Interventi a gamba tesa

Analisi delle 32: Australia

E’ stata la prima squadra a arrivare in Brasile e potrebbe essere anche la prima a andarsene. L’Australia, qualificatasi dietro al Giappone nel girone asiatico, dov’è stata da poco inserita, si ritroverà nel Gruppo B, già denominato in patria “il gruppo infernale”, assieme a Cile Olanda e Spagna.


La terra australiana vive un sotterraneo, ma vivido, contrasto tra il mondo aborigeno e il resto del mondo neoaustraliano. Ma dentro ogni australiano queste due anime in un qualche modo si contaminano. Si dice che prima o poi, per chi  osservi il rigido codice tribale aborigeno, arrivi il momento di partire, di abbandonare la tribù e la famiglia per iniziare un lungo viaggio attraverso gli immensi spazi di questa terra. Che lo faccia a piedi, in treno o in automobile, non ha importanza. Nessuno farà domande e tantomeno saprà se e quando egli farà ritorno. E’ un viaggio rituale che ricalca le peregrinazioni degli antenati totemici, gli esseri soprannaturali affiorati dalla terra o dal mare sotto spoglie umane o animali, che hanno creato ogni forma di vita con il canto, la danza, attraverso i gesti, la parola, il cammino.

Forse anche  questo cammino calcistico, con la fretta di partire e iniziare il viaggio, si potrebbe leggere sotto questa lente. Nonostante la cultura sportiva australiana imponga loro di lottare, come se partissero ad armi pari, contro tutto e tutti, in verità farebbero bene a valorizzare quella parte aborigena della loro anima, in questo giugno brasiliano che si avvicinerà molto al Dreamtime, il tempo astorico del sogno, il tempo che secondo la mitologia aborigena era prima di ogni classificazione naturale.

Dunque ripercorra questa nazionale, quelle magiche “SongLines” o “Vie dei Canti”, raccontate e descritte dal più grande viaggiatore del secolo, Bruce Chatwin. Un labirinto di sentieri immaginari visibili solo agli aborigeni, che permettono, lungo il viaggio rituale, di trasmettere ancestrali preziose conoscenze e quindi di assicurare la continuità del clan e della tribù, di ristabilire il vecchio ordine naturale, come era in origine quando fu affidato agli uomini.


La continuità… il golden boy Mark Bresciano!

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Un percorso la cui guida è stata affidata a Ange Postecoglu, che da Ottobre 2013 sostituisce Holger Osieck, esonerato in seguito alle deludenti prestazioni e le disastrose sconfitte in amichevole contro Brasile e Francia, entrambe perse per 6 a 0.
Conquistata la qualificazione il nuovo C.T. ha avuto soltanto  due amichevoli – una vittoria per 1-0 sul Costa Rica e la sconfitta per 4-3 contro l’Ecuador – per valutare il talento a sua disposizione in un contesto internazionale, prima di scegliere la squadra iniziale per il Brasile.

Ora l’obiettivo è di assicurare la continuità della “tribù”, quella gloriosa recente tradizione, quel “big team” che ha visto il suo apogeo nel 2006 guidato da Hiddink e che per poco non eliminava la squadra al tempo destinata a vincere il mondiale: l’Italia.
Postecoglu ha intrapreso proprio questa strada, una “Via dei Canti” che permette di amalgamare giovani ai margini dei grandi club o in serie inferiori europee, con giovani promettenti della crescente A-League australiana, il tutto ancorato alla tradizione, agli scampoli di quei “Golden Boys” di Hiddink, pronti a trasmettere lungo il “viaggio rituale” brasiliano quelle preziose conoscenze per poter assicurare la continuità.

LA SQUADRA:

Il portiere Mark Schwarzer, un veterano di due Coppe del Mondo e 109 partite internazionali, ha tolto  al nuovo allenatore il peso di una decisione, ritirandosi alla vigilia delle convocazioni.

