetta rivoluzione si dovrebbe tradurre con quella linea difensiva a 3, il cardine dei successi olandesi nell’ultimo mondiale. Oltre a questo, il repulisti è proseguito con l’addio ai veterani, leggi Vidic, Evra, Ferdinand e Giggs, ora vice allenatore dello stesso Van Gaal, rimpiazzati dagli strapagati Herrera, centrale di centrocampo basco dall’attitudine offensiva e il baby Shaw, terzino mancino del ’95. Punte di diamante nel 3-4-1-2 il tandem offensivo Rooney-Van Persie, sinonimo, acciacchi permettendo, di gol e pressing, supportato dal trequarti Mata. Scontato l’apprendistato nei mesi iniziali del 2014, il fantastista nato nel 1988 è pronto a impugnare nuovamente la bacchetta magica. Per dare l’assalto al titolo mancano un difensore ed un centrocampista di spessore. Ma state certi che i red devils non se ne staranno con le mani in mano. Probabile formazione (3-4-1-2):De Gea; Jones, Smalling, Evans; Valencia, HERRERA, Cleverly, SHAW; Mata; Rooney, Van Persie. All.: VAN GAAL. Southampton. Southampton o Southamptoff? I tifosi hanno scherzato a lungo sull’estate dei saints, in cui la dirigenza ha smantellato in blocco il roster capace di centrare un’incredibile 8a piazza per risultati e prestazioni. Via il tecnico Pochettino, al pari dei pezzi pregiati Lovren, Chambers, Shaw, Lallana, Lambert e Osvaldo, per un totale di 120 milioni in cassa. Parzialmente spesi (ad oggi meno della metà), per tesserare l’ex Celtic Forster in porta, l’onesto Long in prima linea, il faticatore Taider a centrocampo, il bomber nostrano dell’Eredivisie Pellè, l’ala mancina Tadic dal Twente, il difensore romeno Gardos ed il terzino Bertrand, promessa non mantenuta in prestito dal Chelsea. Insomma tante scommesse e poche certezze: troppo poco per pensare di restare nella colonna di sinistra della classifica. A mister Koeman il proibitivo compito di smentirci. Probabile formazione (4-2-3-1): FORSTER; Clyne, Fonte, Yoshida (GARDOS), BERTRAND; Wanyama, Schneiderlin (TAIDER); TADIC, Ramirez, Jay Rodriguez; PELLÈ (LONG). All.: KOEMAN.

Koeman allenatore Southampton 2014-15

Newcastle. Non male sulla carta la nuova creatura di coach Pardew, blindato da un contratto fino al 2020 a dispetto delle proprie intemperanze. Debuchy e Remy hanno salutato, però al loro posto sono stati ingaggiati il laterale destro olandese Janmaat, protagonista di un mondiale più che positivo, e gli attaccanti Rivière e Ferreyra. A completare la maxi pattuglia francofona, il talentuoso fantasista Cabella, che in coppia col trequarti scuola Ajax De Jong, reduce da un grave infortunio alla coscia, ha messo alla porta il volubile franco-tunisino Ben Arfa, privato da Pardew della maglia numero 10. Un Pardew che, specialmente in seguito alla flessione dei suoi nel 2014, sta perdendo consensi tra il popolo bianconero: la quota dei 48 punti come obiettivo minimo, non ha che raffreddato ulteriormente il tifo, desideroso invece di battagliare per l’Europa. Ma che soprattutto non ne vorrebbe più sapere di perdere il doppio derby col Sunderland. Probabile formazione (4-2-3-1): Krul; JANMAAT, Coloccini (Yanga-Mbiwa), Williamson, Santon; Tiote, Sissoko (Anita); CABELLA, DE JONG, Gouffran; RIVIÈRE (FERREYRA). All.: Pardew.

Swansea. Sgravati dalle fatiche europee, dove comunque i gallesi non hanno affatto sfigurato al debutto nel vecchio continente (fuori ai sedicesimi di finale di Europa League per mano del Napoli), l’obiettivo primario sarà centrare una salvezza più tranquilla rispetto al burrascoso 12° posto arrabattato grazie al colpo di reni finale. E perché no, guadagnare la colonna di sinistra. Certo, il settepolmoni De Guzman è rientrato al Villareal, mentre sulla trequarti non ci sono più Hernandez e Michu (prestito al Napoli, compirà il percorso inverso Fernandez), eppure i sostituti, Sigurdsson e Montero, promettono molto bene. Detto dell’imprescindibilità di Shelvey nel cuore del campo (8 reti e altrettanti assist), tutti i discorsi però ruotano attorno a bomber Bony: dovesse cedere alle lusinghe delle formazioni di vertice (Tottenham e Liverpool in prima fila), per gli swans gli orizzonti si farebbero più tetri. Ma guai a sottovalutare il suo sostituto, l’ex Lione Gomis. Probabile formazione (4-2-3-1): FABIANSKI; Rangel, Williams, FERNANDEZ, Taylor; Shelvey, Canas; Dyer, SIGURDSSON, MONTERO (Routledge); Bony (GOMIS). All.: Monk.

