Interventi a gamba tesa

Finalmente, Strama

Una nuova panchina della Serie A 2014/2015 è stata ufficialmente assegnata. Si tratta di quella di Andrea Stramaccioni, in arte “Strama” o “Stramala”, che ha firmato un biennale con l’Udinese.

Il tecnico romano, dopo un anno di inattività, ha fatto una scelta arrogante, ma nello stesso tempo azzeccata.


Perchè scelta arrogante?

La carriera da allenatore di Stramaccioni inizia piuttosto bene. Buoni risultati ottenuti con le giovanili della Roma prima e con quelle dell’Inter dopo. Prima di raggiungere l’apoteosi due anni fa quando a Londra si aggiudicò la NextGen Series (una sorta di Champions delle squadre Under 19) con la Primavera nerazzurra, dopo aver battuto ai rigori i baby lancieri dell’Ajax.

A seguito di questo trionfo, Strama viene chiamato da Moratti alla guida della prima squadra dopo l’esonero di Ranieri.

I risultati iniziali, eccetto la brutta sconfitta di Parma, sono soddisfacenti. L’Inter gioca discretamente, affonda per 4-2 il Milan nel derby di inizio maggio e ottiene la qualificazione al terzo turno preliminare di Europa League.

Moratti è soddisfatto e il tecnico romano guadagna la riconferma. Anche l’ambiente nerazzurro nutre molta fiducia in Strama.

In estate si respira molto entusiasmo in casa Inter. Arrivano nuovi innesti (Handanovic, Palacio, Cassano, Silvestre, Gargano, Pereira ed il giovane Juan Jesus passa stabilmente alla prima squadra) e la squadra ottiene la qualificazione ai gironi di Europa League senza troppi patemi e sofferenze.

In campionato, eccetto l’ingiustificabile capitombolo interno contro il Siena, i nerazzurri ottengono ottimi risultati. Stramaccioni sembra avere in mano la squadra e i risultati non mancano. L’apice di questa positiva cavalcata arriva a inizio novembre quando l’Inter espugna lo Juventus Stadium. Primo team a fare bottino pieno nel nuovo fortino bianconero.

Ora i nerazzurri sono a -1 dalla Juve…

Per Strama questa importantissima vittoria può significare una duplice svolta: l’inizio di un grande e lungo ciclo in nerazzurro oppure l’inizio della fine. Putroppo, per tre ragioni, si verificherà la seconda ipotesi. 

Innanzitutto la piazza ha ecceduto di entusiasmo. Sembrava che l’Inter aveva vinto lo scudetto. Non bisognava cullarsi sugli allori ma dire ai giocatori “Siete a -1, guai se vi rilassate adesso. E’ proprio questo il momento di insistere. Azzannate ancora più di prima i vostri avversari”. E invece da lì a Natale molti tifosi hanno preteso poco e diversi scivoloni clamorosi della squadra erano stati tollerati. Tra gli artefici del nono posto dell’anno scorso ci sono anche gli interisti che dicevano e tuttora dicono: “L’anno scorso abbiamo fatto malissimo però comunque abbiamo vinto allo Juventus Stadium”. Evidentemente per loro una vittoria da 3 punti contro la Juve è in grado di salvare parzialmente un disastroso nono posto finale. No comment…

La seconda ragione va individuata nella squadra. I giocatori, alla pari della maggior parte dei tifosi, dopo il successo di Torino si rilassano e i mesi successivi l’Inter otterrà risultati a dir poco imbarazzanti. Il malcapitato Stramaccioni piano piano perderà il controllo della squadra. Prima il clan degli argentini e poi tutto il resto del team volterà le spalle al tecnico romano. I giocatori si allenano poco e male. Non è un caso l’ecatombe di infortuni dalla fine di febbraio al termine della disgraziata stagione. Il tecnico romano mostrerà (o almeno proverà a mostrare) il carattere solo nelle conferenze stampa. Ma è evidente che non ha più in pugno la squadra. Strama non ha saputo reagire a questa situazione creatasi. Doveva avere più fermezza e fare scelte coraggiose e drastiche. Esempio? Lasciare in panchina i senatori e far giocare dei Primavera al loro posto. Invece è rimasto inerte e si è fatto travolgere da tutto. Qui sta la sua colpa principale.

Il terzo motivo, marginale, sta negli innumerevoli sfavori arbitrali subiti dall’Inter. Tanti ma proprio tanti. La Juve ha pienamente meritato lo scudetto 2012/2013, non ha rubato assolutamente nulla. Spegnamo subito eventuali polemiche. Ma è un dato obiettivo che la squadra meneghina ha iniziato a subire questo vergognoso trattamento arbitrale proprio da dopo la vittoria allo Juventus Stadium. I bianconeri lo vincevano lo stesso il campionato, erano troppo superiori alle altre squadre. Non c’era bisogno di trattare l’Inter in questo modo…

Ora, delineata la situazione, è arrogante la scelta di Strama di allenare l’Udinese perchè tecnico, dopo un’annata come quella scorsa, doveva ripartire da zero e da una categoria inferiore. In Lega Pro, eccetto nelle piazze più calde, c’è più pazienza e un tecnico giovane non può chiedere di meglio per fare esperienza o per ricominciare. Senza proclami e con l’umiltà di chi ha voglia di riscatto. Poco tempo fa il tecnico ex Roma ha rifiutato un’offerta del Monza, appena promosso nella Lega Pro unica. Perchè Strama? Perchè hai rifiutato la panchina brianzola? Era un’ottima occasione per fare gavetta e per crescere.


Perchè scelta azzeccata?

Stramaccioni, pur avendo poca esperienza, è arrivato al timone del club friulano nel momento giusto. A Udine sta finendo un ciclo. Guidolin a parte, al quale la piazza bianconera deve fare un monumento, ci sono diversi esuberi in vista. Basta lo danno per vicinissimo alla Lazio e Gabriel Silva al Milan. E anche Muriel ha già detto che il prossimo anno non giocherà più con l’Udinese.

Totò Di Natale, se è una vera bandiera, dovrà aiutare il nuovo allenatore.

Per l’ex allenatore dell’Inter i presupposti per far bene e per aprire un ciclo ci sono. Strama avrebbe avuto parecchi problemi con i senatori dell’Udinese. Tutti giocatori con mal di pancia o poco motivati. Persino Guidolin, che li allenava da anni, quest’anno ha avuto problemi a gestire la rosa…

Ora sarà il campo a parlare. Ma Strama, pur peccando di arroganza, è arrivato a Udine nel momento giusto. Questo è certo. Chissà se si confermerà “Strafalcioni” o diventerà “StraMOUccioni”.

Raffaele Campo, nato a Padova il 21/6/1989. Diplomato al Liceo Classico Statale "Concetto Marchesi" di Padova (ma non chiedetemi nulla di latino e greco) e attualmente studente di giurisprudenza presso la facoltà di Ferrara. Vado matto per il calcio, ma soprattutto per l´Inter, seguo anche la Premier League e non disdegno la Liga spagnola. Altre passioni e interessi sono leggere, libri di storia e di cronaca italiana del ´900 in primis, e viaggiare (ho visitato più di dieci Stati europei, ma ce ne saranno ancora tanti altri che visiterò). Collaboratore Sportellate.it

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