Interventi a gamba tesa

Il mondiale dei “normal players”


Il mondiale dei “normal players”
Da Zlatan a Bale, sono molti i nomi illustri che per un motivo o per un altro sono stati esclusi dalla rassegna mondiale brasiliana. Diamo un’occhiata al possibile “dream team” degli esclusi.

 

Nonostante il tempo incerto di questi prime giornate di Giugno, l’estate “do mundial” è alle porte ed uno dei paesi più controversi del mondo si appresta ad avere i riflettori puntati su di sè per tutta la durata della rassegna continentale. Il Brasile, la patria del calcio, vive infatti di mille volti, cambiando connotazioni geo-politiche a seconda della parte di questo enorme paese in cui ci si trova. I rilevatori economici lo portano come uno del BRICS, simpatico acronimo che racchiude le iniziali di paesi con economie in grande sviluppo; ciò nonostante larga parte della popolazione muore nella scarsa alfabetizzazione, preda di bande di strada, cartelli e “criminalità da favelas”.

Quale miglior tonico, dal punto di vista economico-sociale, di un mondiale vissuto e goduto tra le mura domestiche? Il giro di miliardi di dollari è stato mostruoso, sponsor e quant’altro hanno letteralmente preso d’assalto il sole di Rio e l’atmosfera di Sao Paulo, ed in molti si saranno preoccupati nel vedere molte stelle mondiali restare escluse, per vari motivi, da questa immensa macchina da soldi chiamata Mondiale.

Diamo un occhio a queste vittime illustri, calciatori caduti in battaglia o falcidiati dal gioco delle convocazioni.. Il mondiale che sta arrivando è davvero un mondiale TOP, oppure la mancanza di questi astri lucenti del pallone potrebbe mettere in ombra la qualità complessiva del calcio che vi sarà giocato?

Parli di esclusi e pensi a lui, Zlatan.. Il primo ed il solo, per carisma, cattiveria agonistica e mediaticità. La Svezia quest’anno non ce l’ha fatta, non si è qualificata, perdendo partite giocate male e senza dimostrare alcuna identità di squadra. A sollevare le doti di una compagine molto mediocre ci aveva pensato lui, il buon Ibra; ma non è bastata la tecnica, l’ardore e la grinta.. Tutti a casa, insomma; a letto senza cena. Se Zlatan fosse nato tedesco avrebbe fatto una strage, ma tra le sue varie etnie mancano quelle calcisticamente valide: un vero peccato.

Esclusi dai loro rispettivi CT, le assenze di Llorente e Tevez fanno scalpore. I due alfieri d’attacco della Juventus non sono stati convocati, per motivi diversi, nonostante siano stati protagonisti di una grande stagione (quasi sempre da titolari indiscussi) che li ha visti trionfare senza eguali in Italia. Il basco è seguito dai big team di mezza europa, è una ottima punta ed un bravo pater familias. Abilissimo nel gioco aereo, freddo e lucido sotto porta. Certo, la concorrenza nella “Roja” è altissima, ma preferire a lui “El Nino” Torres è una scelta che fa discutere.
Tutt’altra storia per il secondo: nell’Argentina dei “parenti di” e dei “un argentino non può giocare per la Juve” (citazione infelice di un tal Maradona), “l’apache”, seppur invocato a furor di popolo, non è stato convocato da Sabella che male lo sopporta dopo la loro esperienza passata al Boca Juniors. Una sportellata vera e propria per Carlitos, che ha reagito con professionalità da uomo oramai maturo a tale decisione.
Certe scelte si devono pagare, e chissà che il conto per i due CT non possa essere ben più salato di quanto si sarebbero aspettati.

La Spagna è la nazionale che più di tutte fa stridere i denti per le mancate convocazioni. Credo che non si sia mai vista una nazionale così paurosamente forte. Rimangono a casa Callejon, esterno d’attacco del Napoli e Borja Valero, jolly di centrocampo della Viola, artefici di una stagione da brividi. La nazionale di Del Bosque non convoca neppure Negredo, punta pagata milioni di sterline dagli sceicchi del City e Carvajal, terzino destro del Real Madrid campione di Champions. Quanto ben di Dio, peccato che nessuno di loro abbia passaporto italiano, un pensierino potevamo pure farlo.. D’altronde, oriundo in più o oriundo in meno, che differenza fa?!

Buttando un occhio in “Casa Italia” stridono le assenze, a mio avviso molto pesanti, di Luca Toni (20 goal in campionato quest’anno con la neopromossa Verona), Florenzi, alfiere di centrocampo della Roma dei miracoli targata Garcia e Giuseppe Rossi, escluso a causa di una condizione fisica precaria, senza farsi però mancare una sana dose di polemiche. Certo, al mondiale non si possono portare tutti, però…

In casa Colombia mancheranno Falcao e Muriel; infortunio gravissimo per il primo, scelta tecnica condivisibile (in parte) per il secondo. La “nazionale dei rotti” perde pedine fondamentali nel suo scacchiere, rendendo difficile sostenere in concreto il suo ruolo da potenziale outsider pre-mondiale. Triste per Falcao, giusto per Muriel; a quest’ultimo serve una svegliata, le promesse lasciano infatti sempre il tempo che trovano.

Ribery, una perdita illustre. Fonte web

Triste e dolorosa è l’assenza di Ribery per i Galletti di Francia: una delle ali più in forma del calcio europeo, ed uno dei più smaliziati interpreti della nazionale transalpina. Qualificatasi per il rotto della cuffia, la mancanza di un uomo carismatico e di un leader come il francesino si farà sentire in un gruppo che fa della forza fisica in mediana un punto di forza che forse saprà equilibrare gli svantaggi di una squadra tutto sommato inesperta e a volte poco coesa tatticamente.

Gareth Bale, Galles. Fonte web

La ciliegina sulla torta di questa strana selečao di non convocati porta il nome di Gareth Bale, mr 100 milioni.. Unico suo “sbaglio”, l’essere nato in una nazione (il Galles) costola ma non parte dell’Inghilterra e che non ha mai preso parte ad un mondiale in tutta la sua storia. Ogni 20-30 anni nasce un gallese che fa gridare a tale spreco di talento calcistico, e al leggendario Giggs è subentrato ora l’alieno Bale..

Esclusi di lusso dunque, difficile dire se sarà un mondiale da top players o da normal players..
Però forse anche questo è il bello e la magia del calcio da mondiale: se tutti ci giocano, dove sta il bello dell’essere TOP.

Nato il 28/09/89 a Piove di Sacco, in provincia di Padova. Studente di Giurisprudenza presso l’Università di Ferrara, amo il calcio e sono un guitar addicted, appassionato di Gibson, Fender e buon rock. Tra l’uscire con una bella mora e il restare davanti alla TV per vedere una partita, scelgo sempre la prima. Grazie al cielo per la seconda esistono i registratori. Collaboratore Sportellate.it