Interventi a gamba tesa

Analisi delle 32: Algeria


L’Algeria c’è. Per la quarta volta nella sua storia, la seconda consecutiva dopo la partecipazione fallimentare all’edizione sudafricana del 2010. Un flop bissato ad inizio 2013, con la clamorosa eliminazione al primo turno della coppa d’Africa, il cui fardello è stato solo parzialmente cancellato dal successo nello spareggio col Burkina Faso e conseguente pass per il Brasile (2-3 in trasferta, 1-0 nel return match). Perché parzialmente? Perché, come nel 2009, i festeggiamenti per la qualificazione sono sfociati nella tragedia, leggi i 14 morti di 5 anni fa e i 12 dello scorso novembre, che si sommano ai 243 feriti e alle due vittime della malaria contratta in Burkina Faso. In Sudamerica i ragazzi del mister giramondo Vahid Halihodzic giocheranno pure con loro.

I convocati. Portieri: Zemmamouche (USM Alger), Mbolhi (Cska Sofia), Si Mohamed (CS Constantine).
Difensori: Medjani (Valenciennes), Mandi (Reims), Bougherra (Lekhwiya), Ghoulam (Napoli), Halliche (Academica Coimbra), Belkalem (Watford), Cadamuro (Maiorca), Mesbah (Livorno), Mostefa (Ajaccio).
Centrocampisti: Feghouli (Valencia), Taider (Inter), Guedioura (Crystal Palace), Lacen (Getafe), Djabou (Club Africain), Yebda (Udinese), Brahimi (Granada), Mahrez (Leicester City), Bentaleb (Tottenham).
Attaccanti: Slimani (Sporting Lisbona), Soudani (Dinamo Zagabria), Ghilas (Fc Porto).

A versare lacrime amare al momento dell’uscita delle liste, tra gli altri, anche due rappresentanti della nostra serie A, come il fantasista fantasma Ghezzal, ormai sprofondato nell’anonimato della serie B, ma soprattutto Belfodil, vale a dire il presunto nuovo Benzema, che dopo aver fatto il botto nel 2012-’13 al Parma, in questa stagione tra Inter e Livorno è letteralmente imploso. Un vero peccato per questo bomberino classe ’92, a cui certo i mezzi non mancano. Idem il trequarti del Bastia Boudebouz, un altro taglio eccellente, piuttosto che il centravanti Djebbour, autore di una brillante carriera in Grecia tra Panionios, Aek Atene ed Olympiakos, eppure a segno appena 5 volte in questo 2013-’14 tra Sivasspor (Turchia) e Nottingham Forrest (serie B inglese). Tutto si può dire però meno che questa formazione, anche al netto di tali esclusioni, difetti di qualità e alternative. Il 4-2-3-1 proposto in pianta stabile dal coach delle fennecs (le volpi del deserto) garantisce in effetti una cifra tecnica discreta, un buon equilibrio tra i reparti ed un’invidiabile esperienza internazionale (20 dei 23 prescelti militano in Europa, uno solo in patria). Dal punto di vista fisico però qualche dubbio potrebbe sorgere, alla luce sia dello scarso minutaggio sia della scarsa vena di alcuni uomini cardine. A partire dalla stella di questa selezione, l’esterno destro del Valencia Feghouli (nella foto sotto), appena la metà delle partite da titolare, il cui rendimento ha risentito dell’appannamento globale dei pipistrelli. Stesso discorso per l’interista Taider, sparito dal radar di Mazzarri negli ultimi 3 mesi, il mediano di rottura dell’Udinese Yebda e il terzino sinistro Mesbah, il quale ha giocato poco e male a Livorno. Quest’ultimo verosimilmente sarà scalzato da un altro esponente del nostro campionato, quel Ghoulam giunto al Napoli a gennaio, che non è affatto dispiaciuto con la maglia azzurra. Oltre all’ex Saint Etienne, le buone notizie per i magrebini si chiamano Soudani, laterale da 19 reti e 11 assist alla Dinamo Zagabria, Bentaleb, centrale di centrocampo del ‘94 ribattezzato come il nuovo Vieira, il quale è stato gettato nella mischia da Sherwood al Tottenham con esisti incoraggianti, e il centrocampista offensivo Brahimi, da un paio di tornei punto di riferimento del Granada, specie quando gli spagnoli manovrano nella metà campo avversaria. Il tutto senza prescindere da capitan Bougherra, il centralone difensivo classe ’82 attualmente impegnato nel campionato qatariota, decisivo nello spareggio col Burkina Faso in virtù della rete siglata al ritorno.

Valencia CF v Sevilla FC - UEFA Europa League Semi Final

Pronostico. Difficile che l’Algeria, inserita nel gruppo H con Russia, Belgio e Corea del Sud, possa scalfire il duopolio europeo. Più probabile che, salvo colpi di scena, Feghouli e soci siano costretti a battagliare con gli asiatici per il terzo posto. Possibilmente ritoccando il deludente score del 2010 (un punto in 3 incontri). D’accordo l’esperienza e il talento negli ultimi 30 metri delle volpi africane, ma la banda di Capello e i diavoli rossi partono un paio di gradini sopra. In più, quella di Vahid Halihodzic, è una nazionale che sulle palle inattive soffre terribilmente, ed i gol 6 su 7 incassati di testa stanno lì a dimostrarlo, la quale oltretutto potrebbe avvertire l’assenza di un bomber di razza. L’attaccante dello Sporting Lisbona Slimani, ovvero la punta potenzialmente titolare, nelle qualificazioni ha sì realizzato 5 segnature, tuttavia è più un centravanti di manovra che di rapina, mentre Ghilas al Porto non ha mai visto il campo. Per Taider e soci la strada appare in salita ma, come sentenzia il buon Fabio Caressa, “il calcio è strano Beppe”.

Aneddoti. L’esordio che non ti aspetti: Spagna ‘82, prima partecipazione dell’Algeria ai mondiali. Di fronte subito i futuri vicecampioni della Germania Ovest. Alla faccia della vittima sacrificale, i magrebini, ispirati da Madjer, il “tacco di Allah” ante litteram, superano 2-1 i panzer. È la prima vittoria nella storia della competizione iridata di un’africana contro un’europea. Ma non finisce lì: sconfitta 0-1 dall’Austria, l’Algeria chiude infatti il girone vincendo 3-2 col Cile. Per un totale di 4 punti, esattamente gli stessi di Germania Ovest e Austria, i quali tuttavia passano il turno in virtù di una miglior classifica avulsa. Maturata in seguito all’1-0 con cui i tedeschi si sbarazzano dei cugini nell’ultima giornata, che anche a 32 anni di distanza puzza di combine. Ben più avara di soddisfazioni la spedizione del 1986, marchiata tuttavia da un dettaglio interessante. L’unico gol dei magrebini in quel mondiale porta la firma di Djamel Zidane. Per la cronaca, lo zio di un certo Zinedine…

classe ‘90 formatosi a Rimini. Calciofilo per inerzia, volleyballista (inteso come raccontaballe) per passione. Collaboratore al “Corriere di Romagna” dal 2009 al 2014, la Lega Pro da ormai troppo tempo è diventata il suo pane quotidiano. Valentina Arrighetti la sua dea, tradita soltanto per qualche sveltina con Fernando Torres e Earvin Ngapeth. Caporedattore Sportellate.it

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