Una certezza su tutte è invece Tim Cahill, il giocatore australiano che ha segnato più goal in assoluto per la sua nazionale (ben 33 reti), vedrà la sua terza partecipazione  consecutiva alle fasi finali, mentre il compagno australiano, il veterano Lucas Neill  è stato lasciato a casa.


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Portieri: Matthew Ryan (Club Bruges/BEL), Mitchell Langerak (Borussia Dortmund/GER), Eugene Galeković (Adelaide United)
Difensori: Jason Davidson (Heracles Almelo/NED), Mathew Špiranović (Western Sydney Wanderers), Ivan Franjić (Brisbane Roar), Bailey Wright (Preston North End/ENG), Ryan McGowan (Shandong Luneng/CHN), Alex Wilkinson (Jeonbuk Hyundai Motors/KOR)

Centrocampisti: Oliver Bozanic (Lucerne/SUI), Mark Bresciano (Al Gharafa/QAT), James Holland (Austria Vienne/AUT), Mile Jedinak (Crystal Palace/ENG), Mark Milligan (Melbourne Victory), Dario Vidošić (Sion/SUI), Matt McKay (Brisbane Roar), James Troisi (Atalanta/ITA), Massimo Luongo (Swindon/ENG), Tommy Oar (Utrecht/NED)

Attaccanti: Tim Cahill (New York Red Bulls/USA), Mathew Leckie (Francfort/GER), Ben Halloran (Fortuna/GER), Adam Taggart (Newcastle Jets).

ATTENTI A QUEI 3:

Mark Bresciano, centrocampista (Al Gharafa, Qatar); Età 34; 73 presenze. Centrocampista esplosivo e versatile con un occhio per il gol che ha costruito una carriera di successo in Serie A prima di passare alla Penisola Arabica, al Dubai Al Nasr. Non ha bisogno di presentazioni. Speriamo solo che la volontà da parte di Postecoglou di ringiovanire la squadra, non impedisca al nostro beniamino di mostrare, in Brasile e a tutto il mondo, la sua celebre e “statuaria” esultanza.

Mile Jedinak, centrocampista (Crystal Palace); Età 29; 43 presenze. Premiato per la buona forma a livello di club con la fascia di capitano contro l’Ecuador  sembra in grado di conservare questa ruolo di leader. Vigoroso centrocampista difensivo,  è quasi sempre negli undici di partenza del Crystal Palace,  nella Premier League inglese . La sua capacità di tenere saldo il centrocampo giocherà un ruolo fondamentale nel rafforzare una difesa piuttosto inesperta.

Tim Cahill, centrocampista/attaccante (New York Red Bulls); Età 34; 67 presenze. L’età sembra non pesargli mai e in più resta sempre una minaccia aerea nonostante la sua modesta altezza, e riesce ancora a sfuggire ai suoi marcatori e superare in elevazione difensori anche più alti di lui. E’ il più grande marcatore australiano di tutti i tempi con i suoi 31 goal tutto il paese spera che sia fonte di ispirazione per i giocatori più giovani.

PROBABILE FORMAZIONE:
4-4-2. Ryan; Wilkshire, Wilkinson, McGovan, Davidson; Milligan, Troisi, Vidosic, Oar; Cahill, Leckie.

PRONOSTICO:
Australia inizierà la competizione senza alcuna pressione. Nessuno si aspetta che possano vincere qualcosa. Sono la squadra più bassa nel Ranking Fifa  e sono stati inseriti nel gruppo più duro. Di conseguenza i Socceroos non supereranno la fase a gironi ma può giocare il ruolo di guastafeste e decidere il destino di questo girone infernale.

 

Alberto Paternò, Rimini. Nato nel vecchio millennio, in un'afosa giornata di luglio. Partorito tra ombrelloni e lettini della riviera romagnola, sfoga subito la rabbia per la venuta al mondo calciando ossessivamente Super Tele e Super Santos. Da quel giorno sopporta stoicamente l'esistenza, sguazzando nei campi melmosi della periferia riminese e sognando di diventare un giorno il nuovo Pessotto. Co-fondatore di Sportellate.it