Aston Villa (di Massimo Assirelli). A Birmingham l’equilibrismo deve andare molto di moda. Perché, ormai per il terzo anno consecutivo, la squadra principale (il Villa, manco a dirlo), inaugura la Premier ancora sul filo di nylon. Anche con un mercato sufficiente, vedi i parametri zero Senderos e Joe Cole, e gli acquisti low cost di Sanchez e Cissokho, la situazione sembra tutt’altro che rosea: la società in effetti è in vendita già da diverso tempo e per mantenere un minimo di stabilità è rimasto comodo sulla panchina del Villa Park Lambert, il quale nel precedente biennio è riuscito a fare collezione soltanto di coronarie dei propri tifosi. I supporters dei leoni ripongono la fiducia nei rientri dei lungodegenti Benteke, N’Zogbia ed Okore (l’omissione di Kozak non è involontaria), in modo che si possa raggiungere al più presto la salvezza, traguardo pienamente alla portata ma mai troppo scontato. Chi ama i colori claret & blue lo sa fin troppo bene. Nota a margine: osservato speciale in questo 2014-’15 Jack Grealish, trequartista classe '95, ultimo prodotto della fiorente cantera dei villans. Se gestito nella maniera corretta, presto potremo sentir parlare nuovamente di lui in palcoscenici più importanti. Probabile formazione (4-4-2): Guzan; Hutton (Bacuna), Vlaar, SENDEROS (Okore), Stevens; Delph, Westwood (SANCHEZ), RICHARDSON, N’Zogbia; Weimann (Benteke), Aghbonlahor. All.: Lambert.

Aston Villa

E le altre? Un’accozzaglia di squadre più o meno equipaggiate per accaparrarsi un posto al sole, la permanenza nella massima serie. La più tranquilla del lotto è senza dubbio lo Stoke City, che dopo la sorprendente 9a posizione dell’anno passato, ha confermato sostanzialmente gli stessi uomini, arricchendo il centrocampo dei muscoli di Sidwell e l’attacco dell’estro dell’eterna promessa Bojan. Sullo stesso piano dei biancorossi il West Ham, che ha rimpatriato senza battere ciglio la colonia italiana composta da Armero, Nocerino e Borriello, per puntare forte sulle scommesse Zarate e Valencia in prima linea e sui giovani Kouyaté, Cresswell e Jenkinson dietro. Difficile piuttosto sbilanciarsi sul Queens Park Rangers, tornato nell’élite del football britannico tramite i play-off di serie B. La campagna acquisti faraonica del 2012 (Julio Cesar, Bosingwa, Fabio, Granero, Park e Mbia tra gli altri) si rivelò l’anticamera di un’inaspettata retrocessione, motivo per cui questa volta Redknapp si è mosso con maggior circospezione: nessuna rivoluzione, solo innesti mirati. Ferdinand, Caulker e Isla in difesa e Mutch a centrocampo, che si sommano ai rientranti Remy e Taarabt.

Rio Ferdinand QPR 2014-15

Nel segno della continuità anche la dominatrice della Championship, il Leicester da 102 punti, che nell’undici titolare inserirà solo l’argentino Ulloa, attaccante da 16 reti nel Brighton 2013-’14. Accarezzata la Fa Cup (2-0 dopo 15’ nella finale con l’Arsenal, poi vincitore 3-2), l’Hull City dal canto suo si è garantito il pass per i preliminari di Europa League: Livermore, Snodgrass ed il figlio d’arte Ince rappresentano dei colpi di tutto rispetto, ma un eventuale doppio impegno potrebbe a lungo andare anche compromettere la corsa alla salvezza. Aspettando Borini, il Sunderland, al pari dell’Hull, è chiamato ad un’altra impresa per rimanere in Premier: orfana di Gardner e Colback nel cuore del campo, tocca a Rodwell e Buckley non farli rimpiangere. Naturalmente l’allenatore Poyet può sempre contare sulle parate di Mannone e sul moto perpetuo di Giaccherini. Non più invece sull’ex Udinese Dossena, svincolatosi a giugno.Fabio-Borini Sunderland 13-14 In lizza per la retrocessione il neopromosso Burnley, protagonista di una bella favola destinata probabilmente a chiudersi presto per via delle ristrettezze economiche della società, il West Bromwich Albion, che ha venduto diversi titolari (Lugano, Amalfitano, Vydra, Jones, Ridgewell e Bifouma) senza un adeguato ricambio (basteranno Lescott e Gardner?), e a questo punto pure il Crystal Palace, spiazzato dalle dimissioni di coach Pulis in queste ore, figlie di divergenze sulle scelte di mercato, che, complice un’eterna austerity, ha portato in rossoblù i soli Hangeland, Kelly e Campbell. Della serie: anche l’Inghilterra ha il suo Antonio Conte.

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