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- di Gian Marco Porcellini

Le schegge del Porce mondiali, parte terza


1) Il trionfo dell’organizzazione, di un movimento quasi “militare” per rigore e metodismo, ricostruito dalle fondamenta dopo il flop ad Euro 2000, della tattica, del calcio manovrato e ragionato. E da ieri pure del talento. Perché il mondiale vinto dalla Germania, almeno fino alla finale, non trasudava certo la qualità dei propri solisti: Reus infortunato alla vigilia dell’evento iridato, Draxler semplice comparsa, Ozil e Gotze, sacrificati sull’altare del 4-3-3, poco incisivi. Eppure proprio il talento classe ’92 del Bayern Monaco ha estratto dal cilindro nell'atto conclusivo con l'Argentina una giocata pazzesca, grazie alla quale ha permesso di riportare il titolo in patria a distanza di 24 anni dall’ultimo successo. Chapeau Jogi Löw, autore di un lavoro strepitoso dal 2006. Finalmente premiato.

2) Anche l’allenatore Alberto Malesani ha voluto dire la sua sul mondiale di Lionel Messi:“E paragoni del cazo sempre. Aiutate mister Messi, ‘na brava persona cazo. E contestano cosa i tifosi? Messi? Abbiano i coglioni di dare una mano piuttosto, che sono giovani. Tutti ironici, presuntuosi, ridono e pensano <eccolo, è arrivato il semo di turno che pensa di essere Maradona e perde il mondiale>. Voglio vedere dopo, se va via Messi, cosa fanno. Non avrà la stessa voglia di incidere e di fare bene di Diego, ma con questo non significa che è mollo. Avete mai sentito il mollo lamentarsi perché in campo vomita? Un po’ di rispetto anche lì”. Scherzi a parte, adesso sparare su Messi è più facile che farlo sulla croce rossa, io mi limito semplicemente a 3 osservazioni: a) non è un leader carismatico come el pibe, ma sai che scoperta; b) da quando Di Maria s’è infortunato, il suo rendimento è calato vistosamente. Coincidenza? c) il premio di mvp del mondiale non so se sia una presa in giro più nei suoi confronti o dei vari James Rodriguez, Manuel Neuer e Arjen Robben.

3) I due gol divorati da Higuain e Palacio a tu per tu con Neuer, l’irritante lentezza di Biglia: ancora una volta il calcio italiano protagonista. Sì, in negativo.

4) Vergognosa la Rai, rea di essersi accorta soltanto al 2’ del forfait di Khedira nel riscaldamento. Ma da un’emittente nazionale che, pur chiedendoci annualmente il canone per poi mandare in Brasile 4-inviati-4 (Lollobrigida, Bizzotto, Dossena e Antinelli) e riempire gli studi di dinosauri buoni solo a parlare di aria fritta, cosa ci si può aspettare? Di gran lunga meglio Sky, per quanto poi il cambio di registro dopo l’eliminazione dell’Italia mi sia piaciuto, ma fino ad un certo punto. Ok, gli azzurri tornano a casa e Caressa e soci commentano in maniera più scanzonata, ma allora perché non mettere da parte tensioni e polemiche per commentare sempre lo sport col sorriso sulle labbra? In fondo è pur sempre un gioco. Rai mondiali

5) L’Olanda che si piazza al terzo posto un po’ mi stupisce, ma mi sorprende ancora di più un olandese di nome Georgino (cognome Wijnaldum) a segno in una finale iridata.

6) Il crollo del Brasile in semifinale è inaccettabile: non puoi stendere il tappeto rosso in una semifinale giocata in casa dinanzi al tuo avversario, libero di infierire quasi in scioltezza 4 volte in 6 minuti. Ciò detto, le critiche a Scolari mi sembrano ingenerose: il materiale a disposizione era questo, ripartire dalla struttura che dominò la Confederations Cup nel 2013 era doveroso. Magari si potevano portare Miranda e Coutinho, ma sarebbe cambiato poco. E poi spiegatemi come si fa a vincere la coppa con due bolliti come Fred e Jo in attacco. È fantacalcio, ma resto convinto che persino un Paulinho qualunque (non il medianaccio del Tottenham, la punta del Livorno) avrebbe fatto una figura più dignitosa.

7) Ora mi auguro vivamente che non dovremo più sorbirci le varie hit di Pitbull, Emis Killa, Edoardo Bennato e Mina. Improponibili.

8) Troppo acerbo e nervoso questo Belgio. Probabilmente i giovani di Wilmots hanno pagato una mole di pressioni esagerata per quello che poi è effettivamente il loro modesto curriculum. Oltre alla tensione, un equilibrio troppo precario per una squadra spesso spaccata in due, a cui col senno di poi Nainggolan avrebbe fatto parecchio comodo.

9) La mia top 11 di Brasile 2014 (4-3-3): Neuer (Navas); Lahm, Garay (Vlaar), Hummels (Yepes), Blind; Kroos, Mascherano, Di Maria; Robben, Muller, James Rodriguez (Neymar). All.: Löw. Però ammettiamolo: la cifra tecnica proposta in Brasile è stata bassina. In fondo Ibrahimovic quando sparò "senza di me questo mondiale non ha senso vederlo" non aveva tutti i torti.

Germany v Argentina: 2014 FIFA World Cup Brazil Final

10) Off topic: dopo aver ammazzato pure il gran premio di Germania classe Moto Gp, propongo alla Fim di far partire Marc Marquez con un giro di ritardo. #sportellata

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