Interventi a gamba tesa

Analisi delle 32: Messico

Disastri manageriali, risultati scarsi alle qualificazioni, ai Mondiali tramite lo spareggio con la Nuova Zelanda. Eppure è la stessa nazionale medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra. Sono poche le squadre ad avere battuto il Brasile negli ultimi 2 anni: il Messico è una di queste…


 

Immaginate una nazionale che nel 2013 ha avuto 4 manager, quasi uno a partita. Immaginate una squadra senza leadership e dagli scarsi risultati, che fa tantissima fatica nel girone del Nord America. Del Nord America, non in quello terribile sudamericano: stiamo parlando di rivaleggiare contro Panama e Jamaica.

Questa squadra, salvata per una serie di incroci all’ultima giornata, arriva quarta su 6 in Nord America e si qualifica allo spareggio contro la Nuova Zelanda. Non esattamente la favorita per Brasile 2014, questo Messico, inserito proprio nel girone del Brasile padrone di casa, assieme all’ottima Croazia e al Camerun.

Eppure. Eppure questo Messico è campione olimpico in carica, e a Londra 2012 ha battuto in finale proprio il Brasile di Neymar, Oscar e Hulk, che quel giorno erano in campo contro i centroamericani. La sfida si rinnoverà nei gironi del Mondiale.

Oggi José Manuel de la Torre non c’è più sulla panchina del Messico, ma i giovani protagonisti di quell’ Olimpiade ci sono, e vogliono smentire le voci di una squadra in flessione e senza identità.

I CONVOCATI

Non ci sarà Carlos Vela, punta del Real Sociedad alla sua migliore stagione di sempre. L’attaccante continua a pagare i forti litigi del passato con il tecnico Flores: da allora non è più rientrato nel giro della nazionale, nonostante i 3 gol in Champions League di quest’anno.

Ci saranno invece gli altri big della selezione centroamericana, dal Chicharito Hernandez a dos Santos, da Peralta al sempreverde Carlos Salcido, che in Brasile taglierà il traguardo delle 120 presenze in nazionale. Assieme a quest’ultimo faranno parte del gruppo anche gli altri storici protagonisti delle selezioni messicane, come Marquez e Rodriguez. Assente invece Gerardo Torrado.

Portieri: Ochoa, Corona, Talavera

Difensori: Salcido, Marquez, Guardado, Rodriguez, Moreno, Aguilar, Reyes, Layún

Centrocampisti: Peña, Fabián, Montes, Herrera, Medina, Brizuela, Vázquez

Attaccanti: dos Santos, Hernandez, Peralta, Jiménez, Pulido

Allenatore: Miguel Herrera

 

IL GIOCO

Non è il Messico migliore di sempre e non è nemmeno una squadra capace di imporre un gioco efficace. Il possesso palla è spesso sterile, per linee orizzontali. Questo non è detto che sia uno svantaggio: nel caldo umido del Brasile sarà importante tenere palla in modo poco dispendioso. Resta il fatto che in fase di proposizione, i centroamericani sono prevedibili. Bene invece in contropiede, quando gli attaccanti di talento hanno possibilità di penetrare in difese avversarie male organizzate. Se sono gli altri ad avere la palla (come accadrà contro Brasile e Croazia) difesa a 4, centrocampo a 4, linee strette e organizzate. Ciò che di buono ha il Messico lo deve dimostrare in questa fase di gioco, non avendo la qualità per imporsi.

IL PRONOSTICO

E’ difficile aspettarsi che il Messico passi il turno in un girone del genere. Ha tutte le qualità per ingabbiare i leoni del Camerun ma la vera sfida è contro la talentuosa Croazia, con il Brasile a fare da giudice imparziale. C’è però un modo per superare lo scoglio: un gol a freddo, proprio come nella finale olimpica contro il Brasile, dopo 25 secondi. Poi, tutti chiusi e lasciare che i croati siano costretti a fare gioco nella calura brasiliana, in attesa del giusto contropiede…

Il Mondiale è sempre un’altra storia, sia rispetto alle Olimpiadi sia rispetto alle qualificazioni. Il Messico però c’è.

Classe '90, originario di Rimini e residente a Roma. Sono un maniaco dei dati, dei grafici e delle statistiche: il giorno del sorteggio di Champions League è sempre un bel giorno. Sono quello in bici in mezzo alla strada: se do fastidio mi dispiace. Collaboratore Sportellate.it