Interventi a gamba tesa

Analisi delle 32: Spagna


ANALISI ROSA
Finalmente arriva la competizione più importante ed ambita nel mondo calcistico. Giugno è arrivato, i mondiali sono alle porte e tutti gli allenatori stanno facendo gli ultimi ritocchi alle proprie rose per renderle il più competitive possibile. Tra tutti questi allenatori ce n’è uno in particolare che più degli altri è combattuto nel compiere le scelte giuste. Ebbene sì, quest’anno il nostro caro Vicente Del Bosque (ct della nazionale spagnola campionessa in carica di TUTTO) ha, se possibile, ancor più l’imbarazzo della scelta rispetto agli anni scorsi.

Il fatto che il calcio spagnolo negli utlimi 10 anni abbia sfornato giocatori su giocatori ad un livello disarmante è risaputo, ma l’abbondanza questa volta è addirittura spropositata, grazie all’esplosione di “nuovi” talenti e l’ulteriore consacrazione di “vecchie” conoscenze del calcio iberico.
Veniamo dunque all’analisi della rosa che accompagnerà il buon vecchio Vicente  in questa avventura brasiliana:

In porta non ci saranno grosse sorprese, con un Casillas che dopo il limbo dell’ultima stagione, tra soddisfazioni nelle coppe e tanta noia nella Liga, arriverà più che motivato e con tanta voglia di giocare e vincere; dietro di lui Reina e non Valdes, visto l’infortunio. Anche per quanto riguarda la difesa non dovrebbero esserci tante novità: il solito Sergio Ramos capitanerà la difesa al fianco di Piqué, con il degno di nota e sempreverde Juanfran che a dispetto dei suoi 29 anni continua a macinare km sulla corsia di destra con grande qualità. Questo però non gli basterà per avere il posto da titolare assicurato data la presenza di un certo Jordi Alba che sicuramente farà di tutto per accaparrarsi un posto negli 11. Arriviamo ora al centrocampo: il reparto è sempre la solita parata di ultra-fenomeni che abbiamo imparato ad apprezzare nel corso di questi ultimi anni, Xavi, Iniesta, Xabi Alonso, Fábregas, Busquets, Javi Martínez e compagnia… Ma, come se non bastasse, ultimamente un altro paio di giocatori hanno raggiunto la consacrazione ed andranno ad arricchire il tutto, parlo ovviamente del metronomo Koke (Atlético Madrid) e del nuovo fenomeno del calcio spagnolo Isco (stranamente non convocato), entrambi reduci da una stagione brillante.
L’attacco è un misto di nuove “rivelazioni” e vecchie conferme: dopo una stagione strepitosa che ha guidato l’Atlético a una storica vittoria della Liga e a una ancora più unica finale di Champions League, il bomberone Diego Costa è determinato a fare faville anche al mondiale, magari al fianco di un Torres che sembra un pelo ritrovato; per non parlare del piccolo folletto magico David Silva che porterà molta qualità e fantasia alla manovra offensiva. E questo è tutto? Mmh… ah no, manca all’appello una vera e propria scheggia nel fianco di ogni difesa, si tratta ovviamente di Pedro Rodríguez, un giocatore che spesso e volentieri ha deciso match e competizioni importanti a suon di gol e scatti. L’unica grossa incognita sembra essere dunque David Villa: dopo la cessione dal Barça all’Atlético e una stagione fatta di alti e bassi, anche a causa infortuni, sarà difficile stabilire che apporto potrà dare alle Furie Rosse.

L’ANEDDOTO
La spaventosa abbondanza della rosa è quindi ormai un fatto risaputo. La cosa ancora più disarmante nonchè principale indizio dell’indiscusso strapotere planetario della Spagna nel mondo del calcio è che, non solo si tratta senza dubbio della rosa che presenta la panchina più lunga e qualitativa dell’intero mondiale, ma questo implica esclusioni assolutamente incredibili e sensazionali. Fenomeni che in ogni nazionale del mondo sarebbero titolari inamovibili si vedono addirittura esclusi dalla lista dei 23 e guarderanno la competizione sorseggiando qualche bevanda sotto il sole cocente di qualche spiaggia esotica. Giocatori come un certo Thiago Alcantara, chiamato con sé come simbolo della rivoluzione in casa Bayern da Guardiola; Santi Cazorla, altro elemento di spicco della Premier League; lo stesso Illarramendi che si sta mettendo in mostra con buone prestazioni quando viene chiamato in causa dal nostro Carletto; il piccolo gioiello dell’Atletico Bilbao Muniain, che si esprime a grandi livelli da varie stagioni; ed infine gli “italiani” Borja Valero, che sta facendo le fortune della Fiorentina a mani basse; Callejón e Llorente, autori di una stagione a dir poco fantastica in quel di Napoli il primo e di una crescita esponenziale il secondo. Ultimo degno di nota è il giovane gioiellino della nuova ondata di futuri campioni iberici: Jesé, il quale non sarebbe stato convocato a prescindere dal grave infortunio che comunque gli avrebbe fatto saltare la competizione iridata.
Questo infinito elenco di campioni è a dir poco sbalorditivo e farebbe la fortuna di ogni squadra, di club o nazionale che sia, ed invece si ritroveranno con tutta probabilità a ricoprire il ruolo di disoccupati di lusso quest’estate.

PRONOSTICO
Detto ciò, mi sembra evidente che siamo di fronte alla squadra in assoluto più forte del mondiale (almeno sulla carta). Quindi sarebbe da sciocchi non darla per favorita alla vittoria finale. Alcuni potrebbero sostenere che sì, questo gruppo di giocatori è formidabile, ma che molto probabilmente potrebbero pagare il fatto di essere ormai appagati dalle molteplici e continue vittorie in ogni campo conquistate negli ultimi anni. A mio parere invece, la motivazione sarà più grande che mai, perché hanno la possibilità di scrivere una pagina forse irripetibile nella storia del calcio. La vittoria consegnerebbe loro il record più impressionante di sempre: due successi consecutivi sia in campo europeo (Euro 2008 e Euro 2012) che internazionale (Mondiali 2010 e, eventualmente, 2014), per dominio totale di 9 anni che nessuna selezione è mai riuscita ad avere così a lungo. Un’occasione del genere non ce la si può far scappare, anche per dimostrare al mondo intero che il ciclo spagnolo non si chiude con la progressiva decadenza del tiki-taka blaugrana ma che continuerà ancora a lungo, come dimostra, tra l’altro, la presenza in finale di Champions League delle due squadre di Madrid e il continuo nascere di giovani campioni.
La Spagna non è ancora finita..

Valter Pesci, nato a Bondeno, nota metropoli della provincia di Ferrara, il lontano 02/08/1989. Diplomato come Perito Aziendale Corrispondente In Lingue Estere presso l’ITC “M.Polo” di Ferrara. Attualmente iscritto al terzo anno di Lingue e Letterature Straniere sempre in quel di Ferrara. Adoro lo sport, la musica e il cinema. Calciatore mancato e attualmente giocatore di calcetto del martedì sera. Sono Milanista, una volta sfegatato membro della Fossa dei Leoni ma ora semplice follower. Ex moderatore/collaboratore, nonché recensore di un blog di musica.

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