Article image
3 min

- di Marco Sarto

Il pistolero ed i tre leoni


Nel girone degli azzurri è scattata l'ora della prima sentenza; i "tre leoni", fiero simbolo dorato dell'Inghilterra, sono stati abbattuti senza pietà dalle pistolate di Suarez.. Cronaca di un "safari" in quel di San Paolo.

Dopo la Spagna, il Mondiale ci propone immediatamente una seconda vittima illustre: l'Inghilterra di Roy Hodgson. La nazionale dei tre leoni non ce l'ha fatta di fronte ad una squadra ruvida e ben organizzata, che ha fatto delle disattenzioni difensive inglesi la miglior arma per pareggiare una differenza tecnica sulla carta abissale.
La legge del pallone è una sola, lo sappiamo: o si vince o si perde.. Lo stesso pareggio non è altro che un rimandare nel tempo un verdetto biunivoco: alle due nazionali, lo hanno detto tutti gli addetti ai lavori, un pareggio non serviva assolutamente a niente. Lo spettacolo che si è visto in campo ha confermato nei fatti quanto era stato espresso a parole.

Suarez, fonte web

Difficile immaginare quale strano ingranaggio non è scattato nelle menti degli Inglesi; tecnicamente fantastici, potenzialmente favoriti.. La paura e tanti problemi tattici (forse legati ad una sbagliata disposizione tattica della gara) l'hanno avuta vinta a dispetto di nitide occasioni da rete (mancate per sciagura o per imperizia).

I whites erano l'esempio di una squadra confusa, a tratti mal disposta e a volte eccessivamente leziosa: le continue sgroppate sulla corsia sinistra di Leighton Baines si concludevano per il più delle volte in un nulla di fatto..
Inspiegabili i continui lanci dalle retrovie (troppo spesso calibrati addosso al portiere) quando hai a disposizione esterni d'attacco che l'uomo lo sanno saltare senza alcun problema (ad averceli noi giocatori che saltano l'uomo); un Rooney superbo per sacrificio e costruzione del gioco nella trequarti non è bastato per portare a somma zero una prestazione sottotono del furetto Sterling e dell'ariete Welbeck.

La confusione a centrocampo è stata il male inglese in questi mondiali: Rooney trequartista, pur dando qualità alla manovra, ha tolto geometria e profondità negli ultimi metri, lì dove serviva buttarla dentro. Troppi palleggiatori di fino e troppi fantasisti hanno dato sì bello spettacolo e tecnicità, ma la mancanza di un ariete d'area, capace di ricevere le tante palle create, si è sentita per tutto il match.
Lambert è stato inserito troppo tardi in un match in cui, a proposito di assenti, la mancanza di uno alla Andy Carrol si è sentita forse per la prima volta: quando devi fare a #sportellate con Godin non puoi certo essere leggiadro come una dama al ballo.
Avrei visto benissimo Barkley dall'inizio, magari al posto di Wellbeck.. Ma si sa, col senno del poi si rischia (ma ciò non è per forza detto) solo di far meglio.

Pietosi entrambi i portieri, sicuramente indegni (almeno per gli standard italiani) di poter rappresentare due nazioni così storiche e importanti in una rassegna mondiale.. In una nazionale come la nostra sicuramente, vista la qualità e la quantità di interpreti nel ruolo che la scuola italiana sforna, non sarebbero mai stati presi in considerazione.. Hart non si può proprio vedere, e Muslera (che mi ricorderò sempre per i 5 goal subiti dal Milan quando ancora giocava con la Lazio) rimane la promessa incompiuta che era ai tempi della sua esperienza italiana.

Nell'altalena di chi sale e di chi scende riempio subito di elogio Luis Suarez, il pistolero: seppur con evidenti problemi fisici non si è mai risparmiato, mostrando un killer instinct degno di un sicario. Un giocatore completo lo si vede dai movimenti con e senza palla; se a ciò aggiungi pure il "culo" (che bel francesismo) di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, ecco che il giocatore completo si veste di diritto a campione.

Cavani, forse temprato dallo stare all'ombra di Zlatan nel PSG, gioca bene il ruolo dell'assist man e del prezioso gregario d'attacco: monumentale la sua prestazione di corsa e sacrificio, a dimostrare di valere ogni centesimo dei tanti milioni pagati dallo sceicco al Napoli.

Buona pure la prova di Caceres: goal di Rooney a parte, dà sicurezza al reparto e si disimpegna egregiamente in ogni situazione. Fisicità al potere, ma usata meglio rispetto a quella di Godin, che si salva, solo grazie alla sua abilità aerea, da una complessiva insufficienza che poteva costare cara se l'arbitro spagnolo non lo avesse graziato dall'espulsione a metà del primo tempo.

L'abbiamo detto, è la legge del pallone (o del goal per citare una famosa hit degli 883): chi non segna, perde. Onore agli inglesi, lo spettacolo c'è stato, ed è stato bellissimo. Forse per scherzo goliardico carioca, in un fotogramma della partita è apparsa l'immagine di Cannavaro e dei campioni del 2006 intenti ad alzare la coppa del Mondo.. Scaramanzia? Rito celebrativo?
Oggi tocca a noi, dipingiamo d'azzurro il cielo Brasiliano #forzaAzzurri #ioTifoItalia


 

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE...

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu