Interventi a gamba tesa

Analisi delle 32: Germania


“Football is a simple game. Twenty-two men chase a ball for 90 minutes and at the end, the Germans always win”.

[G. Lineker] *

Piccola premessa: avrei potuto scrivere un poema omerico sulla Germania, ma la redazione mi ha guardato in cagnesco e mi ha assicurato un intervento pulito pulito alla Jurgen Kohler sul mio sterno se non mi fossi dato una regolata con la lunghezza del pezzo e con il numero di parole.

Bene, eccoci qui. La Germania. Quella che, a modesto avviso del pirla che scrive, è, insieme alla Spagna (che noia), la grande favorita per portare a casa la Coppa che manca sul suolo teutonico dall’anno 1990. Eh già, ridendo e scherzando questi son sempre forti, arrivano sempre più o meno in fondo, ma se si tratta di portare a casa un trofeo son tali e quali a quel bel player che fu Mickael Ballack, un uomo capace di perdere in due soli anni, una finale di un Europeo (2008), una finale di un Mondiale (2002), una finale di Coppa di Germania (2002), una di Coppa di Lega Inglese (2008) e due finali di Champion’s League (2002 e 2008). Infatti la Germania 2.0, quella figlia della riorganizzazione del pallone dal punto di vista federale e che fa del sincretismo della società tedesca il suo punto di forza, non porta a casa un trofeo dal lontano 1996 e si candida quindi a ruolo di eterna seconda degli ultimi tre lustri.

