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- di Marco Sarto

Il #TifoOlanda e il rosichio Anti Tiki-Taka

Il #TifoOlanda e il rosichio Anti Tiki-Taka

Il mondiale è appena cominciato, ma già ci ha regalato emozioni uniche.. L'Olanda ha dimostrato ieri sera che anche con mezzi tecnici inferiori si può vincere giocando bene, con umiltà e cuore. Stasera tocca all'Italia; sapremo cogliere il loro insegnamento?

Van Gaal, fonte web

Diciamolo pure; quel che è appena cominciato, stando a quanto si è visto, è un gran mondiale. Avevamo tutti paura, io in primis (leggi il mio articolo "Il mondiale dei normal players" su Sportellate.it) di vedere un mondiale sottotono, fiaccato dal caldo tropicale, privato delle sue migliori stelle, impoverito da campi di patate e da stadi messi su male e con sprechi enormi, simbolo che il mal costume è proprio di qualunque paese e non solo del nostro.

Ed invece eccomi qua, a ricredermi per primo e a divertirmi come un bambino; partite divertenti, arbitri incapaci che aiutano non poco la squadra di casa (e qui la "cupola" poco centra) e gioco "di corsa" come non vedevo da anni.

Un plauso alla Croazia, solida e ben messa in campo; tener testa al Brasile non è cosa da tutti, sopratutto se lo affronti in casa.. Sarà venuto un bel mal di pancia ai più nel vedere la selečao soffrire come poche volte è accaduto; la gomitata di Neymar Jr. e il tuffo di Fred sono ormai materiale utile solo per la moviola.

La vera apoteosi ce l'hanno regalata gli Oranges, la nazionale rappresentativa di quel piccolo e bel paese che prende il nome di Paesi Bassi: a far da vittima sacrificale sull'altare di Robben e Van Persie è stata la Roja, la nazionale dei fenomeni e del Tiki-Taka.

Olanda-Spagna, fonte web

Quella vecchia volpe di Van Gaal ha messo in piedi una squadra tosta, solida dietro e eccezionale in attacco; Van Persie e Robben non li scopriamo certo ora, due bestie così sarebbero titolari in ogni squadra del mondo. Profondità, geometrie e tantissima corsa.
Con Strotman fuori per infortunio il rischio di perdere nel palleggio a centrocampo era più che concreto, nonostante la presenza dell'eterno Snejder (quello del triplete, ricordate!?): e allora via di lanci lunghi negli spazi, lì dove la velocità dei terminali d'attacco può fare la differenza..

Il resto si commenta quasi da solo: un Sergio Ramos da mandare dietro alla lavagna, un Piquè in giornata no, ed un Casillas che non poteva andar peggio di così.

Una terna italiana al TOP, è giusto dirlo.. Nonostante il nostrano disfattismo sulla classe arbitrale, in ambito internazionale nessuno è meglio di un arbitro italiano.

Tra gli altri, degni di nota il roccioso Vlaar, che si francobolla un Diego Costa sempre meno TOP player, un Martins Indi generoso (e relativamente poco costoso in chiave mercato, squadre italiane sbrigatevi e non fatevelo scappare) ed un Daley Blind beatificabile (suoi gli assist al bacio per i primi due goal arancioni). Se a questi aggiungiamo un De Jong perfetto nelle chiusure e piacevole nel fraseggio, la ricetta di una vittoria fragorosa è completa.

Certo certo, non mi sono dimenticato del goal da cineteca di Van Persie e delle sgroppate del ciclista Robben.. A loro la giusta copertina mediatica di una vittoria bellissima.

Quel che però mi preme sottolineare è la forza del collettivo arretrato, un reparto che per mediocrità (non parliamo certo di veri TOPs) può ben essere avvicinato e paragonato a quello italiano.. Rocciosi, duri e arcigni, tanta corsa e leale forza fisica.. Una mediocrità che fa simpatia, che fa rosicare contro gli odiosi fenomeni; la bacheca Facebook piena di #ioTifoOlanda fa capire bene la voglia di tutti noi di prendere le parti dei più deboli, di coloro che si impegnano per cambiare un destino segnato sulla carta.

Prendiamone esempio, per piacere. Stasera al debutto degli Azzurri voglio vedere gente tenace, umile e sanguigna: gente che suda e lotta per la maglia. Stasera tutti a scrivere #ioTifoItalia sulle bacheche, ad urlare nelle piazze il proprio amore per l'azzurro. Ne abbiamo bisogno, ora più che mai.

L'umiltà trova sempre moneta per essere ripagata.

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