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- di Raffaele Campo

La scommessa Koeman

Nonostante gli occhi di tutti voi siano puntati al Mondiale in corso, ho deciso di fare il guastafeste richiamando alla vostra attenzione un importante evento della Premier League. Ronald Koeman prende il posto di Mauricio Pochettino alla guida del Southampton.


L'ex giocatore di Ajax e Barcellona è sempre stato un personaggio molto discusso nel mondo del calcio: amato e detestato. Difficile trovare pareri concordanti.

Tralasciando la carriera del Koeman calciatore che non è rilevante in questa sede, è innegabile che i Saints hanno fatto un grossa scommessa nella scelta dell'olandese.

L'allenatore nativo di Zandaam ha raggiunto buoni risultati in patria, in particolare tre Ederdivise vinte con Ajax (2002 e 2004) e PSV (2007), ma all'estero le sue gestioni sono state nel complesso non molto positive.

Discreta annata al Benfica nella stagione 2005/2006 dove conquista la Coppa di Portogallo, ma in campionato ottiene un deludente terzo posto dopo che l'anno prima le aquile avevano conquistato il titolo con Trapattoni. Darà le dimissioni dopo una sola annata.

Molto male alla guida del Valencia due anni dopo.

E' vero, vince la Coppa del Re, ma i pipistrelli erano sprofondati nei bassifondi della classifica e rischiavano la retrocessione. Ronald viene esonerato e non sono mancati contrasti tra lui e alcuni giocatori, con il centrocampista Joaquin in particolare.

Tornando al presente, Koeman avrà un compito molto difficile alla guida del Southampton. Non sarà affatto facile confermare l'ottavo posto di quest'ultima stagione. Quando una squadra di seconda o di terza fascia ottiene un risultato molto al di sopra delle aspettative è molto facile crollare l'anno successivo o anche gli anni successivi.

Vi ricordate il Genoa 2008/2009? Con i vari Rubinho, Ferrari, Thiago Motta, Sculli, Jankovic e Milito esprimeva il miglior calcio del campionato italiano dall'inizio del terzo millennio. Non a caso i rossoblu centrarono la zona Europa League. Era un vero e proprio spettacolo.

Ma dalla stagione successiva in poi, quando partirono i big Milito e Thiago Motta, la squadra genovese aveva pochi stimoli e piano piano crollò. Arrivarono innesti come Amelia, Zapater, Crespo (ma un Valdanito a fine carriera) e Floccari ma era un team irriconoscibile rispetto all'anno precedente. Di li in poi sempre peggio campionato dopo campionato. Tuttora il Grifo lotta per la salvezza.

Il Southampton di quest'anno in parte ricorda il Genoa 2009. Anche i Saints hano disputato il miglior gioco della Premier. Tuttavia hanno già venduto il bomber Lambert al Liverpool e l'altro top della squadra Lallana, reduce da un campionato strepitoso, è richiesto da diverse squadre e non è da escludere una sua partenza.

Il tecnico olandese dovrà quindi lavorare e puntare molto sul collettivo, saper caricare la squadra. Cosa che in queste ultime due annate, la seconda 2013/2014 in particolare che ora analizzeremo brevemente, alla guida del Feyernoord ha saputo fare alla perfezione.


Occorre prima una precisazione obbligatoria: l'Ederdivise non è neanche lontanamente paragonabile alla Premier League. L'età media del torneo è di 19/20 anni e le difese si tagliano come il burro, ogni cross è un gol. Non è un caso che ogni partita termina con almeno tre o quattro marcature. Probabilmente nella nostra Serie D difendono meglio. Se Luca Toni giocasse in Olanda segnerebbe 40 gol a campionato.

Ora, fatta questa triste e doverosa premessa, la squadra di Rotterdam ha espresso un ottimo calcio attraverso un 4-2-3-1 ben collaudato e ben schierato in campo. Gioco ben organizzato e molto propenso all'attacco. Il Feyernoord si è classificato secondo alle spaglia dell'Ajax di De Boer.

Ma sotto la guida di Koeman si sono messi in luce diversi giovani talenti come Janamaat e de Vrij, ora seguiti rispettivamente da Napoli e Lazio, e soprattutto l'esterno offensivo Jean-Paul Boetius. Classe 1994 e cugino del terzino rossonero Urby Emanuelson, il baby talento nato in Suriname tra due anni giocherà sicuramnete in un top club europeo e diventerà un punto fermo degli Orange.

Senza dimenticare il rilancio, sempre grazie all'ex tecnico di Ajax e PSV, del nostro Graziano Pellè. Dato che gira la notizia che forse il giocatore seguirà il tecnico al Southampton, è doveroso dedicare due righe all'attaccante salentino. Primo calciatore italiano a vincere una Ederdivise (nel 2009 con l'AZ Alkmaar) e completamente dimenticato dal calcio italiano, Pellè in due anni ha conquistato Rotterdam a suon di gol e di look. Cinquanta gol in due campionati e idolo indiscusso dei tifosi e soprattutto delle tifose del Feyernoord, che lo circondavano per foto e autografi al termine di ogni allenamento. D'altronde si sa che il fascino mediterraneo non tradisce mai nel Nord Europa.

pellè


Sfida difficile dunque quella al Southampton per Koeman, che da allenatore non ha mai convinto pienamente. Sarà una scommessa, ma se i giocatori sapranno seguirlo e riceveranno le giuste motivazioni, Ronald può fare bene. E' arrivato il momento di confermarsi anche fuori dall'Olanda.

 

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