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3 min

- di Mazinho

La 33esima - Jugoslavia


"Sei repubbliche, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti e un solo Tito".

Ecco di cosa vi parlerò.
Vi parlerò di una nazionale che non esiste.
La 33esima, la Jugoslavia.

Premetto che questa è solo una facezia, una sorta di gioco (giuro, mi son divertito parecchio) dove ho immaginato cosa sarebbe la rosa dei migliori giocatori balcanici riuniti in una squadra.
Questo chiaramente non tiene conto delle dinamiche sociali e storiche tra le varie nazioni e nazionalità.
Quindi il discorso è da fare al netto di botte da orbi o di accoltellamenti nello spogliatoio.
Il tema è delicato, lo so, ma alla fine parliamo solo di pallone, quindi concedetevi un sorriso e pensate che se questa squadra esistesse non dovremmo sottostare al giogo spagnolo o alla strapotenza teutonica.
Sarà durissima fare una selezione, ma ci proverò.

La Jugoslavia.

Partiamo forte in porta. Dualismo serrato tra lo sloveno Samir Handanovic e il bosniaco dello Stoke City Asmir Begovic, con l'eterno Stipe Pletikosa (che ha un nome veramente musicale e già per questo merita di essere premiato) come terzo portiere; direi che la palma di titolare andrebbe assegnata al portiere dei Potters, non me ne vogliano gli interisti, ma stiamo parlando di uno dei migliori interpreti del ruolo che viene puntualmente sottovalutato dai più.

Veniamo alla difesa. Qui c'è gente che nelle vene ha sangue e cattiveria. Su 8 difensori direi che il blocco serbo me lo porterei: Branislav Ivanovic e Neven Subotic (Vidic escluso solo per limiti di età, sia chiaro) e Matija Nastasic (giova ricordare: classe 93) come centrali e Aleksandar Kolarov sulla mancina; Dusan Basta invece non lo porterei, preferendo dare fiducia ai cursori croati Dario Srna, carisma in pieno stile balcanico e un piede con la dinamite e Sime Vrsaljko (che fidatevi, è un futuro campione vessato da infortuni in questa stagione); a completare la pattuglia difensiva Croata, Dejan Lovren, che viene da una buona stagione in Premier League con i Saints che sicuramente l'ha formato parecchio; infine come ultimo, uno che in realtà è un laterale alto, ma lo convochiamo come terzino di spinta e portiamo il bosniaco Senad Lulic, che credo abbia superato la sua fase "sono un podista che tra le altre cose tira calci ad un pallone" (citofonare casa Abate) e sia diventato un calciatore vero e proprio.

Passiamo alla mediana e divertiamoci. Snoccioliamo subito i nomi:
Luka Modric, Ivan Rakitic, Mateo Kovacic, Nemanja Matic, Miralem Pjanic, Izet Hajrovic.

Ok, mio adorato lettore, ti lascio respirare un secondo e ti invito a rileggere.

Fatto? Pazzesco vero? Hai tutto in questo centrocampo. Hai fantasia in quasi tutti i suoi interpreti, hai intellighenzia calcistica ai massimi livelli in Modric e Pjanic, hai estro e corsa in Rakitic, Kovacic e Hajrovic e hai un granitico monolite sulle cui spalle puoi far pesare tutto il tuo gioco offensivo nel titanico Nemanja Matic versione moderna del mitologico figlio di Giapeto, Atlante. In poche parole unisci la classe spagnola, la freschezza e la corsa tedesca e la garra uruguagia tutta in un solo reparto.
Roba da impallidire.

Ma non è finita qui.
Terminali offensivi? Ce li abbiamo, e di prima qualità. Edin Dzeko non penso abbia bisogno di presentazioni, così come Mario Mandzukic. Il terzo centravanti sarebbe il serbo, prodotto del florido vivaio Partizan, Aleksandar Mitrovic dell'Anderlecht, fisico da granatiere (189cm), cattiveria come solo un serbo può e incoscienza di chi ha diciannove anni (classe 94, nove-quattro..).
Fantasia offensiva? Ce l'abbiamo ce l'abbiamo.
Stevan Jovetic dice nulla? Cioè, ok che è sparito al City, ma se ti fermi un attimo a pensare che giocatore totale ha dimostrato di essere, capisci che è giusto che anche il piccolo Montenegro (no, non l'amaro, maledetto ubriacone di un lettore) abbia la sua rappresentanza; infine due serbi per completare il tutto: Adem Ljajic e Lazar Markovic. Non ti sottovaluto lettore, so che conosci alla perfezione entrambi. Ma se il serbo musulmano (per cui chi scrive stravede) della Roma è conosciuto da tutti i calciofili del Belpaese (non il formaggio, stolto) nel bene (colpi da fuoriclasse) e nel male (indolenza che mal si sposa col suo essere serbo), l'esterno classe 94 (sì, nove-quattro, come Mitrovic), anche lui proveniente dal vivaio bianconero del club supportato dai Grobari (in serbo, "becchini"..), è forse un po' meno conosciuto. Se non fosse che è stato uno dei trascinatori del Benfica alla finale (ovviamente persa) di Europa League di questa stagione. Il ragazzo in questione ha dalla sua una velocità fuori dal comune e tempi di inserimento da campione fatto e finito. Il suo limite per un certo tempo è stata la collocazione in campo, ma con l'età limiterà questa piccola pecca. Pare già promesso al Chelsea. Il che è un peccato per le italiane che casualmente ci sono arrivate (se ci sono arrivate) dopo.

Bene, lettore mio, ti ho illustrato cosa potrebbe essere la Jugoslavia e quanto potrebbe essere dominante. Questa resterà un'utopia, come è stata quella reale.
Ma ammettiamolo, ci siamo divertiti a pensare cosa potrebbe essere... No?

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