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- di Andrea Ugolini

WE WERE AC MILAN

Io stavo con Allegri, sto con Seedorf e, con la stessa fermezza, starò con Inzaghi.

Non per superficialità, incoerenza o ipocrisia.
Semplicemente perchè trovo che tifare una squadra, voglia dire, anche, sostenere sempre coloro i quali ne fanno parte con impegno, coerenza e dedizione, nel bene e, soprattutto, nel male.

Non faccio parte di nessuna delle correnti interne al tifo rossonero: non sono un "evoluto", ne un "massimalista", ne un "non evoluto", ne un "competitivo", ne un "governativo", ne un "rivoluzionario". Sono un milanista, sto con i colori e con la maglia. Sto con il Milan.

In questo periodo però faccio molta fatica a "stare" con Berlusconi e, soprattutto, con Galliani, nonostante sia infinito il mio sentimento di gratitudine verso di loro.
I due, per motivi diversi, stanno mettendo in grave imbarazzo il nome, il blasone e la gloria del Milan. Questa società sta lentamente diventando l'esatto contrario di ciò è sempre stata. Il club più titolato al mondo sta diventando la barzelletta di se stesso. E la colpa, per forza, è di chi comanda.

 

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Il Presidente, si sa, è sempre più stanco e disinteressato e, ormai, tutti i milanisti se ne sono fatti una ragione.
L' A.d. con deleghe sportive sembra invece più che mai sul pezzo ed agguerrito e, dopo aver visto la sua posizione in forte bilico nei mesi scorsi, con un colpo di reni degno di Gordon Banks, ha riacquistato tutti i suoi poteri.
Si, perchè l'opzione Pippo Inzaghi era fortissimamente (come direbbe Galliani) caldeggiata dal geometra sin da gennaio, nonostante la proprietà (cioè chi paga) avesse deciso da tempo di ingaggiare Clarence Seedorf.
La scelta dell'olandese, in luogo dell'ex bomber piacentino, era stata vista come una sconfitta dell'A.d., poco considerato nella decisione sul post Allegri.
A proposito di Allegri.
Galliani è sempre stato estremamente solerte e tempestivo nel difendere e confermare il toscano nei periodi burrascosi e di forte pressione (cosa giustissima); peccato che l'A.d. non abbia riservato, nemmeno per un secondo, lo stesso paterno trattamento per Seedorf.
Anzi. Non ha mai fatto nulla pubblicamente (...figuriamoci in privato) per rendere la posizione del tecnico salda e per dare certezze all'ambiente.

Non solo.
Il dirigente più mediatico al mondo
, si è addirittura progressivamente defilato da microfoni e taccuini, lasciando così mister Seedorf alla mercè di balzane critiche, insinuazioni e supposizioni di tanti scribacchini e di pochi giornalisti. Tant'è vero che il non stupido Seedorf ha dovuto chiamare gli scribi di quel giornale con le pagine rosa, al fine di rilasciare un'intervista per difendersi dalla potente macchina del fango azionata (da Galliani stesso, ndr) contro di lui.
Questo modo d'agire di Galliani è stato certamente poco professionale, oltre che totalmente controproducente. Sono certo che l'A.d. farà da parafulmine ad Inzaghi ogniqualvolta ne avrà bisogno (speriamo mai), essendo l'ex numero nove una sua scelta.

Clarence Seedorf è un potenziale grande allenatore. Ha dimostrato di poter ottenere buoni risultati sportivi con materiale tecnico e umano di basso livello, lavorando in un ambiente professionale invivibile.
I tifosi rossoneri sono/erano saldamente dalla sua parte e, dovesse esserci un Leonardo-bis (cosa più che probabile in futuro), sono certo che riserveranno all'olandese un trattamento molto diverso rispetto quello dedicato al carioca.
Trattamento che meriterebbero quei giocatori (non meglio identificati) mediocri ed infami i quali PARE abbiano remato contro Seedorf in questi mesi. L'auspicio è che queste presunte idi di marzo nello spogliatoio rossonero, siano, appunto, presunte e solamente figlie di fantasie dei soliti premi Pulitzer che abbiamo in Italia.
Se invece fosse tutto vero, augurerei ai suddetti calciatori che queste voci restassero infondate per sempre...

Pippo Inzaghi non merita di essere visto e presentato come il cocco del massimo dirigente o come un "servo" aziendalista, pronto ad ogni compromesso. Pippo Inzaghi, come Clarence Seedorf, è una gloria del Milan e sarà dai tifosi veri sempre osannato e sostenuto.
Il tempo è dalla sua e farà grandi cose.

"Adriano Galliani è il Cristiano Ronaldo dei dirigenti", così disse Carletto Ancelotti (non esattamente l'ultimo arrivato).
Vero, Galliani è stato ed è uno dei migliori dirigenti sportivi su scala mondiale dei nostri tempi, ma l'errore commesso in questo frangente è gravissimo, vista l'esperienza e il blasone, suo e del Milan.
Seedorf doveva essere difeso e andava confermato, sia per motivi tecnici che per motivi economici.
L'augurio è che il geometra possa ritrovare la professionalità smarrita ultimamente e ci possa fare, in qualche modo, tornare in alto, pur sapendo che l'ora di cedere il passo è vicina.
E sapendo che i tifosi non dimenticano.

Grazie Clarence.

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