Interventi a gamba tesa

Conte addio, quanto ti ho amato…


Ieri sera l’annuncio a cui non credeva nessuno. Antonio Conte ha rescisso consensualmente il suo contratto con la Juventus.


La giornata era cominciata bene per la società torinese: secondo giorno di ritiro a Vinovo, sgambettata mattutina e seduta di schemi al pomeriggio, in attesa del rientro dei nazionali previsto per il 21 luglio. Sembrava andasse tutto come al solito. Nessun attrito, così almeno dicevano. Anche il mercato stava regalando soddisfazioni, per lo meno a chi scrive. Vrsaljko in dirittura d’arrivo via Sassuolo, Quagliarella e Vucinic venduti, Iturbe e Morata pronti da ormai un mese a tingersi di bianconero. La dirigenza bianconera si stava muovendo bene, almeno stando a quanto riportava la stampa specializzata.

Verso sera però, irrompente come un temporale estivo, la notizia che squarcia il mondo bianconero: Vidal corteggiato dal Manchester United. Certo, il fidanzamento è cosa risaputamente lunga, ma quando sul piatto ti mettono (per ora) 7 milioni netti annui, perfino il più santarellino potrebbe fare un pensierino non troppo disinteressato al nuovo ricchissimo partito. Come la porcellana becchettata dal continuo e lento usurarsi giornaliero, vecchi rancori e caratteri troppo autoritari hanno preso il sopravvento in una giornata tra le più nere della storia juventino.


I dubbi amletici di Antonio Conte: resto o non resto?

Antonio Conte non ci sta a perdere il suo gioiello, aveva chiesto come garanzia per la sua presenza in panchina la permanenza di Vidal e Pogba. Lo United, forte di un nuovo accordo di sponsorizzazione (accordo con Adidas da 96 milioni di euro a stagione), affonda il colpo. Felicevich (procuratore di Vidal) tesse i fili della trattativa di soppiatto, tra il serio ed il faceto: l’offerta dei red devils è imponente, e la Juve, come ogni squadra, non può trattenere controvoglia nessuno. Il protocollo Marotta, secondo cui si trova l’accordo con il giocatore prima che con la società, si ritorce ora contro la Juve, inerme di fronte agli attacchi inglesi.

Conte, spazientito dal protrarsi estenuante delle trattative per Iturbe e Morata, getta la spugna al secondo giorno di ritiro. Un paradosso: la squadra più organizzata d’Italia per strutture, camping atletici e suddivisione del lavoro in team, si trova ora, a ritiro iniziato, senza una guida tecnica.



L’inizio della fine, il momento che spezza forse la monotonia di un’egemonia totale, fuori e dentro dal campo, di una formazione che ha governato incontrastata gli ultimi tre campionati. Come nel 2006 con calciopoli, dove se era giusto punire andavano puniti tutti (per una definizione della prescrizione ogni buon vocabolario di lingua italiana può aiutare), a distanza di anni la Juve prepara il suo personale harakiri, deponendo virtualmente lo scettro del più forte che tanta fatica è costata nelle scorse stagioni. Non dirò e farò nomi delle altre squadre, ma credo che la situazione creatasi può ben essere riassunta con uno spot pubblicitario tra i più famosi, “Vi piace vincere facile!?”.

Conte mi hai deluso. Come uomo e come tecnico. Quanto ti ho amato, Antonio, e quanto mi sono rispecchiato nelle tue vittorie e nel tuo personalissimo modo di essere il vincente. Mai sazio, mai appagato, sempre contro gli schemi. Sei stato il Jim Morrison degli allenatori italiani, una meteora per la categoria (juventinamente parlando), eppure un esempio anche per i cittì più navigati.

Potevi lasciare da vincente a maggio, a scudetto acquisito. La società avrebbe programmato il futuro mentre tu saresti stato l’effige del santino che ogni juventino avrebbe custodito. Ti potevi collocare nel pantheon assieme ai vari Lippi, Trapattoni, Capello e Ancelotti (why not). Ora invece hai incasinato tutto con la tua scelta scellerata, forse dettata da quell’impeto salentino che tanto apprezzo ma che spesso ti ha portato a sbagliare. Iturbe è sfumato, andrà probabilmente alla Roma. Le trattative per il mancino del Verona e per Morata sono state lunghe, ma dovevi e potevi aspettare: gli scaligeri sono in salute, Sogliano è uno dei migliori direttori sportivi del campionato e la boutique gialloblù è vetrina costosa per le big europee. A Sabatini è bastata una chiamata: il vertice tra Verona e Juve si è svolto ieri pomeriggio, nonostante le smentite di rito. Ma non si possono spendere soldi senza il gradimento della nuova guida tecnica, e la notizia della rescissione ha bloccato l’affare.

Morata arriverà comunque per l’ingente cifra di 18 milioni, siamo ai dettagli oramai da giorni. Ma considerando che l’hai voluto te, i motivi perché tu aspettassi un pò c’erano tutti. Che farsene ora di un giovane spagnolo venuto alla Juve solo per sposare il progetto Conte?


 


 

Il tuo comportamento, caro Antonio, non è stato da vincitore nato. Hai perso e ci hai fatto perdere tutti; se uno ha paura matta di perdere forse non è così forte come crede. Eri il mio eroe, Antonio. Ti ho amato tanto, sportivamente parlando. Ora sei solo un rancore, e la tua immagine sarà sempre legata a questa pagina. Allegri, il sostituito, temo sarà bruciato dalla piazza. Come commissario tecnico, più che Conte, sarebbe meglio Massimo Carrera. Lui sì un vincente nato.

Nato il 28/09/89 a Piove di Sacco, in provincia di Padova. Studente di Giurisprudenza presso l’Università di Ferrara, amo il calcio e sono un guitar addicted, appassionato di Gibson, Fender e buon rock. Tra l’uscire con una bella mora e il restare davanti alla TV per vedere una partita, scelgo sempre la prima. Grazie al cielo per la seconda esistono i registratori. Collaboratore Sportellate.it

5 Responses to “Conte addio, quanto ti ho amato…”

  1. Anonimo

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