Sarà l’anno buono? Direi proprio di sì.
Il perché? Perché se in un tuo ipotetico 11 titolare il tuo unico buco è rappresentato da un terzino sinistro e da un centrale difensivo che non sono tra i 10 migliori interpreti sulla faccia del globo del proprio ruolo, vuol dire che malissimo non sei messo. Anche perché il resto è una roba che trova pochi pari al mondo (oltre alla Spagna, solo la Jugoslavia potrebbe competere, ma non esiste, quindi amen..)
In porta Neuer. Devo aggiungere altro? Sicuramente nella top 5 dei portieri al mondo, un fisico da granatiere ariano anche se ha una certa inquietante predisposizione per la cazzata estemporanea in area di rigore. Ma proprio cercando il pelo nell’uovo eh.
In difesa, i due fenomeni sono, ovviamente, da una parte Philipp Lahm, che essendo il terzino più forte del mondo viene schierato da Pep Guardiola, quasi a spregio, come mediano, ruolo in cui comunque, trovandoci noi dinnanzi ad uno di quei giocatori dotati di un cervello e di una intelligenza fuori dal comune, riesce comunque ad eccellere; dall’altra il buon vecchio (dicembre ’88) Mats Hummels, fisico da giavellottista della DDR, piedi educatissimi da centrocampista, cazzuto il giusto e, a modesto avviso del sottoscritto, si gioca un posto nella top 5 dei difensori centrali worldwide.
Ora, essendo per Lahm moderatamente indifferente il lato su cui si deve trovare ad arare la fascia, le opzioni come terzini sono o Lahm a sinistra e il più intelligente dei fratelli Boateng (l’altro, il ghanese-casualmente-solo-quando-ci-sono-i-mondiali, sta con Melissa Satta..chiamarlo scemo è dura effettivamente) sulla destra, oppure Lahm a destra e Durm del BVB a sinistra (Löw non ha convocato Schmelzer). In ogni caso, non stiamo propriamente parlando di campionissimi della pedata.. diciamo che se il buon Joachim vorrà spingere un po’ di più, si affiderà al classe 92 giallonero, se vorrà restare un pelo più coperto ricorrerà al germano-ghanese che è fondamentalmente un difensore centrale da adattare. Ecco, appunto, il difensore centrale.. unico altro “punto debole” della Germania: probabilmente quello che farà coppia con Hummels sarà il, per utilizzare un termine tecnico, pennellone Per Mertesacker, uno in grado di fare i 100 metri in 12 minuti netti (sì ok, forte di testa e tatticamente valido, ma stiamo parlando di pallone diamine!). La scelta di Mertesacker potrebbe essere uno dei fattori che la Germania, andando avanti nella competizione, perché andrà avanti nella competizione, potrà pagare a caro prezzo; alternative al biondo gunner sono Ben Howedes (prometteva l’iradiddio e invece..), Shkodran (sì, ho googlato il nome) Mustafi, che, per me, è decisamente un signor centrale (e dovrebbe giocare con Mats, soprattutto visto che questo può occuparsi dell’impostazione lasciando Mustafi a randellare gli avversari) e, infine, il giovanerrimo Ginter (’94, Friburgo) che diventerà presumibilmente un difensore (può giocare anche centrocampista, anzi, è un centrocampista che può giocare anche centrale) tra i migliori del globo ma che, presumibilmente, si accontenterà di una gita in Brasile dove da buon tedesco si ustionerà al primo sole.
Passiamo al centrocampo e con centrocampo intendo anche il reparto trequartisti (l’attacco, in realtà, è composto dal solo, eterno, formidabile, Klose).
Ecco, solo la Spagna (dio mio che noia) e l’Argentina (e il Belgio, ma a partire dal 2016, quando avranno, forse, un allenatore degno di tale nome) possono competere con questo ben di dio che può schierare la Germania.
Mediana in cassaforte con Bastian (“cavalcatore di maiali”) Schweinsteiger che tu dici, avrà 40 anni, invece ne ha a mala pena 30 e ha già sfondato il muro delle 100 presenze; a lato di quel marcantonio privo di sopracciglia, Toni Kroos, che è un calciatore TOTALE e che se si chiamasse Tony Cruz saremmo qui a definirlo il più grande cc iberico dai tempi di Xavi (che gioca ancora) ma va beh.
Poi, qui si è a un bivio. 4-2-3-1 o 4-3-3? Il tutto ruota, più o meno, sull’utilizzo del tedeschissimo (nome e cognome tipici di Stoccarda se non erro) Sami Khedira (rientrante da un infortunio parecchio lungo, c’è da dire); metterlo in campo equivale ad escludere il folletto Mariolino Götze e ad avere una squadra più coperta e bilanciata..ma, fermo restando che non ci sarà Reus (un peccato assoluto, perché sarebbe stato uno dei primi protagonisti del Mondiale) e che Podolski, in maniera totalmente insensata, sarà titolare inamovibile, contando poi Mesut Özil, che se mi dicessero che sarebbe confinato alla panca non ci crederei manco se lo vedessi (e ci mancherebbe, è uno degli ultimi, veri, numeri dieci), ce la sentiamo di mettere un mediano? No dai, e viva il gioco arioso e in velocità del Maestro Jurgen Klopp (dovevo nominarlo per forza)
Ah, quasi dimenticavo, i sostituti.. Thomas Müller (sempre che non sia utilizzato come falso nueve), professione fenomeno, Andreas Schürrle, giocatore che, nel giro di un paio di anni, garantisco, esploderà in maniera fragorosa e definitiva, e Julian Draxler (Julian ti amo), sarebbero titolari inamovibili nel 98% delle nazionali. La cosa rende l’idea di quanto materiale abbia a disposizione Löw, di quanto sia per lui facile sbagliare e, di quanto, in realtà, il tecnico nativo di Schönau im Schwarzwald, non abbia la minima possibilità di errore.
È questa la situazione tedesca. Non possono sbagliare. Non più. Non ancora una volta. E questa volta hanno tutte le carte in regola per andare DAVVERO fino in fondo.

* il buon vecchio Gary dimenticava una cosa.. Tutto vero, vincono i tedeschi.. Ma solo e unicamente se non incontrano l’Italia.

Milanese, classe 87 e milanista. Non credo in nulla che non sia uscito dai piedi di Cantona o Le Tissier. Mi disimpegno come praticante avvocato nel tempo libero. Detesto chi considera il tifoso un accessorio o il male del calcio. Considero Argentina e Balcani i veri genitori del calcio come dico io. La vita è da affrontare con la Garra giusta.